androti ha scritto:Ciao Giuliano, per un restauro vero, almeno per i condensatori il video di KaosLaLeggenda può essere utile.
Ma parto dal presupposto che tu voglia semplicemente farla funzionare.
i condensatori che trasudano catrame puoi tranquillamente sostituirli con roba moderna, rispettando valori di capacità e tensione di lavoro.
Penso che ti convenga utilizzare i valori dei componenti in campo, anche se in realtà farebbe poca differenza.
il ronzio, se la fonovaligia è ferma da molti anni è quasi sicuramente dovuto ai due elettrolitici (i condensatori con involucro di cartone).
Sono polarizzati, e restando disalimentati si spolarizzano. Essendo incaricati di filtrare la componente alternata residua, non lo fanno più provocando il ronzio.
Quello attaccato al diodo è quello di filtro vero e proprio ma anche l'altro se è interrotto ci mette del suo.
per gli elettrolitici attenzione a rispettare le polarità segnate sugli involucri.
Per quanto riguarda la valvola, il fatto che si accenda vuol dire poco, potrebbe essere comunque guasta, ma confida in un po' di fortuna.
Sicuramente ti occorrerà anche spruzzare del disossidante su potenziometro/i e trimmer. Spruzza il disossidante e ruota più volte le manopole.
Per il trimmer (penultima foto, quello che ha il semiguscio trasparente) ti occorrerà un cacciavitino, annotati prima la posizione per potercelo rimettere.
ciao. sandro
androti ha scritto:devo anche aggiungere di agire sempre con la spina staccata dalla presa 230V perchè il trasformatore è un autotrasformatore e a seconda di come è inserita la spina (il verso di inserimento) puoi avere la fase direttamente sul telaio. Attenzione anche agli elettrolitici, prima di manipolarli, sempre da staccato dalla 230V, conviene scaricarli cortocircuitandone i terminali perchè potrebbero conservare tensioni residue.
Ciao Sandro e grazie per i suggerimenti e soprattutto per l’invito alla precauzione che non è mai troppa… e quindi approfondisco proprio questo secondo punto.
Effettivamente questi vecchi apparati sono un po’ spartani in quanto a sicurezza e lo chassis è completamente metallico, anche dalla parte che rimane a vista dopo aver chiuso l’apparecchio. Si può migliorare in qualche modo questo aspetto? Ha senso cambiare il filo di alimentazione e aggiungere un filo di terra da collegare alla carcassa e prevenire danni da dispersione?
Intanto ho smontato tutti i condensatori e resistenze e ho deciso di provare a ripristinare il funzionamento dell’apparecchio con la loro sostituzione.
Dei due condensatori elettrolitici (quelli grossi marroni) ne ho misurato la capacità con il tester digitale. Quello vicino al diodo non segna nulla, mentre l'altro restituisce un valore molto vicino (36 microFarad) a quello di targa di 32 microFarad. Posso considerarlo valido?
I condensatori a carta non credo di essere in grado di recuperarli e andranno sostituiti.
Ma con quale tipo? Poliestere, polipropilene, ceramico, elettrolitico etc etc? Mi date una indicazione? O è più o meno indifferente nel mio caso?
Sarebbe carino anche trovare dei condensatori che possano essere infilati nel tubetto di vetro di quelli vecchi dopo averli svuotati, così da conservare almeno l’apparenza dei componenti originali. Il diametro max utile è però di circa 5 mm.
Ecco le resistenze:
