L'urlo Dell'artigiano

Presentazione dei lavori in concorso

L'urlo Dell'artigiano

Messaggioda Diego » sab 19 nov, 2016 17:58

Ciao a tutti gli amici di Legnofilia, eccomi a presentare il mio progetto,
Realizzerò una specie di credenza in ciliegio ( la maggior parte del lavoro ), olmo e noce.

L’ho intitolata “l’urlo dell’artigiano” perché questo lavoro voglio dedicarlo a questa categoria di persone (quindi anche a me stesso) così bistrattate in questo periodo.

Posto solo un paio di foto come presentazione (così adesso che ho rotto il ghiaccio devo darmi da fare )

Inizio con la scelta delle tavole e selezione delle parti con taglio alla motosega….oggi ho capito perché il massello si usa poco…è bastardo, pesante, capriccioso, dopo ore di lavoro ti accorgi che devi ancora iniziare, però è tanto affascinante e bello.
Anche questa parte di macelleria pesante insegna tanto, si cerca di leggere le vene delle tavole ( che ovviamente vanno alla ca..o di cane) e si ha sempre la sensazione di aver beccato una partita di legno del cavolo, ma il legno è così o lo si ama o lo si odia…

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Partita di ciliegio comprata a Natale 2015

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Rifilatura delle tavole con l'amico Silvestro a giugno 2016

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selezione delle tavole novembre 2016

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Prima sgrossatura con motosega

Ciao al prossimo aggiornamento
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Re: L'urlo Dell'artigiano

Messaggioda mastro stefano » sab 19 nov, 2016 20:17

Diego ha scritto:Ciao a tutti gli amici di Legnofilia, eccomi a presentare il mio progetto,
Realizzerò una specie di credenza in ciliegio ( la maggior parte del lavoro ), olmo e noce.

L’ho intitolata “l’urlo dell’artigiano” perché questo lavoro voglio dedicarlo a questa categoria di persone (quindi anche a me stesso) così bistrattate in questo periodo.

Posto solo un paio di foto come presentazione (così adesso che ho rotto il ghiaccio devo darmi da fare )

Inizio con la scelta delle tavole e selezione delle parti con taglio alla motosega….oggi ho capito perché il massello si usa poco…è bastardo, pesante, capriccioso, dopo ore di lavoro ti accorgi che devi ancora iniziare, però è tanto affascinante e bello.
Anche questa parte di macelleria pesante insegna tanto, si cerca di leggere le vene delle tavole ( che ovviamente vanno alla ca..o di cane) e si ha sempre la sensazione di aver beccato una partita di legno del cavolo, ma il legno è così o lo si ama o lo si odia…

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Partita di ciliegio comprata a Natale 2015

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Rifilatura delle tavole con l'amico Silvestro a giugno 2016

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Sei dimagrito? :mryellow:

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Re: L'urlo Dell'artigiano

Messaggioda orazio » dom 20 nov, 2016 19:22

Ti seguo con molto interesse e ammirazione
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Re: L'urlo Dell'artigiano

Messaggioda Giannone » dom 20 nov, 2016 20:02

Grazie da un bistrattato. ;-)
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Re: L'urlo Dell'artigiano

Messaggioda Albinos » dom 20 nov, 2016 20:12

Trovo appropriato il termine Macelleria, parlando comunque del taglio di un materiale che a mio parere ha un'anima!
Seguo con interesse , sicuro che mi stupirai anche questa volta !



