In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco!

Presentazione dei lavori in concorso

In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco!

Messaggioda Francesco Zanotti » mar 05 set, 2023 10:36

In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco! - PARTE PRIMA

Sono stato molto felice di sapere dell'esistenza del concorso "I frutti della passione".
Per me è la prima volta ad un concorso di falegnameria e mi è sembrata un'ottima occasione per condividere con voi i progressi fatti in questi anni di pratica e scuola (quest'anno inizierò il terzo anno alla scuola Ricchino di Rovato - BS).

Quindi, in principio era in Verbo :inchino: . Ovvero, il Logos, l'Idea originaria di cominciare un'avventura nella falegnameria. Per me che sono sempre stato attratto dai "massimi sistemi", si tratta di un percorso decisamente nuovo.
Sono stato mosso dalla necessità di trovare una svolta pratica e creativa al mio pensiero. Poi, il desiderio e la passione hanno fatto tutto il resto.

Ricordo ancora nel 2019, quando in una piccola stanza sotto il fienile presi in mano una sega occidentale da carpentiere ed un metro da sarto per realizzare la mia prima fioriera da esterno con abete di scarto, recuperato nel piazzale aziendale. Quel legno di secondo grado, bestia da soma per alte commesse industriali nella siderurgica, reclamava il suo valore e la sua personalità. Mi chiamava dal profondo per essere trasformato in altro. Così da un disegno tridimensionale abbozzato frettolosamente in Sketchup, mi sono messo all'opera. In principio era il Verbo, tanta colla vinilica e nessuna pretesa di precisione :fatica: .

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Di vaso in vaso, la volontà di conoscere la materia cresceva. Tant'è che nel Settembre 2021 decisi di iscrivermi al corso di falegnameria e progettazione della scuola Ricchino di Rovato. Si era appena aperto un orizzonte nuovo.
Qui ho trovato un ambiente veramente accogliente, con persone competenti e veramente generose. Ho modificato il mio pensiero sulle modalità di lavoro, sia intellettuali che manuali. Ho sperimentato una dimensione nuova dell'artigianato, dove il pensiero e l'azione si muovono in sinergia. Ho cominciato a conoscere e ad utilizzare nuove tecniche e macchinari. Era tutto troppo bello per lasciarselo sfuggire senza impegnarsi con anima e corpo.

Alla prima occasione, nel Marzo 2022, ho ritirato una sega a nastro ed una pialla a filo parecchio datate, per allestire un piccolo spazio di lavoro a domicilio. Era la prima volta che mettevo le mani su macchine da lavoro di mia proprietà.
In principio era il Verbo, poi si cominciò a fare sul serio.
Certo di lavoro da fare ce ne era parecchio. Mettere mano da amatore su parti meccaniche ammalorate o in attesa di restauro mi regalava, nello stesso tempo, sensazioni opposte. Eccitazione e timore reverenziale.
Devo ammettere che, per qualche mese, in attesa che il tempo migliorasse, i due mostri sacri sono rimasti a prendere polvere accanto al fienile. Con addosso gli occhi sospettosi e le menti scettiche di qualche parente, ho cominciato lo smontaggio pezzo per pezzo delle ghisone, a cominciare dalla nastro.

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Eccola nel suo splendore a restauro completo:
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E poi toccò alla "Drago":
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Con queste due attrezzature, mi sono detto, il mio limite alla lavorazione del legno massello poteva essere solo la fantasia.
Non sapevo di essere solo all'inizio.


A breve la seconda parte della storia... Dove finalmente comincerò a parlarvi del mio progetto.
Stay tuned!!!
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Re: In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco! - Parte Prima

Messaggioda Ginepro77 » mar 05 set, 2023 11:28

Per il momento una bella storia... attendo il seguito!
Cosimo
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Re: In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco!

Messaggioda ser gio » mar 05 set, 2023 13:23

Francesco Zanotti ha scritto:
A breve la seconda parte della storia... Dove finalmente comincerò a parlarvi del mio progetto.
Stay tuned!!!


L'hai presa alla lontana? :lol:

E' certamente interessante anche la storia che ti ha portato a fare quello che fai, ora però siamo curiosi.... ;-)
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In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco!

