Traforo ha scritto:
Già oggi siamo alla frutta, ma noi comunque viviamo al caldo e ce ne sbattiamo le balle di quello che accade fuori dalla nostra porta, nel 2050 la frutta sarà plasticosa e si continuerà a vivere sbattendocene le balle di quello che accadrà fuori dalla nostra porta, a meno che qualcosa non cambi, ma nono decenni che diciamo che qualcosa deve cambiare altrimenti è finita, però quando torniamo al caldo di casa nostra è sempre la solita storia, fuori dalla mia (vostra) porta di casa, accada quello che accada a me non me ne ffreaga niente
Giuseppe proprio così, temo comunque che prima della catastrofa ecologica venga quella, peraltro connessa, demograficamigratoria, Ogni sforzo per mantenere il controllo dei flussi tra compartimenti che hanno tali differenze di pressione (leggi denaro/benessere) è destinato a fallire, la storia lo insegna.
Parliamo parliamo, ma quando il gas dalla russia con amore non ce lo daranno più, l'elettricità dalla Francia neppure perchè non caveranno più uranio dal Mali, e fuori ci saranno gli africani che ci riportano i pezzi di computer che dovevano essere funzionanti e costituire strumento di sviluppo, ma invece la criminalità globalizzata ha dato loro rottami velenosi... i muri serviranno a poco.
E ancora ci sarà chi dirà: ohibò com'è potuto succedere?
Come cantare, senza far caso al significato, sul ponte del titanic:
Well how could we have known?
I'll tell them it's not so hard to tell,
If you keep adding stones
Soon the water will be lost in the well
Chi l'avrebbe mai potuto prevedere?
Dirò: non era così difficile da capire
se continui a buttar pietre nel pozzo
prima o poi l'acqua si perderà
jack johnson (un hawaiano forse i più vicini alla plastic island)