zampa85 ha scritto:Grazie della spiegazione. Avevo visto su YouTube alcuni video di un carpentiere portoghese, specializzato in tetti, e sembrava che almeno dalle sue parti facciano tutti i tetti in legno, pertanto pensavo fosse un materiale molto usato.
Oltretutto il legno non mi sembrava abete o pino.
Eccolo:
https://youtu.be/ygkdL02XFNg
https://youtu.be/TG9c9mDgo44
Allora, scusa, stanotte ho risposto in fretta, ed ovviamente in maniera approssimativa
L'edilizia storica, in particolar modo gli edifici pombalini, erano costruiti con strutture in legno, alla base delle quali c'era quell'elemento a x di quel vecchio 3d estremamente funzionale dal punto di vista antisismico, molto meno da quello della sicurezza/incendi. Qui il grande incendio,
questo per capirci, è ancora negli occhi della gente, e come i grandi incendi americani hanno segnato l'evoluzione locale degli "edifici alti", qui ha un po' cambiato tutto dal punto di vista e dei materiali utilizzati e delle normative.
Dato che quell'incendio devasto il centro di lisboa, provocando la perdita di moltissimi edifici storici di rilievo, e immmagina che fino a 4-5 anni fa non era cosi infrequente trovare ancora edifici completamente abbandonati che portassero ancora i segni delle fiamme in zone che potremmo paragonare a piazza castello a Milano. Se in tempi "antichi" la carpenteria era il must know per lavorare nell'edilizia. Dal palazzo cittadino alla quinta di campagna tutto veniva costruito utilizzando la stessa tecnologia. Tutto cio che è stato costruito nel dopoguerra è invece di qualita(visiva e costruttiva)di livello molto piu basso, immaginati i nostri palazzoni anni 60-70 per capirci.
Comunque, quell'evento diede il la alla promulgazione di una legge che prevedeva l'obbligo di mantenimento delle facciate storiche, o qualora questo fosse impossibile il rifacimento in stile(una sorta di approccio alla viollet le duc). Questo ha comportato negli ultimi anni il tipico processo di svuotamento dell'edificio, con ricostruzione interna con tecnologie "moderne" ma con l'aspetto dell'antico. La carpenteria tradizionale ormai al di la di qualche nostalgico con portafoglio gonfio è praticamente morta. Si è perso proprio il mestiere, andati i grandi vecchi, sono rimasti pochi figli padroni dell'antica arte che di popolare ormai ha poco o nulla.
I materiali tipici utilizzati erano pino - pinho (cirmolo o marittimo a seconda delle zone di provenienza)e casquinha branca che è l'abete. In generale, poi che nelle zone rurali si utilizzi quello che passa al convento è normale, ma non esiste una domanda tale da giustificare l'esistenza di un'industria. I grandi costruttori di strutture in legno sono di base industrie straniere che importano il semilavorato.
Il carvalho, che è poi il rovere/quercia è il materiale di pregio entry level, quello piu comune ma ha prezzi da noce di qualita in italia per dire il mogno-mogano pur essendo di difficile reperibilita in genere costa meno. Poi sicuramente ci sono legni di provenienza africana e brasiliana dati i rapporti con le ex colonie, ma da li ad essere venduti dal falegname sottocasa...ecco...il passo non è lungo, ma lunghissimo
Negli ultimi tempi si sta assistendo, come nel resto del mondo a grandi linee, ad un ritorno degli antichi mestieri. Nascono piccoli atelier di mobili di design, su misura, senza voler paragonare il livello ma alla aurelio per capirci, pezzi singoli o in minima quantita a prezzi alti, rivolti ovviamente ad una nicchia di clienti danarosi alla ricecrca di un'esclusivita che anche l'arredo poliform o di altissima gamma non puo garantire data la natura industriale del processo produttivo.
Interessante è come sia nata
QUESTA rete di piccoli artigiani nel tentativo di fare sistema e proporsi in maniera piu semplice e diretta ai "clienti" ma anche aagli aspiranti artigiani, in modo da ricostituire quel tessuto artigiano ormai frammentato e morente.
Vabbe ma alla fine ho divagato e perso il filo mi sa

, comunque gran parte degli hobbysti qui lavorano con materiale di recupero, pallet o vecchi mobili in massello recuperati dalle strade dove chi ristruttura li lascia in attesa della raccolta o di qualcuno che li voglia riutilizzare. Il punto è che dovendo lavorare in casa posso accettare lo sporco, assolutamente no gli insetti, e qui in generale la natura è molto piu varia rispetto a cio che si trova da noi

. Insomma diventa anche una questione igienica.
Giusto per tua conoscenza i video il tizio dei video è un brasiliano, e quello che fa non è "lo standard". Anche in italia ci son quelli che si costruiscono passivhaus o case modulari prefabbricate in legno ecc, pero sono nicchie, non standard che definiscono prezzi

.
scusa la lunghezza lol, non ho il dono della sintesi, decisamente.