Messaggioda Francesco Zanotti » mar 05 set, 2023 14:14

In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco! - PARTE SECONDA

Se avessi conosciuto prima dell'esistenza del concorso "I frutti della passione" probabilmente avrei prodotto maggior materiale fotografico, soprattutto per le prime fasi di lavoro.
Ma il desiderio galoppa veloce... Bravo chi riesce a tenergli testa!

In ogni caso, a poco poteva servire aver messo a nuovo le due nuove macchine senza un "banco di prova" delle stesse.
Serviva un po' di materiale, meglio se di buona qualità. Trovai un annuncio online in Maggio 2023 di un ragazzo della mia zona: lo zio, ormai pensionato da tempo e vecchio falegname, aveva ancora nel suo laboratorio un po' di legname.
In principio era il Verbo... poi arrivo il Noce. Trovai qualche asse di noce ben stagionato in un angolo del capannone dismesso. Me ne parlò come di "noce esotico", anche se a me sembrava di più noce europeo (credo che qui sul forum, ci siano persone molto più esperte di me in materia). Il prezzo invitante mi fece organizzare il ritiro con un amico. Io presi un paio di assi da 3 metri, larghezza 50 cm, sp. 6,5 cm, stoccandole sotto la tettoia che ospitava le due bestie restaurate.

Troncai la lunghezza delle assi desiderata con l'aiuto di una motosega. Con la nastro sfettai i singoli corpi legnosi.
Non vedevo l'ora di fare assaggiare tutto alla mia "Drago" :lol: .
Una bella piallata a filo e lo squadro fu assicurato.
Nel frattempo mi procurai una pialla a spessore di fascia economica (marchio Vevor, se posso dirlo senza essere linciato). Portai quindi le assi a misura.

Qualche pezzo aveva una venatura bruna veramente elegante. Altri un po' spalted. Non mancavano gallerie, dove i tarli avevano già fatto festa.

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Successivamente, cominciai a preparare i tenoni e le mortase, come da progetto Sketchup.

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Tracciai tutto il necessario con truschino metallico. Realizzai prima i tenoni alla nastro, rifinendo fino ai segni a matita con raspa e scalpello.

Poi invocai tutti gli angeli del cielo e le madonne accompagnatrici, per scavare mortase fino 7 cm di profondità.
Mi aiutò un trapano a colonna super economico acquistato all'Eurospin con punta forstner da 18mm e lavorai sopra la "Drago" con spessori e morsetti di fortuna per tenere i pezzi a squadro.
Una bella affilata al set di scalpelli Stubai "Spezial" e poi via di decimi fino al risultato sperato :fatica: .

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Fu il momento dell'assemblaggio, rigorosamente a secco e spinato dall'esterno sui tenoni con cilindretti di faggio da 8 mm

Vi mostro il primo risultato del progetto:

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Piccola nota tecnica. In principio era il Verbo... poi arrivò la Dima. Per realizzare il taglio a 45° sulla sommità delle gambe del tavolo, ho tagliato alla sega a nastro utilizzando una dima autocostruita.
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Essere arrivati a questo punto, mi sembrava già un sogno.
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Re: In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco!

Messaggioda Francesco Zanotti » mer 06 set, 2023 13:03

In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco! - PARTE TERZA

La realizzazione della struttura portante del banco mi aveva già colpito ed estasiato.
Mancavano solo poche settimane prima del periodo di ferie estivo, da dedicarsi ad un sano riposo ed alle cure familiari.
Di noce scuro ne era rimasto poco, sicuramente non sufficiente a portare avanti i lavori.
Venni a sapere che in provincia un ragazzo stava regalando un tavolo in noce "modello fratino". Pensai di chiudere l'affare per portarmi a casa il malloppo.

Alla prima piallata mi accorsi che molto si distanziava dalle tonalità cromatiche della struttura portante. Non importava. Si trattava comunque di noce biondo di ottima qualità. L'ultima settimana di Luglio 2023 la dedicai quindi a portare tutto ad un "livello superiore".

