orione ha scritto:ac445ab ha scritto:orione ha scritto:....... che la corrente di targa non è quella allo spunto ma quella nominale assorbita nelle condizioni di erogazione della potenza meccanica di cui sopra. O se preferisci il rateo con il quale il motore fa "lavoro".
È giusto affermare che la corrente di targa è la corrente max assorbibile dal motore?
essendo corrispondente al valore di massima potenza meccanica resa direi che dovrebbe essere cosi, a meno dei primissimi istanti dove si va molto oltre ma per frazioni di secondo che se non fanno intervenire la protezione da corto circuito (quella magnetica) non dovrebbero dare grossi problemi se non il "buco" di tensione caratteristico che solitamente si vede da un calo transitorio della luminosità delle lanpade.
Dico dovrebbe essere così perchè quella corrente incorpora anche la quota reattiva, quella che sul motore non da contributo attivo ma determina maggiori perdite sulle linee di alimentazione sia del cliente e che del fornitore. Quella quota in termini relatiivi, o meglio il rapporto tra corrente reattiva e corrente "attiva", diciamo, potrebbe, a certi regimi, essere magari più alto, ma in termini assoluti credo che (qui però non ne sono completamente sicuro) quello di targa rappresenti la corrente piu elevata che, escluso il primo mezzo sec, iniziale possa assorbire il motore...
Si, bisogna vedere come si intende infatti Rolando. In termini elettrotecnici in effetti la corrente di targa non è la massima corrente che il motore può arrivare ad assorbire (a parte le correnti di avviamento e subtransitoria come hai detto giustamente anche tu) in regime di funzionamento perchè esiste la possibilità di sovraccarico. In termini di utilizzo, che poi è quello che ci serve alla fine dei conti, invece la corrrente di targa è in effetti quella massima che il motore può assorbire, prova ne sia che le protezioni termiche si tarano sulla In. Quindi nel nostro contesto ha un senso dirlo. All'ITI ci davano 4
