Buongiorno,
vorrei provare a dare la finitura a cera ma in rete reperisco informazioni sempre diverse e fintanto che si parla di ricette posso anche capirlo, ma quello che mi lascia i dubbi è il tipo di applicazione con cui stendere la cera.
Per la stesura della cera viene indicato tanto l'uso di un panno pulito quanto l'uso di paglietta fine: che differenza c'è tra questi due metodi?
Per la quantità di cera da stendere viene indicato sia di stenderne uno strato abbondante che di prelevare la cera strettamente necessaria. Anche il mio mastro era per una stesura abbondante della cera. Ma perché abbondare se poi va rimosso l'eccesso?
Per la rimozione dell'eccesso viene indicato sia di aspettare qualche minuto sia di attendere che la cera solidifichi. In questo contesto le informazioni sono riferite alle cere già pronte. Forse dipende dal tipo di formulazione?
Sempre per la rimozione dell'eccesso viene indicato l'uso di paglietta fine, e io qui ho fatto un disastro perché la cera ha inglobato tutta la pagliuzza, che la spazzola rigida; il mio mastro mi disse che quella usata per i cavalli va bene.
Per tirare la cera viene nuovamente indicato sia un panno pulito, in genere di lana, che la paglietta fine.
In definitiva, ognuno fa come meglio crede o c'è una qualche regola oggettiva che magari si ignora e si procede a braccio?
Nelle ricette ho notato che, agli ingredienti fissi quali cera d'api, carnauba e trementina, possono essere aggiunti: paraffina, sandracca acqua ragia, mentre il mio mastro mi diceva di aggiungere un poco di pece da acquistare in farmacia.
Ho letto che la cera va data dopo aver dato il turapori, è corretto? Io sinceramente pensavo che la cera dovesse entrare anche nel poro... eccezion fatta magari per la finitura a mezza cera dove la stesura della gommalacca sicuramente tenderà a chiudere il poro del legno.
In ultimo ho letto del "beverone" e vorrei chiedere se è una finitura finalizzata solo al recupero di manufatti abbastanza danneggiati o se è indicata anche come prima finitura per un manufatto.