In principio era il Verbo... Poi arrivo il telaio superiore
Il materiale era ottimo, ma di lunghezza non sufficiente a coprire l'intera estensione del banco. La mia intenzione, infatti, era di costruire un telaio interno al banco. Ma per coprire l'intera estensione del banco mi servivano pezzi da almeno 1,70 m. Presi la situazione come un segno del destino e come motivazione per studiare un po' di antica carpenteria giapponese.
Kanawa Tsugi, questo sconosciuto, pareva fare al caso mio. Un ottimo esercizio per giuntare due assi di testa e mettere alla prova la mia Ryoba su quanto appreso negli ultimi mesi di falegnameria.
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Dopo il traccio a matita e truschino, l'incastro è stato realizzato esclusivamente con utensili manuali (Ryoba, scalpelli, pialletto per la rifinitura finale).
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Per le estremità del telaio ho utilizzato degli incastri a secco mortasa cieca e tenone con spalla.
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Per gli elementi centrali, un incastro a doppio tenone, sempre preso in prestito dal Giappone. Non ho idea di come si chiami :fischietta: .
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Mi sono divertito a realizzarli ed ho appurato quanto maestria e sapienza ci sia nella carpenteria giapponese.
Ho anche constatato come la sola struttura portante del banco mi facilitasse le operazioni di serraggio dei pezzi per la realizzazione degli incastri. Il banco insomma era già utile, nonostante fosse solo allo stadio primordiale.
Sempre meglio che lavorare accucciati a terra :fatica: :fatica: . Ma anche in questo il Sol Levante è maestro.

Veniamo alle note dolenti. Ahime, il doppio tenone è stato vittima di un errore sistematico. Non ha inficiato la tenuta a secco, ma il materiale levato in eccesso è stato colmato con un intarsio "alla buona" in noce scuro. Ho dato un minimo di senso estetico, ad un componente che fortunatamente non sarebbe stato troppo in vista.
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Ecco la struttura assemblata:
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Molto più bella dal vivo che da bozza di progetto:
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Anche questa era fatta. Potevo finalmente godermi qualche giorno di mare senza troppa ansia sulle spalle. :mryellow:
Ultima modifica di Francesco Zanotti il ven 06 ott, 2023 13:11, modificato 3 volte in totale.
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Re: In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco!

Messaggioda Snickare » mer 06 set, 2023 15:08

Prolissità a parte, l ultimo telaio che hai realizzato che parte del banco sarebbe, il piano che poi andrà rivestito? e se si da cosa?come lo hai concepito?
Ultima modifica di Snickare il mer 06 set, 2023 15:09, modificato 1 volta in totale.
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Re: In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco!

Messaggioda Francesco Zanotti » mer 06 set, 2023 15:38

Snickare ha scritto:Prolissità a parte, l ultimo telaio che hai realizzato che parte del banco sarebbe, il piano che poi andrà rivestito? e se si da cosa?come lo hai concepito?


Buongiorno,
Mi scuso per la retorica ampollosa. Invece, ho seguito diversi suoi post e sono sempre molto utili ed interessanti (anche il documentario sulle finestre svedesi mi è piaciuto moltissimo).
Il telaio sorregge il top del banco e funziona anche come supporto per la cornice esterna.

Se riesco, domattina pubblico la prossima parte dove potrai vedere l'ossatura completa.

Per il concepimento del telaio, mi sono rifatto ad un banco visto al corso di falegnameria. Mi piaceva l'idea che il top fosse sostenuto da un elemento aggiuntivo.
Il disegno del banco riprende invece il Roubo.

A presto, e grazie per il feedback.
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Re: In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco!

Messaggioda Snickare » mer 06 set, 2023 16:26

Ciao Francesco non c'è da scusarsi, dico solo che, per quanto interessante e ben eseguito tutto il lavoro ho difficoltà a seguire le varie fasi.. Per il resto aspetto con ansia il risultato finale, mi scuso se sono apparso un po' ruvido..
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Re: In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco!