Auguri da un aspirante bistrattato!
Ultima modifica di Albinos il dom 20 nov, 2016 20:13, modificato 1 volta in totale.
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Re: L'urlo Dell'artigiano

Messaggioda Torniosubito » dom 20 nov, 2016 22:18

Già!!!!a volte l'artigiano lo riconosco un po come l'uccelino in gabbia che non fischia per amor ma per rabbia.
Menomale la passione spesso ci fa andare avanti ed alzare la testa.
Grazie per la dedica Diego ne abbiamo tutti bisogno.
Curioso di vedere la realizazione.... In bocca al lupo
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Re: L'urlo Dell'artigiano

Messaggioda zupippinu » dom 20 nov, 2016 22:49

Giannone ha scritto:Grazie da un bistrattato. ;-)



Grazie da un'altro bistrattato
il mondo è bello perchè e vario.
gira vota e furria,è sempri a stissa camurria.
giuseppe.
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Re: L'urlo Dell'artigiano

Messaggioda Diego » dom 20 nov, 2016 23:00

visto che non ho ancora niente da postare del lavoro vero e proprio, ne approfitto per raccontare un pò il senso del titolo " l'urlo dell'artigiano ". L'urlo è un gesto liberatorio, può essere di dolore, rabbia,gioia, terrore, c'è l'urlo di Tarzan, di Munch, Sandokan, l'urlo dei tifosi, insomma tutti possiamo urlare e buttare fuori un qualcosa di represso o trattenuto.

Io come artigiano titolare di una piccola impresa a gestione familiare mi sento di urlare che sono stanco, disincantato, tradito e ferito,ma sono ancora vivo e combattivo e fino a quando ne avrò la forza lotterò.

L'artigiano per sua natura è un combattente, un uomo che si è preparato per anni, ha fatto la gavetta, si è addestrato per essere protagonista del suo lavoro, è partito per affrontare il mondo del lavoro con speranza e orgoglio. Oggi mi guardo intorno e troppo spesso vedo artigiani che non mi sembrano più fieri soldati, ma reduci con lo sguardo perso nel vuoto, feriti nel corpo e nell'anima , hanno negli occhi il volto dei compagni che non ce l'anno fatta e sono rimasti sul capo di battaglia, si sentono traditi dai loro comandanti,che sempre più spesso li mandano al macello o li scambiano per biechi interessi.....

Ma la cosa che più mi fa incazzare è che la storia si ripete,... dal libro di storia di prima media delle mie figlie " I nodi del tempo" pag. 5 " tra i vari motivi della caduta dell'impero Romano riporto testualmente :

" Per mantenere gli eserciti c'era sempre più bisogno di denaro e questa necessità portava ad un aumento delle tasse, che pesavano sopratutto sui contadini e sui piccoli artigiani: questi a loro volta,avendo meno soldi, spendevano e consumavano di meno: l'intera economia entrò in crisi".


Vi rendete conto cosa era l'impero romano, avere affamato gli artigiani, i contadini e i piccoli commercianti ha contribuito in modo significativo a farlo finire.

Detto questo, mi rendo conto che il mio urlo è solo uno dei tanti e sicuramente non il più meritevole di attenzione,ma col cuore voglio dire a tutti i piccoli di ogni categoria....Urlate!!! almeno tra noi ci sentiremo e sapremo che siamo ancora vivi.

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Re: L'urlo Dell'artigiano

Messaggioda atlantis1971 » lun 21 nov, 2016 00:37

Il massello, che passione... :mrorange:

Sono curioso si vedere l'opera terminata in tutti i suoi particolari ma ancora di più "il viaggio". :inchino:
Ultima modifica di atlantis1971 il lun 21 nov, 2016 00:38, modificato 1 volta in totale.
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Re: L'urlo Dell'artigiano

Messaggioda mceolan » lun 21 nov, 2016 11:36

Diego ha scritto:visto che non ho ancora niente da postare del lavoro vero e proprio, ne approfitto per raccontare un pò il senso del titolo " l'urlo dell'artigiano ". L'urlo è un gesto liberatorio, può essere di dolore, rabbia,gioia, terrore, c'è l'urlo di Tarzan, di Munch, Sandokan, l'urlo dei tifosi, insomma tutti possiamo urlare e buttare fuori un qualcosa di represso o trattenuto.

Io come artigiano titolare di una piccola impresa a gestione familiare mi sento di urlare che sono stanco, disincantato, tradito e ferito,ma sono ancora vivo e combattivo e fino a quando ne avrò la forza lotterò.

