L'uomo Delle Sorelle Mute

Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » lun 02 mag, 2016 22:09

pinella ha scritto:Ci sono anch'io a leggere le tue descrizioni, e rimango ammirata :inchino:

Continuo a seguirti con interesse!

Grazie, Pinella, Sono veramente contento che vi stia piacendo! non c'è soddisfazione più grande! Mi sento come se vi stessi offrendo un dolce fatto in casa e voi a mangiarlo con gusto! ci manca la leccata di dita finale.
Ciao a presto (il 15 ci sarai immagino!!)
S'hana satari centu piatti vacanti pi nni pigghiari unu chinu!
-Tony-
Avatar utente
CavalloGoloso
 
Messaggi: 4811
Iscritto il: mer 17 ago, 2011 21:01
Località: Randazzo (CT)

Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda pinella » mar 03 mag, 2016 14:38

Ci sarò, ci vediamo il 15!
Ciao,
Pinella
Avatar utente
pinella
 
Messaggi: 3322
Iscritto il: lun 25 ott, 2010 10:41
Località: Belpasso (CT)

Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda omega300 » mer 04 mag, 2016 10:28

Seguo con interesse questo racconto sin dall'inizio e ho riscontrato in esso, già dalle prime pagine, una narrazione scorrevole e coinvolgente.
Una storia avvincente che mette in luce con grande efficacia narrativa uno spaccato di vita umana fatto di sentimenti (di gioia e di dolore), di paure e di bisogno di affetti; affetti che, spesso mal celati dietro al rapporto professionale dei co-protagonisti con le sorelle mute, emergono in tutta la loro carica di umanità.
Complimenti vivissimi, Tony :inchino:
Giampiero
Avatar utente
omega300
 
Messaggi: 1263
Iscritto il: gio 19 set, 2013 16:37
Località: prov. lecce

Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » mer 04 mag, 2016 11:35

omega300 ha scritto:Seguo con interesse questo racconto sin dall'inizio e ho riscontrato in esso, già dalle prime pagine, una narrazione scorrevole e coinvolgente.
Una storia avvincente che mette in luce con grande efficacia narrativa uno spaccato di vita umana fatto di sentimenti (di gioia e di dolore), di paure e di bisogno di affetti; affetti che, spesso mal celati dietro al rapporto professionale dei co-protagonisti con le sorelle mute, emergono in tutta la loro carica di umanità.
Complimenti vivissimi, Tony :inchino:

Grazie! E pensare che tutto è nato perchè volevo mostrarvi quella statuetta!! Sono felice di condividere questa storia che mi porto dentro da anni (come tante altre, del resto)
Grazie ancora per l'apprezzamento!
S'hana satari centu piatti vacanti pi nni pigghiari unu chinu!
-Tony-
Avatar utente
CavalloGoloso
 
Messaggi: 4811
Iscritto il: mer 17 ago, 2011 21:01
Località: Randazzo (CT)

Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » ven 13 mag, 2016 03:54

La cagna

Era stata un'ombra disegnata sui muri dalla luce gialla dell'illuminazione notturna a condurmi, incuriosito, verso quell'anfratto da cui avevo udito il rumore d'un rimestio di cui non mi davo una spiegazione.
Dalla penombra la cagna mi guardava inferocita. Il bianco degli occhi, al pari dei denti, sembravano bucare il buio che avvolgeva la sua cucciolata. Stava mangiando la propria placenta, e leccava i cuccioli insanguinati che, al mio giungere, stava ancora partorendo.
Era nera e bianca e mentre il suo soffio mi giungeva dalla bocca aperta, le coglievo le gengive rosacee e sporche del succo delle sue stesse viscere, mentre capivo che le bestiole bagnate che scuoteva con la lingua, tra qualche istante si sarebbero attaccate al suo seno grande e molle. La cagna non distolse, per un solo attimo, il suo sguardo atterrito dalla mia figura che doveva sembrarle imponente e terribile. Non un abbaio, solo due file di denti aguzzi e spaziati, il naso grosso e nero, retratto, affinché si vedessero bene quelle schegge d'avorio acuminate e minacciose. Le orecchie lunghe si proiettavano, tese, ai lati opposti della testa: a tracciare una linea continua col capo e che ne allargava la figura, fino a farle occupare tutto il mio sguardo.
Nonostante fosse minuta, la cagna mi parve, invece, così, imponente e feroce; rabbiosa e determinata a difendere il frutto del suo grembo, mentre io, inopportuno in quel luogo, osservavo quella scena che mi condusse in una di quelle isole buie poste nel mare della coscienza e da cui non riuscivo più a venir fuori!
Non ho mai compreso se quello sia stato un incubo o se, piuttosto, io abbia visto, realmente, quella scena, in quell'angolo di via nascosta e asservita agli uffici dell'ospedale, quelli più prossimi al reparto in cui si trovava ricoverata Maria.
So solo che non conservo alcun ricordo certo di cosa accadde una volta che La sorella muta fu condotta, dall'oppio, al riposo forzato.
La mattina, mi svegliai che era già tardi, mentre mia moglie ancora dormiva, e trascorsi molti minuti cercando di capire cosa mi fosse successo.
Vanamente tentai di dare una cadenza ai fatti che seguirono l'ingresso dell'infermiera in quella stanza in cui Maria, sotto i miei occhi, intrisi di pietà, aveva consumato quel suo etereo amplesso con "L'Uomo".
Mi chiesi a lungo cosa stesse accadendo nella sua mente mentre, quando, ansimando con quell'improbabile voluttà, urlava, sottovoce, "l'Uomo" e, anche oggi, che dovrei sapere chiaramente, cosa identificasse, realmente, quel termine sbiascicato malamente da Maria, conservo l'idea che ella, piuttosto, nascosta dietro il proprio "disturbo", avesse fatto esplodere il suo più grande dolore. Un dolore covatole nell'anima, per oltre sessant'anni e mai riparato.
Un dolore custodito nel fondo della sua identità di donna, quasi ottantenne, dall'imene ancora intatto perché mai profanato dalla lussuria.
Mi parve, perciò che la più vecchia delle sorelle mute, in preda a quel disturbo, cercasse con forza, quella notte, quando le sue cosce oscillavano in quella invereconda danza indemoniata, esattamente quella stessa cosa che aveva generato il frutto della cagna. Il dolore di non esser mai stata "cagna"!
Quando nei giorni successivi andammo a fare visita a Maria, ancora ricoverata, da solo mi recai più d'una volta, ma inutilmente, nel posto in cui ero certo di avere scorto la bestiola partoriente. Questo feci nella disperata ricerca d'una traccia che ricongiungesse il mio intelletto alla mia anima che, in quella circostanza, temetti, si stesse perdendo.
Ultima modifica di CavalloGoloso il sab 14 mag, 2016 02:28, modificato 1 volta in totale.
S'hana satari centu piatti vacanti pi nni pigghiari unu chinu!
-Tony-
Avatar utente
CavalloGoloso
 
Messaggi: 4811
Iscritto il: mer 17 ago, 2011 21:01
Località: Randazzo (CT)

Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda masterbeat » ven 13 mag, 2016 08:04

Bedda matri, Tony, sono rimasto una decina di minuti bloccato, ogni volta mi dai un'emozione.
Corto, ma intenso anche questo capitolo che già alimenta il volumetto. :inchino:

Io una volta non capivo perchè tanta gente si metteva in fila davanti le libreria ad ogni uscita di qualche libro rinomato, libro che raccontava delle storie e che aveva di conseguenza, sempre volutamente, un prosieguo o quanto meno si legava al libro precedente, così mi succede con te, ad ogni capitolo un'emozione seguita da un'attesa per la prossima uscita.



Vai avanti Tony, non ti fermare.
*** Sulu muntagni ccu' muntagni 'un s'incrontanu mai ***


Vincenzo
Avatar utente
masterbeat
 
Messaggi: 1890
Iscritto il: ven 29 ago, 2014 17:52
Località: Sicilia

Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » ven 13 mag, 2016 08:23

masterbeat ha scritto:Bedda matri, Tony, sono rimasto una decina di minuti bloccato, ogni volta mi dai un'emozione.
Corto, ma intenso anche questo capitolo che già alimenta il volumetto. :inchino:

Io una volta non capivo perchè tanta gente si metteva in fila davanti le libreria ad ogni uscita di qualche libro rinomato, libro che raccontava delle storie e che aveva di conseguenza, sempre volutamente, un prosieguo o quanto meno si legava al libro precedente, così mi succede con te, ad ogni capitolo un'emozione seguita da un'attesa per la prossima uscita.



Vai avanti Tony, non ti fermare.