Messaggioda Francesco Zanotti » gio 07 set, 2023 07:43

In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco! - PARTE QUARTA

Saturato dall'esperienza del noce, volevo cimentarmi con un'essenza diversa, dai cromatismi più luminosi, con possibili effetti a contrasto nell'opera finale.
Non avevo mai comprato del legname da un fornitore serio, ma era ormai giunta l'ora di aggiungere questo tassello di esperienza del quale avrei fatto sicuramente tesoro in futuro.
Sento una segheria consigliata da un amico, qui dalle mie parti in Valle Trompia (BS).

In Principio era il Verbo... Poi arrivò il Frassino. Il fornitore ha a disposizione questo materiale, buon prezzo e bella stagionatura. Mi sembrava un ottimo spunto per realizzare un solido piano per il banco.
Mi faccio sezionare un'asse da 4,5 metri, 45 cm di larghezza e 6 cm di spessore in due parti utili alle lavorazioni, carico in macchina e via verso la meta.

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Al rientro dalla vacanze estive, mi rimetto al lavoro. Dopo aver adeguatamente sezionato e piallato il frassino, comincio a realizzare le mortase per ospitare i tenoni a coda di rondine delle gambe.
Traccio, passo gli estremi obbliqui con Ryoba, poi suddivido lo spazio marcato in tagli paralleli per interrompere la vena e poi via di scalpello. Il materiale è veramente tosto, ma lo scalpello tiene il filo.

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Sugli estremi delle assi di frassino, disegno una coda di rondine con una dima in alluminio ed un dente rettangolare di 10 mm.
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Con il noce scuro preparo altri due pezzi per chiudere la cornice esterna del banco, che andranno ad accoppiarsi al frassino.
Realizzo quindi due fresature in tutta lunghezza. Quella più bassa andrà ad incastrarsi con il telaio superiore precedentemente realizzato, quella più alta servirà da guida per il top.
Poi, con la medesima dima in alluminio ed una fresa inclinata a 14°, realizzo gli scassi per le code di rondine, arrivando ad una profondità di 50 mm + 2mm (di aria) ovvero lo spessore del frassino.

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Con santa pazienza, provo ad assemblare il tutto a secco. Finalmente vedo la luce :inchino: . Le tre strutture ideate (struttura inferiore con gambe, telaio superiore e cornice) avevano una forma compiuta.

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Non sono mancate un po' di rogne, dettate da inesperienza: aria sulle code di rondine e telaio superiore leggermente calante al centro (non allineato al frassino in cornice esterna).

Per il primo problema mi sono ripromesso di correggere il possibile sul finale (prima della finitura ed una volta assemblato tutto il banco).

Per il secondo problema effettivamente si poteva pensare ad un telaio interno con tre fasce trasversali piuttosto che due (magari una proprio al centro).
Io ho riportato tutto a filo con un po' di sana praticità e poca ortodossia: 8 viti da legno, 4 per lato.

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Al prossimo appuntamento, vi parlerò della realizzazione del top.
Ultima modifica di Francesco Zanotti il gio 07 set, 2023 07:47, modificato 1 volta in totale.
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Re: In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco!

Messaggioda Francesco Zanotti » ven 08 set, 2023 08:31

In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco! - PARTE QUINTA

Ora che l'ossatura del banco era pronta potevo dedicarmi alla realizzazione del piano superiore.
Mi piaceva mantenere il contrasto cromatico tra legno chiaro e scuro. Così ho optato per due fasce laterali in noce e la parte centrale in frassino.
Nell'idea iniziale le fasce in noce dovevano ospitare i cani da banco. Tuttavia non avevo tenuto conto che poggiavano direttamente sul telaio interno e forando avrei combinato un disastro.
Mi sono tenuto quindi un'asse di frassino più stretta accanto al noce per ospitare gli eventuali cani (in realtà non so ancora se li farò) a circa 13 cm dalla cornice esterna.

Non avendo del noce della lunghezza ideale, ho realizzato le fasce laterali con 3 pezzi incastrati a mezzo legno con coda di rondine e poi incollati.
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Ho spinato le assi utilizzando truschino, trapano, spine tonde di faggio da 10mm e kit metallico segnaspine, per riportare i fori in maniera precisa.

