gabriele bosio ha scritto:Snickare ha scritto:ciao Big,queste due realta parmensi sono esattamente quello a cui pensavo,bello il sito e interessante come tutto funzioni nel modo giusto;anche la vostra associazione e´ una cosa veramente interessante,e se funziona a Parma perche no in altre citta?credo che il volere della comunita sia il fattore piu importante in tutto cio..
ciao Gabriele,capisco il problema con i macchinari e la sicurezza ma come pensi che il problema possa essere risolto?mi interessa il tuo parere;inoltre avere un laboratorio con soli utensili manuali non e´ affatto una cattiva idea;magari penserei ad avere una figura che si occupa della lavorazione alle macchine per poi dare il materiale in giro ai vari membri per proseguire il lavoro a mano.. la sola scuola/laboratorio comune tutta manuale di mia conoscenza credo sia quella di Toronto istituita da Fidgen,questa qui..
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E' un'argomento molto interessante! forse la soluzione può essere come dici tu quella di individuare una o più figure, all'interno della presunta associazione che a turno siano sempre presenti nel laboratorio e si occupino delle lavorazioni a macchina. Tali individui "qualificati all'uso delle macchine" potrebbero comunque continuare a crescere di numero all'interno dell'associazione, attraverso l'assegnazione di "brevetti" conseguiti superando prove annuali!
Volendolo fare non mi pare sia una cosa troppo difficile! Ovviamente una forma assicurativa è necessaria!
Mi viene da pensare che uno dei problemi potrebbe essere legato alla quantità di persone presenti nel laboratorio in un determinato momento, per forza di cose ci vorrebbero delle limitazioni in tal senso!
Bel problema, lo so cosa vuol dire avere persone di troppo e che uno occupa lo spazio di due, fai capire il perché faccio lavorare in due su di un progetto?
Vediamo che comunque ci sono molti esempi, a parer mio, vale la pena di costituire una associazione e che l'attività svolta, sia specifica, come nel mio caso: ebanisteria, realizzazione di progetti di design, conferenze tematiche.
Dare spazio e assistenza a persone con progetti personali, che il più delle volte raggiungono volumi elevati, è sbagliato, ci sono cascato di recente.
La soluzione a questo aspetto la vedo più logica se due o tre amici, prendessero un laboratorio in comune e ognuno col suo spazio ma col coinvolgimento da parte di tutti nei singoli progetti.
Quest'ultima non è diversa da un'associazione se la si guarda in quel modo, la differenza è che i costi ci sono ma divisibili e i frequentatori solo tre.