Grazie, Vincenzo! Se sempremolto lusinghiero, e mi piace! Penso che alla fine divró fare una revisione generale per accertarmi che tutte le parti siano ben collegate.
Non mi fermeró di certo, tranquillo, la mia nota inconcludenza non abita su questo lavoro!
Grazie ancora!
S'hana satari centu piatti vacanti pi nni pigghiari unu chinu!
-Tony-
Avatar utente
CavalloGoloso
 
Messaggi: 4811
Iscritto il: mer 17 ago, 2011 21:01
Località: Randazzo (CT)

Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda Colombo » sab 14 mag, 2016 14:32

..invidio la tua vena letteraria... :inchino:
...e sono contento che tu riesca a stimolare quei pochi neuroni che ancora mi funzionano..
il fatto è che mi sto disabituando a leggere libri che non parlino di legno, e questo mi preoccupa un po'.. quindi...
continua così Tony, ti seguo..ne va del mio intelletto.. :razz:
Life is just like wood, it comes with knots in it.
P.Sellers

Ciao, Giorgio
Avatar utente
Colombo
 
Messaggi: 935
Iscritto il: sab 22 set, 2012 15:49
Località: Castiglione del Lago (PG)

Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda maepi » sab 14 mag, 2016 19:38

:inchino: :inchino: Grazie Tony,veramente emozionante leggere,pagina dopo pagina,questa toccante storia.alla fine credo valga proprio la pena scaricare il tutto e rileggere in un sol fiato il racconto. :inchino: :inchino:
..tristo è quel discepolo che non avanza il suo Maestro.
L.DA VINCI.
-------------------------------------------------------------
pietro
Avatar utente
maepi
 
Messaggi: 4705
Iscritto il: sab 26 nov, 2011 16:58
Località: roma

Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda zupippinu » sab 14 mag, 2016 19:44

maepi ha scritto::inchino: :inchino: Grazie Tony,veramente emozionante leggere,pagina dopo pagina,questa toccante storia.alla fine credo valga proprio la pena scaricare il tutto e rileggere in un sol fiato il racconto. :inchino: :inchino:



:inchino: :inchino: :inchino:
il mondo è bello perchè e vario.
gira vota e furria,è sempri a stissa camurria.
giuseppe.
Avatar utente
zupippinu
 
Messaggi: 1578
Iscritto il: sab 14 apr, 2012 17:07
Località: siracusa(sr) pozzilli (is)

Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » sab 14 mag, 2016 21:19

Grazie, ragazzi! (Si fa per dire :risata: )sono veramente moooolto contento che il racconto vi stia piacendo, se non ci fosse stato Legnofilia, difficilmente avrei avuto lo stimolo giusto per andare avanti!
È una storia che a viverla come è capitato a me lo ritengo un vero privilegio! Erano due donne molto coinvolgenti, e io sono veramente contento di farle rivivere attraverso queste pagine.
Io ritengo che "nutrirsi" di letteratura sia sempre una mossa furba, rende acuto il cuore e questa è una condizione utile a ogni ambito in cui si esplichi la creatività.
Pietro, lo faró! Quando sarà finito chiederó allo Staff sulla soluzione migliore da utilizzare per rendere fruibile il racconto!
S'hana satari centu piatti vacanti pi nni pigghiari unu chinu!
-Tony-
Avatar utente
CavalloGoloso
 
Messaggi: 4811
Iscritto il: mer 17 ago, 2011 21:01
Località: Randazzo (CT)

Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda pinella » dom 15 mag, 2016 19:17

Molto coinvolgente :inchino: :inchino: :inchino:

Bravo Tony, anch'io penso che merita di essere riletto, in un'unica soluzione!
Ciao,
Pinella
Avatar utente
pinella
 
Messaggi: 3322
Iscritto il: lun 25 ott, 2010 10:41
Località: Belpasso (CT)

Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » dom 15 mag, 2016 21:00

pinella ha scritto:Molto coinvolgente :inchino: :inchino: :inchino:

Bravo Tony, anch'io penso che merita di essere riletto, in un'unica soluzione!


