Provo a rispondere un po a tutti i vostri suggerimenti.
AlbertoA ha scritto:Christian, la guida parallela non deve essere parallela alla lama, in genere, proprio per la deriva, deve andare un po' a uscire.
A volte è il legno stesso, guida come l'hai regolata? Dovresti regolare lo spingilama circa a 1 mm dietro ed i piattini laterali praticamente attaccati, facendo attenzione a regolarlo in modo che la stradatura non possa toccare i piattini.
Può essere il legno, magari un nodo, una fenditura che tende a trascinare la lama dove vuole...
La guida dovrebbe essere regolata a dovere (dovrebbe), ma credo che il problema non sia in questo, comunque 1^ verifica da fare.
La regolazione dello spingilama l’ho fatta ad una distanza tra 1 e 2 mm, ma vedo che spingendo spesso tocca.
I due piattini laterali li regolo in modo tale che la lama girando, non se li porti dietro in rotazione e che i denti non tocchino ne la sugherite, ne i piattini lateriali.
Mi viene però un dubbio, i denti non toccano quando a riposo e nastro fermo, ma data la distanza dello spingidisco dalla lama, quest’ultima sotto la spinta del taglio, potrebbe arretrare fino a toccare sui piattini laterali provocando il rattattà. Se così fosse dovrei trovare dei segni sui piattini, 2^ verifica da fare.
Un appunto sul guigalama: ho di recente acquistato il GLS 456, modello che vedo essere il più diffuso.
Ho però notato che anche serrando con forza le due corone che dovrebbero bloccare i dischi queste tendono a mollarli, con l’effetto di aumentare o diminuire lo spazio tra questi e la lama; in un caso mi sono accorto che la lama strisciava decisamente contro uno dei due anche mentre non era impegnata nel taglio.
In un’altra occasione, allentandosi, hanno permesso che la lama, sotto la spinta del taglio, scavalcasse lo spingilama ponendosi al suo fianco, anziché battergli contro (in questo caso è stata complice anche la scarsa tensione del nastro).
Sinceramente mi aspettavo un oggetto qualitativamente migliore.
Il tipo di taglio che effettuavo riguardava sia legno (massello) a fibra diritta che con la presenza di nodi, ma il risultato non cambiava.
Cartouche ha scritto:Non sarà che il taglio si chiuda dietro la lama creando eccessiva frizione ?
Se questo fosse il caso, inserisci cuneo nel tuo taglio e continuando a tagliare affondalo progressivamente a colpetti leggeri di martello.
La chiusura del taglio è stata una delle prime cose che ho pansato (vedi che nonostante non sembrasse, ti ascoltavo?), ma le due metà tendevano vistosamente ad allontanarsi, e nei casi in cui non lo facevano ho utilizzato un cuneo come dice il Maestro, ma senza notare differenze.
vito ha scritto:secondo me il pezzo di legno non aderiva perfettamente al piano della sega.
quando va dura è perchè i denti si impastano di segatura. quindi raspano e non tagliano. poi ci si mettono le fibra del legno a fare il resto.
Il fatto del legno non perfettamente aderente al piano sega è abbastanza probabile che si sia verificato alcune volte, ma la maggior parte era stato precedentemente piallato per evitare che potesse ruotare.
Un difetto potrebbe essere che essendo per la maggior parte legno fresco, questo tendeva a “bagnare” il piano, ostacolando lo scorrimento. Di tanto in tanto gli davo una passata con un panetto di sapone di marsiglia.
Che i denti si impastino di truciolo è abbastanza probabile, soprattutto con il legno fresco tagliato lungovena. Ho notato che alla fine del taglio rimaneva della segatura appiccicata alle pareti appena tagliate e che l’asola attraverso la quale passa la lama nel piano si tende ad intasare abbastanza spesso con fibre di legno.
Ho il dubbio che uno dei problemi sia la stradatura poco accentuata per il taglio di legname fresco, o la lam non adatta a questo tipo di lavoro, (è una lama da 20 o 25mm a 3 tpi, ma sulla questione della stradatura non ho idea...