Mobile Bombato

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Messaggioda ur70 » mar 05 gen, 2021 16:38

Snickare ha scritto:no non ci siamo in realta:vi assicuro che la carena di questi mobili non veniva mai piegata a vapore,vuoi l´imprevedibilita della piegatura che porta sempre un certo ritorno del pezzo vuoi il fatto che i legni che si utilizzavano per la carena del mobile non erano assolutamente adatti alla piegatura,trattandosi spesso di pino,abete,tiglio pioppo o altro,il sistema piu usato era la formazione della curva ricavandola da listelli che poi venivano formati con pialle,vastringhe raspe lime e quant´altro..

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in piu,non e´ vero che questi mobili non mostrano importanti segni di movimento,anzi..spesso si vedono spaccature e fessurazioni nei piallacci.I piallacci erano spesso di un certo spessore,essendo tagliati in pratica a mano,parliamo di lastronatura.la carena del mobile e´ soggetta a movimenti piu o meno importanti e questi movimenti si telegrafano ai piallacci.


Grazie delle risposte e delle immagini.

Quindi se erano di fatto sagomati a mano (oggi con CNC o banco fresa il discorso sarebbe credo differente) si dovrebbero notare lievi asimmetrie nelle curvature del mobile, asimmetrie minime (immagino avessero delle dime per regolare lo scavo e la sagomatura) che a questo punto potrebbero essere considerate addirittura pregio perché ne dimostrano l'autenticità.

Interessante anche il discorso delle pialle con la suola e ferro sagomati apposta per queste realizzazioni.
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Re: Mobile Bombato

Messaggioda incisore » mar 05 gen, 2021 16:47

No, la parte esterna era perfettamente levigata per poter accogliere le tarsie, mentre l'interno veniva, in genere lasciato grossolano; certamente c'erano una notevole quantità di ferri e pialle sagomate; ti stupirà, ma già al tempo c'erano molte lavorazioni seriali, con artigiani in grado di riprodurre moltissimi pezzi tutti identici, anche di dimensioni estremamente piccole al limite del ricamo.
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Messaggioda Snickare » mar 05 gen, 2021 16:52

incisore ha scritto:]No, la parte esterna era perfettamente levigata per poter accogliere le tarsie, mentre l'interno veniva, in genere lasciato grossolano; certamente c'erano una notevole quantità di ferri e pialle sagomate; ti stupirà, ma già al tempo c'erano molte lavorazioni seriali, con artigiani in grado di riprodurre moltissimi pezzi tutti identici, anche di dimensioni estremamente piccole al limite del ricamo.


Mannaggia a me non va di contraddirti,non ce l´ho con te sia chiaro pero..la carta vetrata non era cosi diffusa all´epoca,ma comunque non e´ questo l´importante..l´importante e´ che le tarsie o lastronature,venivano applicate su una superficie preparata con una speciale pialla.come questa con una lama a denti invece che la classica lama tagliente.questa pialla creava delle piccole insenature in cui poi la colla veniva forzata e il tutto per migliorare l´aderenza dei piallacci.
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Messaggioda incisore » mar 05 gen, 2021 17:11

Mauro, non ho menzionato la carta vetrata, bensì ferri e pialle, quindi siamo d'accordo. :mryellow:
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Messaggioda Snickare » mar 05 gen, 2021 17:12

incisore ha scritto:Mauro, non ho menzionato la carta vetrata, bensì ferri e pialle, quindi siamo d'accordo. :mryellow:


Alzo le mani allora.. ;-)
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Re: Mobile Bombato

Messaggioda incisore » mar 05 gen, 2021 17:18

Un esempio di come venivano realizzate queste forme.
Questa è una portantina che sto restaurando, è di epoca napoleonica; possiamo notare che la parte posteriore è bombata e sagomata, la seconda foto mostra l'interno, in particolare la parte inferiore composta da molte listarelle sagomate, si può notare come siano perfettamente collabite.

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Messaggioda artista » mar 05 gen, 2021 17:23

... non la carta vetrata magari, ma la pelle di Smeriglio (da qui il termine tanto usato oggi) esisteva già da un pò :wink:
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Re: Mobile Bombato

Messaggioda ur70 » mar 05 gen, 2021 17:23

Curiosità: cosa utilizzavano per tagliare le tarsie? Archetto da traforo in legno?

Inoltre, oggi disponiamo di lame sottilissime per i tagli interni ma allora come facevano? Non credo avessero a disposizione lame così sottili...
Da quanto sopra, immagino facessero tagli abbondanti e poi limassero i bordi delle tarsi con lime, pialletti, coltellini...

Non avendo piallacci ma solo lastronature da 3-4 mm immagino non tagliassero come si vede oggi pacchetti di piallacci con traforo elettrico (intarsio a incastro) ma ogni tarsia venisse ricavata riportando il disegno (in pratica non facevano tagli interni o ne facessero pochissimi),

L'argomento su come si realizzassero i mobili nei secoli scorsi è molto interessante...e pochi falegnami che conosco per quanto bravi nel costruire mobili hanno conoscenze documentate su come si costruivano i mobili nei secoli passati, quali attrezzi si utilizzassero...un complimento per Incisore e Mauro :inchino:
Ultima modifica di ur70 il mar 05 gen, 2021 17:26, modificato 1 volta in totale.
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Re: Mobile Bombato

Messaggioda Snickare » mar 05 gen, 2021 17:34

ur70 ha scritto:Curiosità: cosa utilizzavano per tagliare le tarsie? Archetto da traforo in legno?

Inoltre, oggi disponiamo di lame sottilissime per i tagli interni ma allora come facevano? Non credo avessero a disposizione lame così sottili...
Da quanto sopra, immagino facessero tagli abbondanti e poi limassero i bordi delle tarsi con lime, pialletti, coltellini...

Non avendo piallacci ma solo lastronature da 3-4 mm immagino non tagliassero come si vede oggi pacchetti di piallacci con traforo elettrico (intarsio a incastro) ma ogni tarsia venisse ricavata riportando il disegno (in pratica non facevano tagli interni o ne facessero pochissimi),

L'argomento su come si realizzassero i mobili nei secoli scorsi è molto interessante...e pochi falegnami per quanto bravi nel costruire mobili hanno conoscenze documentate su come si costruivano i mobili nei secoli passati, quali attrezzi si utilizzassero...


Se si parla di scartavetratura,se e´ per questo avevano anche la pomice in fase di finitura,ma quanto proprio la scartavetratura fosse usata in preparazione per la finitura e´ un´altra cosa.la finitura lasciata da pialle e rasiere era quella predominante.

Hai aperto un discorso molto lungo se parli di intarsio. L´intarsio e´ praticamente nato in italia,ma sono stati poi i francesi a modernizzarlo introducendo diverse tecniche..e´ un discorso vastissimo.i francesi introdussero ad esempio nel 700 il cavalluccio da intarsio questo in foto,che alcuni ancora usano nella tradizione francese.in pratica si tratta di una lama in un archetto che puo muoversi perpendicolarmente al suolo per mezzo di un braccio,e l´utilizzatore muove il pacchetto nella morsa che si chiude spingendo con un piede.ingegnoso.

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La tarsia a buio,un´altra tecnica,invece consisteva nello scavare il disegno sulla superficie con scalpelli e coltelli vari e poi inserire la singola tessera tagliata in precedenza nello spazio ricavato. La tecnica a pacchetto e´ sicuramente quella piu usata,e si puo dire che e´ roba nostra.. ;-)

troppo da dire su questo argomento.se ti interessa di piu prendi il magnifico libro di Pierre Ramond,vecchio libro scritto da un insegnante della Ecole Boulle di Parigi
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Messaggioda incisore » mar 05 gen, 2021 17:49

artista ha scritto:... non la carta vetrata magari, ma la pelle di Smeriglio (da qui il termine tanto usato oggi) esisteva già da un pò :wink:


Vero, Massimo, veniva usata la pelle di alcuni pesci, per la sua particolare abrasività e resistenza.
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Re: Mobile Bombato

Messaggioda ur70 » mar 05 gen, 2021 19:48

Grazie delle preziose info...

Volevo regalarmi per Natale questo testo di Mastro Santi del Sere che è un ebanista apprezzato in Toscana.

http://www.corsitarsialegno.it/libro%20di%20tarsia%20vendita/LIBRO-TARSIA-INTARSIO.html

Sicuramente (se ne trovo una copia in italiano o inglese) acquisterò anche una copia del testo che hai citato (Marquetry).

Aggiungo sperando di fare cosa gradita il link dello studiolo da lui realizzato su ispirazione di quello realizzato da ebanisti nel 1470 e commissionato da Federico di Montefeltro.

https://www.youtube.com/watch?v=P7f3KNFSyXA

Poichè "lo studiolo originale, commissionato da Federico da Montefeltro per il Palazzo Ducale di Urbino, attribuito a Giuliano da Maiano, è oggi esposto al Metropolitan Museum of Art di New York che lo ha acquistato nel 1939" (al solito le cose belle se le portano via gli altri) alcuni ebanisti a Gubbio poi ne hanno fatto una copia:

https://www.youtube.com/watch?v=8MTgRlEuHBg
https://www.youtube.com/watch?v=dNIaCweja7E

ciao
Ultima modifica di ur70 il mar 05 gen, 2021 19:51, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda Snickare » mar 05 gen, 2021 19:57

ur70 ha scritto:Grazie delle preziose info...

Volevo regalarmi per Natale questo testo di Mastro Santi del Sere che è un ebanista apprezzato in Toscana.

http://www.corsitarsialegno.it/libro%20di%20tarsia%20vendita/LIBRO-TARSIA-INTARSIO.html

Sicuramente (se ne trovo una copia in italiano o inglese) acquisterò anche una copia del testo che hai citato (Marquetry).

Aggiungo sperando di fare cosa gradita il link dello studiolo da lui realizzato su ispirazione di quello realizzato da ebanisti nel 1470 e commissionato da Federico di Montefeltro.

https://www.youtube.com/watch?v=P7f3KNFSyXA

Poichè "lo studiolo originale, commissionato da Federico da Montefeltro per il Palazzo Ducale di Urbino, attribuito a Giuliano da Maiano, è oggi esposto al Metropolitan Museum of Art di New York che lo ha acquistato nel 1939" (al solito le cose belle se le portano via gli altri) alcuni ebanisti a Gubbio poi ne hanno fatto una copia:

https://www.youtube.com/watch?v=8MTgRlEuHBg
https://www.youtube.com/watch?v=dNIaCweja7E

ciao


il testo da me citato e´ solo in inglese o francese..puoi trovarlo su amazon,nonostante sia un vecchio testo (foto in bianco e nero e a colori,e´ un libro piuttosto grande)
Il Signor Santi e´ un incredibile artista ebanista e conoscitore dell´intarsio,ho visto le sue opere qualche anno fa..sicuramente una ottima lettura,e probabilmente la sola e unica cosi profonda riguardo questa arte in italiano
Ultima modifica di Snickare il mar 05 gen, 2021 19:58, modificato 1 volta in totale.
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