Sono stato molto felice di sapere dell'esistenza del concorso "I frutti della passione".
Per me è la prima volta ad un concorso di falegnameria e mi è sembrata un'ottima occasione per condividere con voi i progressi fatti in questi anni di pratica e scuola (quest'anno inizierò il terzo anno alla scuola Ricchino di Rovato - BS).
Quindi, in principio era in Verbo
Sono stato mosso dalla necessità di trovare una svolta pratica e creativa al mio pensiero. Poi, il desiderio e la passione hanno fatto tutto il resto.
Ricordo ancora nel 2019, quando in una piccola stanza sotto il fienile presi in mano una sega occidentale da carpentiere ed un metro da sarto per realizzare la mia prima fioriera da esterno con abete di scarto, recuperato nel piazzale aziendale. Quel legno di secondo grado, bestia da soma per alte commesse industriali nella siderurgica, reclamava il suo valore e la sua personalità. Mi chiamava dal profondo per essere trasformato in altro. Così da un disegno tridimensionale abbozzato frettolosamente in Sketchup, mi sono messo all'opera. In principio era il Verbo, tanta colla vinilica e nessuna pretesa di precisione
Di vaso in vaso, la volontà di conoscere la materia cresceva. Tant'è che nel Settembre 2021 decisi di iscrivermi al corso di falegnameria e progettazione della scuola Ricchino di Rovato. Si era appena aperto un orizzonte nuovo.
Qui ho trovato un ambiente veramente accogliente, con persone competenti e veramente generose. Ho modificato il mio pensiero sulle modalità di lavoro, sia intellettuali che manuali. Ho sperimentato una dimensione nuova dell'artigianato, dove il pensiero e l'azione si muovono in sinergia. Ho cominciato a conoscere e ad utilizzare nuove tecniche e macchinari. Era tutto troppo bello per lasciarselo sfuggire senza impegnarsi con anima e corpo.
Alla prima occasione, nel Marzo 2022, ho ritirato una sega a nastro ed una pialla a filo parecchio datate, per allestire un piccolo spazio di lavoro a domicilio. Era la prima volta che mettevo le mani su macchine da lavoro di mia proprietà.
In principio era il Verbo, poi si cominciò a fare sul serio.
Certo di lavoro da fare ce ne era parecchio. Mettere mano da amatore su parti meccaniche ammalorate o in attesa di restauro mi regalava, nello stesso tempo, sensazioni opposte. Eccitazione e timore reverenziale.
Devo ammettere che, per qualche mese, in attesa che il tempo migliorasse, i due mostri sacri sono rimasti a prendere polvere accanto al fienile. Con addosso gli occhi sospettosi e le menti scettiche di qualche parente, ho cominciato lo smontaggio pezzo per pezzo delle ghisone, a cominciare dalla nastro.
Eccola nel suo splendore a restauro completo:
E poi toccò alla "Drago":
Con queste due attrezzature, mi sono detto, il mio limite alla lavorazione del legno massello poteva essere solo la fantasia.
Non sapevo di essere solo all'inizio.
A breve la seconda parte della storia... Dove finalmente comincerò a parlarvi del mio progetto.
Stay tuned!!!



























































































