filter ha scritto:Eh Edo, se fossero solo le mele... ma sarebbe un discorso moooooolto lungo.
Il decalogo è una buona guida, l'abbiamo creato apposta, è uno dei modi più avanzati di affrontare l'argomento in pratica.
Poi come dicevo, serve tempo anche solo per arrivare a capire in che mondo viviamo, la maggior parte delle persone non ha alcuna informazione sul perché le cose sono come sono, sulle ragioni di questa crisi (ad esempio), su cosa significa veramente comprare il cibo al supermercato, su quello che succederà nei prossimi anni.
Io faccio una cinquantina di conferenze l'anno, negli ambienti più diversi, spesso in ambito ambientalista, quindi tra persone che credono di essere ben informate... il risultato è sempre lo stesso: restano totalmente spiazzati, ma almeno cominciano a spiegarsi un sacco di cose.
Senza informazioni non si posso fare scelte sensate e non c'è, di fatto, libertà.
Ieri sera alla conferenza-dibattito c'erano 60 persone, fra cui 5 o 6 agricoltori, usciti dalla sala poco prima che iniziasse il dibattito.
Siamo una minoranza assoluta in valle, anche se Il comitato per il diritto alla salute in Val di Non organizza delle serate informativen gratuite.
Il problema è sentito solamente da un'esigua parte della popolazione, bollata come estremista, catastrofista e negativa.
Intanto la coltivazione delle mele si espande a vista d'occhio a scapito delle residue praterie e dei boschi, che vengono fatti a pezzi e tosati come mostrato dalla prima foto.
Nessuno muove un dito per contrastare simili atti vandalici, anzi, lo stillicidio di "bonifiche" continua.
Ecco cosa si dice del territorio della valle nel sito di Melinda: "un patrimonio
incontaminato di bellezze ambientali e naturalistiche"
http://www.melinda.it/it/SC/2005/Il_territorio.html