Due amici del forum mi hanno fatto trascorrere una piacevole settimana, uno regalandomi un vecchissimo voltmetro anni 40 e l’altro assistendomi passo passo nel cercare di farlo funzionare.
Lo strumento aveva qualche piccolo guasto, tutto riparabile e ora riparato, ma in sostanza completo in ogmi sua parte.
Dopo delle indagini in rete coadiuvato da un altro amico che, a distanza, mi ha spronato ed indirizzato, è stato stabilito trattarsi di uno strumento a ferro mobile ovvero in grado di misurare l’alternata facendone la media quadratica. Il “trucco” consiste nel avere dentro la bobina due parti ferromagnetiche affacciate una fissa e l’altra mobile.
Quando il campo prodotto dalla bobina magnetizza i due ferri questi si respingono indipendentemente dalla direzione del campo e l’equipaggio mobile subisce un momento fino a quando non viene bilanciato da una molla a spirale.
Il sistema però sarebbe in continua oscillazione con periodicità doppia rispetto a quella di rete. Ed ecco la funzione dell’ammortizzatore ad aria. una leggerissima pala di alluminio scorre in un camera chiusa comprimendo l’aria che deve trafilare di fianco producendo così lo smorzamento dei movimenti veloci dell’ago che cosi segna il valore medio. Una volta posizionato l’equipaggio tra due punte (un operazione che faceva invocare tutti i santi) si è proceduto al collaudo ma con sorpresa ... non si è mosso nulla.
Sono seguiti tutti i test possibili da quelli elettrici misurando l’impedenza modulo e fase, stimando il numero di spire e calcolando il campo magnetico atteso. Pesando il rame e misurando H. Trovando tutto in ragionevoe accordo con i conti verificati anche oltralpe, anzi più che verificati, corretti alcuni miei svarioni
Il ferro è mobile (sollecitato a mano) ma lo strumento resta muto d’acccento. E noi di pensier... di dove potrebbe essere la cosa che stiamo trascurando.





