orione ha scritto: mah, a mio avviso i prezzi che uno applica sia esso venditore di materiali o di servizi dovrebbero essere trasparenti e inequivoci per il cliente.
Sono d'accordo con te e non credo che ci sia una gran quantità di venditori di materiali o di servizi, almeno nei si settori che più o meno abbiamo citato, che fornisca o indichi prezzi equivoci al cliente. Normalmente c'è un listino di vendita ed una eventuale serie di sconti che si applicano in funzione di determinati parametri. Non la ritengo mancanza di trasparenza o equivocità.
Diciamo che in certi settori le linee di sconto sono molteplici e variamente complicate. Questo si e ne ho testimonianza diretta, ma nel settore falegnameria le cose sono per certi versi più semplici.
orione ha scritto:
Su margine di contribuzione e altri termini tecnici, sono ignorante ma credo siano inerenti al business plan dell'impresa. il cliente/acquirente penso che sui lavori "a corpo" accetti un costo complessivo e non vada a sindacare su come esso sia stato quantificato, vuoi l'armadio? costa tot, punto. Sul modo invece lavoro&materiali (in "economia") credo che tutti riconoscano come giustificata una percentuale di ricarico sui materiali, poichè comprende quelle voci, trasporto, (a parte il discorso di Edo dove ha una voce specifica) magazzino, ecc. che sono state nominate.
Finalmente

. Con la sola osservazione che in quanto a "sindacare" sindacano eccome,
con diritto, pertinentemente e meno pertinentemente. Sul fatto che tutti riconoscano come giustificata una percentuale di ricarico ho dei fondati motivi di dubbio, e molte discussioni anche sui forum nel corso degli anni lo hanno dimostrato. Si pensa che il ricarico sul materiale corrisponda a lucrare sull'acquisto/rivendita in modo proditorio. Mentre è una prassi logica e imprescindibile del fare impresa. L'ABC proprio.
orione ha scritto:
La cosa a mio avviso fastidiosa è l'aspetto discrezionale dello sconto. È comprensibile che un fornitore abbia costi maggiori a servire dei privati che comprano due listelli rispetto ad un professionista ma allora secondo me dovrebbe avere una politica chiara sulla differenze che applica tra la vendita alle ditte e al dettaglio.
Altrimenti, io la vedo da potenziale cliente, ovviamente, va a finire che si deve negoziare su ogni cosa e vale il "dì che ti mando io".
Ho un antipatia viscerale per quella usanza dove, peraltro, se non sei scafato, te lo leggono in faccia e ti prendi delle sonore inc..orporated! Poi finisce che la voce si spande, tutti sono mandati da qualcuno, in graduatoria sempre più improbabile.
"Mastro Geppetto mi ha detto di dire di farmi un buon prezzo"
"ok ragazzo ma togli quel naso dal bancone"

E' vero è fastidioso, ma per quanto riguarda la mia esperienza l'aspetto discrezionale è più solo un aspetto e basta. Questo perchè qualsiasi azienda, ed in questo caso un commerciante, ha bisogno lui per primo di semplicità e chiarezza. Ripeto, listino e sconti da applicare.
Purtroppo, e questo credo che sia l'aspetto che meno ti piace (o almeno io leggo questo tra le righe, poi posso sbagliarmi alla grande) e meno piace a me è la fumosità sulla classificazione del cliente. Dovrebbe esistere solo privato ed azienda punto. Di fatto poi non è cosi. C'è l'azienda che acquista direttamente, c'è l'azienda che acquista per tramite, c'è l'azienda cliente del tale che acquista provvisoriamente da un consociato ecc. c'è il privato occasionale, il privato non privato

, il privato abituale, il privato legato all'azienda ecc.
E li si aprono le praterie della discrezione, ma più che ai listini sono legate alla creatività della clientela. E stai sicuro che al commerciante questa situazione è sgradita più a lui che a te.
Comunque e chiudo, in Toscana ti piacerebbe, perchè la stragrande maggioranza dei fornitori di legname accreditati ha il listino vendita al pubblico al quale applica sconti alle ditte secondo una tabella chiara. E vedono quasi tutti non di buon occhio chi si presenta "a nome di". Però io questo atteggiamento l'ho trovato un po' dovunque a onor del vero.
"Avevano sete li abbiamo dissetati, avevano fame li abbiamo diffamati" (R.Benigni)