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Ho posizionato il telaio di costa ed ho inserito le assi spinate una ad una, mettendo colla ad ogni passaggio.
Poiché il banco sarà alloggiato all'esterno, sotto una tettoia, ho preferito utilizzare colla poliuretanica D4, più elastica e resistente all'umidità
Poi ho serrato con morsetti e lasciato a riposo per un giorno.

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In principio era il Verbo... poi arrivò il Top


Con il piallone ho tolto i residui di colla e riportato in piano, dato che l'allineamento con le spine non era perfetto. Con l'aiuto di due listelli di medesime dimensioni ho controllato di volta in volta planarità e parallelismo.
Ho tolto i segni della pialla e varie scheggiatura con la rasiera.

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Il fatto di aver pensato ad un telaio sotto il top ha permesso di avere qualche vantaggio:
- un risparmio di materiale (il top è solo 5 cm di spessore)
- la sensazione estetica di avere comunque una base da 10 cm (5 cm di telaio + 5 cm di top)
- la possibilità per il piano centrale di potersi muovere in guide laterali assecondando i movimenti del legno

Tuttavia ha portato con se anche qualche svantaggio. Al momento di posizionare il top appena incollato nella sede delle gambe, ho notato immediatamente che si è creato un spazio in prossimità della cornice esterna di circa 1,5 mm per parte.
Problematica analoga anche sui lati corti, che andranno rifilati di fresa. Ho pensato di correggere gli spazi incollando dei lastronati sottile dello stesso noce.

Il prossimo messaggio lo dedicherò alla costruzione della morsa a gamba.
Ultima modifica di Francesco Zanotti il ven 06 ott, 2023 13:13, modificato 1 volta in totale.
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Re: In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco!

Messaggioda bafman » ven 08 set, 2023 11:48

ciao Francesco. Seguo con interesse, non capisco però una cosa: se il piano dovrà poter "respirare" (motivo per il quale gli hai anche donato un dente-canale per restare in piano) come prevedi che lo faccia dentro quel recinto/telaio in cui lo hai calato? Ti sei ritrovato con delle fessure infatti, ma turarle con un lastronato non so quanto sia furbo se e quando il piano si gonfiasse poi invece a spingere...

L'alternativa di sezionarlo in due semipiani, levare un paio di cm di larghezza, incollare ciascuno al longherone del telaio corrispondente e lasciandoli espandere verso il centro dove prevedere (nella larghezza ricavata) una battuta / listello porta utensili etc. la hai considerata?

EDIT: mi accorgo ora che questo thread è una presentazione lavoro in "Frutti della passione" e forse non è opportuno intervenire con dubbi / ipotesi su un lavoro probabilmente già completato, per questo nel caso chiedo venia. Tuttavia a parte il concorsino credo sia sempre utile ragionarci su.
Ultima modifica di bafman il ven 08 set, 2023 11:52, modificato 1 volta in totale.
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Re: In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco!

Messaggioda Francesco Zanotti » ven 08 set, 2023 13:22

bafman ha scritto:ciao Francesco. Seguo con interesse, non capisco però una cosa: se il piano dovrà poter "respirare" (motivo per il quale gli hai anche donato un dente-canale per restare in piano) come prevedi che lo faccia dentro quel recinto/telaio in cui lo hai calato? Ti sei ritrovato con delle fessure infatti, ma turarle con un lastronato non so quanto sia furbo se e quando il piano si gonfiasse poi invece a spingere...

L'alternativa di sezionarlo in due semipiani, levare un paio di cm di larghezza, incollare ciascuno al longherone del telaio corrispondente e lasciandoli espandere verso il centro dove prevedere (nella larghezza ricavata) una battuta / listello porta utensili etc. la hai considerata?

EDIT: mi accorgo ora che questo thread è una presentazione lavoro in "Frutti della passione" e forse non è opportuno intervenire con dubbi / ipotesi su un lavoro probabilmente già completato, per questo nel caso chiedo venia. Tuttavia a parte il concorsino credo sia sempre utile ragionarci su.