L'artigiano per sua natura è un combattente, un uomo che si è preparato per anni, ha fatto la gavetta, si è addestrato per essere protagonista del suo lavoro, è partito per affrontare il mondo del lavoro con speranza e orgoglio. Oggi mi guardo intorno e troppo spesso vedo artigiani che non mi sembrano più fieri soldati, ma reduci con lo sguardo perso nel vuoto, feriti nel corpo e nell'anima , hanno negli occhi il volto dei compagni che non ce l'anno fatta e sono rimasti sul capo di battaglia, si sentono traditi dai loro comandanti,che sempre più spesso li mandano al macello o li scambiano per biechi interessi.....

Ma la cosa che più mi fa incazzare è che la storia si ripete,... dal libro di storia di prima media delle mie figlie " I nodi del tempo" pag. 5 " tra i vari motivi della caduta dell'impero Romano riporto testualmente :

" Per mantenere gli eserciti c'era sempre più bisogno di denaro e questa necessità portava ad un aumento delle tasse, che pesavano sopratutto sui contadini e sui piccoli artigiani: questi a loro volta,avendo meno soldi, spendevano e consumavano di meno: l'intera economia entrò in crisi".


Vi rendete conto cosa era l'impero romano, avere affamato gli artigiani, i contadini e i piccoli commercianti ha contribuito in modo significativo a farlo finire.

Detto questo, mi rendo conto che il mio urlo è solo uno dei tanti e sicuramente non il più meritevole di attenzione,ma col cuore voglio dire a tutti i piccoli di ogni categoria....Urlate!!! almeno tra noi ci sentiremo e sapremo che siamo ancora vivi.

Diego


se ci fosse bisogno di capire perchè mi piaci queste tue parole dicono moltissimo! :inchino:
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Re: L'urlo Dell'artigiano

Messaggioda yodacin » lun 21 nov, 2016 20:33

Diego ha scritto:visto che non ho ancora niente da postare del lavoro vero e proprio, ne approfitto per raccontare un pò il senso del titolo " l'urlo dell'artigiano ". L'urlo è un gesto liberatorio, può essere di dolore, rabbia,gioia, terrore, c'è l'urlo di Tarzan, di Munch, Sandokan, l'urlo dei tifosi, insomma tutti possiamo urlare e buttare fuori un qualcosa di represso o trattenuto.

Io come artigiano titolare di una piccola impresa a gestione familiare mi sento di urlare che sono stanco, disincantato, tradito e ferito,ma sono ancora vivo e combattivo e fino a quando ne avrò la forza lotterò.

L'artigiano per sua natura è un combattente, un uomo che si è preparato per anni, ha fatto la gavetta, si è addestrato per essere protagonista del suo lavoro, è partito per affrontare il mondo del lavoro con speranza e orgoglio. Oggi mi guardo intorno e troppo spesso vedo artigiani che non mi sembrano più fieri soldati, ma reduci con lo sguardo perso nel vuoto, feriti nel corpo e nell'anima , hanno negli occhi il volto dei compagni che non ce l'anno fatta e sono rimasti sul capo di battaglia, si sentono traditi dai loro comandanti,che sempre più spesso li mandano al macello o li scambiano per biechi interessi.....

Ma la cosa che più mi fa incazzare è che la storia si ripete,... dal libro di storia di prima media delle mie figlie " I nodi del tempo" pag. 5 " tra i vari motivi della caduta dell'impero Romano riporto testualmente :

" Per mantenere gli eserciti c'era sempre più bisogno di denaro e questa necessità portava ad un aumento delle tasse, che pesavano sopratutto sui contadini e sui piccoli artigiani: questi a loro volta,avendo meno soldi, spendevano e consumavano di meno: l'intera economia entrò in crisi".


Vi rendete conto cosa era l'impero romano, avere affamato gli artigiani, i contadini e i piccoli commercianti ha contribuito in modo significativo a farlo finire.