Ti ringrazio per la ragionata. Allo stato attuale si trova come nell'ultimo messaggio. Ovvero ho appena finito di levigare con rasiera. Il lastronato era infatti un'ipotesi a caldo, ma per il momento lascerei tutto così com'è fino all'ultimo, giusto per capire che scherzi farà il legno. Si tratta di una fessura minima ed ho già provato a far scorrere interamente il piano proprio per centrarla su ambo i lati (funziona come dovrebbe). La tua ipotesi è sicuramente interessante e la prenderò in considerazione.

Un caro saluto
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Re: In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco!

Messaggioda Francesco Zanotti » mar 26 set, 2023 14:36

In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco! - PARTE SESTA

Arrivato all'assemblaggio di struttura e piano, ho cominciato a divertirmi. La sensazione di avere un banco stabile su cui poter lavorare è stata veramente impagabile.
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Tuttavia, quando si progetta un banco, è essenziale pensare soprattutto alla funzionalità.
Ho pensato di dotarlo di uomo morto e morsa a gamba, entrambi realizzati in noce biondo.

In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivarono gli accessori

Sulla cornice in frassino, ho creato con fresatrice verticale e punta a taglienti dritti (da 20 mm) lo scasso per ospitare l'uomo morto (o dead man per dirla alla anglosassone).

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Da uno scarto del noce scuro, ho tagliato alla sega a nastro un binario di scorrimento da incollarsi in basso, sulla traversa maggiore che unisce le due gambe.
Per tenere i 45° di inclinazione del binario, ho utilizzato la stessa dima realizzata per il taglio del tenone della parte superiore delle gambe. Non tutto è andato come previsto.
Uno spigolo è risultato impreciso ed ho deciso di rettificarlo, lasciandolo una piccola battuta ortogonale sul retro del binario. Risultato: binario asimmetrico ma comunque fa il suo mestiere :fischietta:

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Ho sagomato l'uomo morto con sega nastro e raspa.
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Ho creato poi lo scasso per ospitare il binario con i medesimi attrezzi.

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Ho forato a geometria regolare con punta forstner da 20mm, con uno svaso a fresatrice.
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Dopo aver montato l'uomo morto, sono passato alla realizzazione della morsa a gamba.
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Per la realizzazione del foro centrale della morsa (diametro 28 mm), non avendo abbastanza spazio sul trapano a colonna, ho utilizzato un listello forato per il centraggio ed una prolunga per trapano.
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Dopo aver fissato e centrato tutto alla gamba del banco, ho forato ulteriormente ed ho installato la vite metallica.
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Non è stato affatto facile forare con un trapano e punta forstner da 28mm, nonostante la moderazione della velocità di rotazione. Forse la punta era poco affilata. Probabilmente con un girabacchino manuale ed una buona punta affilata, il lavoro sarebbe risultato paradossalmente meno laborioso.

Per dare un po' di personalità al pezzo, ho deciso poi di sfinare ulteriormente la morsa, svasandola dalla fine della curvatura fino al fondo, tenendomi come margine 1,5 cm per lato.
Poi ho smussato i bordi esterni con fresa a 45°.
Ecco il risultato:

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Per facilitare il serraggio dei pezzi e lo scorrimento parallelo della morsa, ho realizzato anche una guida parallela con fori da 15mm, che verrà fissata alla morsa con colla e spine di faggio.
Per determinare la lunghezza della guida parallela ho preso come riferimento la corsa della vite della morsa (390 mm) più 25 mm di incastro e un po' di margine estetico (altri 25 mm)
I fori hanno un passo di 7,5 mm e sono disposti in diagonale in modo da avere più possibilità di serraggio a seconda dello spessore/larghezza dei pezzi da serrare.
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La guida passa attraverso la gamba del tavolo con opportuna apertura, leggermente più larga della guida (circa 1 mm per lato) per facilitare il movimento.
E' stata creata forando in punti diversi con punte forstner, poi scalpello e mazzuolo, infine raspa per rettificare i lati.

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Ora sta incollando ed aspetta solo di essere montata :-D
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Un giorno di attesa e poi ho spinato la guida parallela sui lati con 4 spine ø 6mm, in modo da irrobustire la tenuta nonostante la colla.
Eccola montata.
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Ora manca il maniglione da applicare alla morsa. Nulla di particolare. Dopo aver squadrato e piallato un listello a 29 x 29 mm, ho tracciato due circonferenze sulle teste ed ho asportato il materiale con il pialletto. Poi, da uno scarto 40 x 40 mm ho ricavato due pezzi da applicare in testa, forati al centro ed incollati.

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Per proteggere le ganasce della morsa e i pioli della guida parallela ho utilizzato dei ritagli a misura da foglio di sughero di spessore 8mm, incollati poi con colla vinilica.
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Ultima modifica di Francesco Zanotti il mar 24 ott, 2023 14:34, modificato 6 volte in totale.
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Re: In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco!

Messaggioda Francesco Zanotti » mer 04 ott, 2023 16:00

In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco! - PARTE SETTIMA

Sono quasi giunto al termine della mia avventura; mi manca la finitura e sto ancora pensando a cosa utilizzare, considerando l'esposizione all'esterno (cambi di umidità e sole) e la destinazione d'uso (un banco è sempre un banco, bisognerà poi lavorarci sopra).

Nel frattempo ho preparato una serie di disegni (qualcuno quotato) per mostrare la fase di progettazione (durata qualche settimana), grazie anche al supporto del libro "The Workbench book" di Scott Landis.
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Per il disegno ho utilizzato il programma Sketchup.
Per chi volesse cimentarsi con la realizzazione oppure migliorarla/modificarla lascio anche il file del 3d in link
File sketchup del banco
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Re: In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco!

Messaggioda Francesco Zanotti » ven 06 ott, 2023 14:03

In Principio Era Il Verbo... Poi Arrivò Il Banco! - PARTE OTTAVA

Siamo alla finitura. Ho carteggiato tutto il banco fino a grana 240 ed utilizzato la rasiera nei punti più difficili. Ho stuccato alcune zone per mascherare qualche imprecisione con farina di legno recuperata dal contenitore della levigatrice e colla poliuretanica D4. Con questa tecnica la stuccatura rimane leggermente porosa, ma si avvicina ai cromatismi del legno utilizzato.

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La stuccatura color noce sulle code di rondine non mi ha pienamente soddisfatto. Conviene essere più precisi in fase di taglio.
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Su un lato ho provato ad utilizzare un'altra tecnica: ho rimosso facilmente la stuccatura effettuata con una taglierino ed ho inserito un intarsio di legno in frassino con venatura simile al resto.
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Rimane sempre un aggiustamento in corso d'opera, ma, se fatto bene, in alcuni casi può risolvere.
Ho voluto lasciare entrambe le tecniche di rattoppo sul banco, giusto per ricordarmi nei prossimi lavori di essere il più preciso possibile. :roll:

Per la verniciatura, ho utilizzato due mani di una oleoresina autoprodotta a base di olio di lino cotto, essenza di trementina, resina di larice, paraffina, cera carnauba e cera d'api. Il composto va sciolto prima dell'uso. Io uso un fornelletto elettrico da pochi euro, giusto per evitare pericolose fiamme che potrebbero far incendiare i solventi. Poi va allungato con acquaragia o essenza di trementina, nella prima mano molto più lungo per facilitare l'assorbimento (direi un 3/4 di solvente) e nella seconda mano più denso (1/2 di solvente). La vernice così prodotta impiega del tempo per asciugare completamente (anche qualche settimana) e può essere lucidata a piacimento al termine dell'asciugatura (giusto per evitare che rimanga leggermente appiccicosa). Spero possa essere una buona scelta considerato che il tavolo, nonostante sia a tetto, sarà all'aria aperta tutto l'anno (cambi di umidità, sole, depositi di rugiada).

Ecco le foto del lavoro finito:
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Spero vivamente che questo possa essere il frutto "primordiale" della mia passione.
Con questo banco, spero di dar vita a molti altri lavori appaganti.

Un caro saluto a tutti
Ultima modifica di Francesco Zanotti il mar 24 ott, 2023 14:35, modificato 3 volte in totale.
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