Detto questo, mi rendo conto che il mio urlo è solo uno dei tanti e sicuramente non il più meritevole di attenzione,ma col cuore voglio dire a tutti i piccoli di ogni categoria....Urlate!!! almeno tra noi ci sentiremo e sapremo che siamo ancora vivi.

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Bello sapere che qualcuno legge ed impara dalla storia.. peccato che ci sia troppa gente che non capisce che la storia siamo noi e che se solo ricordiamo possiamo cambiare le cose che al momento non vanno.
Continua ad urlare.. io ora lo sto facendo da operaio!!
Seguo il tuo lavoro.. :inchino: e il tuo urlo.
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Re: L'urlo Dell'artigiano

Messaggioda giuseppe2 » ven 25 nov, 2016 13:46

Diego ha scritto:Ciao a tutti gli amici di Legnofilia, eccomi a presentare il mio progetto,
Realizzerò una specie di credenza in ciliegio ................................


sono curioso di vedere se penderà a destra o a sinistra :mryellow: :mryellow: :mryellow:

FORZA DIEGO !!!!!
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Re: L'urlo Dell'artigiano

Messaggioda Diego » ven 25 nov, 2016 21:23

Grazie per gli incoraggiamenti, e per gli apprezzamenti, ....... :mrorange:

dai ragazzi che quest'anno anche il concorso sarà da URLO!!! tutti al lavoro

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Re: L'urlo Dell'artigiano

Messaggioda Diego » dom 18 dic, 2016 18:05

Ciao legnofili, oggi comincio a mettere un pò di carne al fuoco, inizio il mio progetto con la prima imbastitura della struttura della mia credenza

Prima fase creazione dei fianchi, base e cappello con sezionatura alla nastro e piallatura

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Un piccolo trucchetto per facilitare il taglio a metà dello spessore aiutando la lama della nastro ad andare diritta è quello di realizzare prima dei canali di guida con la circolare

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Tutti i pezzi pronti per essere assemblati

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Una volta incollati porto a misura il tutto

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Adesso vi presento due amici, li ho chiamati "picio" e "pacio" sono due dime che mi aiuteranno nella realizzazione degli incastri a coda di rondine nascoste per ottenere i tagli a 45°. Non sono altro che una tavoletta con un lato a 45° realizzzato con una fresa apposita, mentre il jig a squadra è un souvenir che mi è rimasto da un corso sugli incastri fatto dal mitico Corrado " Frassino", siccome ritengo Corrado irraggiungibile come bravura e precisione negli incastri mi sono fidato ciecamente e non ho verificato il suo jig. Se in fase di assemblaggio qualcosa non combacerà saprò a chi dare la colpa....( che paraculo che sono :fischietta: )

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Inizio con tracciatura degli ingombri esterni degli incastri che non sono altro che gli spesori dei pezzi

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Con una squadretta a 45° segno il fianco del pezzo e lo delimito con uno scalpello

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Con una fresa a candela realizzo una battuta stando attento a non superare la line precedentemente tracciata

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Con un jig disegno le code le delimito con uno scalpello ed faccio un taglio parziale dei contorni

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A questo punto prima con una fresatrice e poi con lo scalpello rimuovo il tutto

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Adesso rientrano in gioco prima "picio" e poi "pacio" per gli smussi a 45°

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Questo è un lato pronto

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Essendo pezzi di una certa dimensione bisogna stare attenti quando si riportano le code sul pannello perpendicolare, ho usato un paio di pezzi piani morsettati sui finachi che mi aiutano a non far muovere i pezzi in fase di tracciatura

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A questo punto si ripete tutto per i quattro angoli della cassa, fatto questo provo l'assemblaggio a secco con 2 cinghie e verifico la perpendicolarita degli incastri e se i punti di congiunzione combaciano.....

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ciao al prossimo aggiornamento

Diego
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Re: L'urlo Dell'artigiano

Messaggioda orazio » dom 18 dic, 2016 18:47

sei fortissimo, bravo!una domanda, per dividere a meta' le tavole, anzichè usare il banco sega prima e la nastro poi, non si potrebbe usare direttamente il banco sega?
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