Grazie, Pinlla, certo! Alla fine sarà necessario un lavoro di revisione e anche di raccordo tra le singole parti. Gli incipit dei singoli capitoli potrebbero non dare conto della continuità cronologica dei fatti narrati! A volte è voluto come effetto suggestivo. Alternare i tempi e le persone, ma questa è una tecnica più efficace nel "romanzo" nel "racconto" le cose dovrebbero essere un po diverse!! Quindi il rigore formale di questa cosa che mi state dando il piacere di seguire, potrebbe non essere condivisibile da parte di chi di letteratura ci capisce.
Dal canto mio mi sto regalando il piacere di raccontare una storia che è anche un pezzetto della mia vita a persone che mi stanno dando il piacere di "ascoltare" questo racconto.
Spero che questo non mi trasformi nel classico nonno che racconta di quando era in guerra! :marameo: :marameo:
S'hana satari centu piatti vacanti pi nni pigghiari unu chinu!
-Tony-
Avatar utente
CavalloGoloso
 
Messaggi: 4811
Iscritto il: mer 17 ago, 2011 21:01
Località: Randazzo (CT)

Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda masterbeat » lun 16 mag, 2016 07:21

CavalloGoloso ha scritto:Grazie, ragazzi! (Si fa per dire :risata: )sono veramente moooolto contento che il racconto vi stia piacendo, se non ci fosse stato Legnofilia, difficilmente avrei avuto lo stimolo giusto per andare avanti!
È una storia che a viverla come è capitato a me lo ritengo un vero privilegio! Erano due donne molto coinvolgenti, e io sono veramente contento di farle rivivere attraverso queste pagine.
Io ritengo che "nutrirsi" di letteratura sia sempre una mossa furba, rende acuto il cuore e questa è una condizione utile a ogni ambito in cui si esplichi la creatività.
Pietro, lo faró! Quando sarà finito chiederó allo Staff sulla soluzione migliore da utilizzare per rendere fruibile il racconto!


Io un'idea ce l'ho. ma non te la dico fino a che non mi dici che hai finito. :lol:
*** Sulu muntagni ccu' muntagni 'un s'incrontanu mai ***


Vincenzo
Avatar utente
masterbeat
 
Messaggi: 1890
Iscritto il: ven 29 ago, 2014 17:52
Località: Sicilia

Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » dom 29 mag, 2016 05:27

Maria e il vantaggio dell'infermiera Albarosa

La rivedemmo nel pomeriggio di quello stesso giorno.
Trovammo al suo capezzale Giovanna, la vicina di casa, Nelson con la moglie e il neonato al seguito. Tutti sorridevano, e Maria si era, evidentemente, sollevata da quel malore notturno.
Non fummo notati da nessuno se non dopo qualche minuto dal nostro ingresso nella stanza. Fu Maria a vedermi per prima; mi guardò a lungo, dritta negli occhi, mentre il suo sorriso si spegneva per lasciare spazio a uno sguardo dolce e mesto.
Ebbi l'impressine che lei avesse rammentato quanto io vidi quella notte, e se ne vergognasse.
Percepii con chiarezza quella condizione e sentii, perciò, impellente il bisogno di abbracciarla.
Quei presagi di morte che mi avevano avvolto per tutta la nottata ormai sembravano lontani e mi sentii sollevato ne vedere Maria vigile e, addirittura, spensierata.
Non era, però, destinato a durare a lungo questo mio stato d'animo: in verità il miglioramento di Maria era solo apparente, aveva reagito bene alle prime somministrazioni farmacologiche e la sedazione cui era stata sottoposta l'aveva rasserenata, ma questo non aveva mutato lo stato delle cose che, di fatto, ancora nessuno conosceva. La più grande delle sorelle mute sarebbe rimasta ancora un giorno in ospedale, giusto il tempo di pianificare una terapia che, lo avremmo compreso solo dopo, non sarebbe servita a salvarle la vita, ma solo a garantirle un certo benessere per tutto il tempo in cui quel sottile filamento nervoso, rimasto il solo a generare il battito del suo cuore, finisse di lacerarsi.
La osservai a lungo quel pomeriggio e lei non tardava a ricambiarmi lo sguardo. Sempre seria in volto, i suoi occhi sostavano nei miei per pochissimi istanti; mi guardava e si ritraeva quasi volesse invitarmi a parlarle, quasi a volere indurre in me pensieri suoi.
Andammo via per ultimi dall'ospedale. Un'infermiera carina dai grandi occhi marroni è una mandibola pronunciata che sovrastava un seducente collo sottile, ci invitò garbatamente a uscire e, con altrettanto garbo e quella stessa voce appena acuta ma, comunque, calda e avvolgente, ci disse di passare dalla stanza del primario che aveva chiesto di noi.
Nella tarda mattinata del giorno successivo Maria fu dimessa.
Nelson era giunto in ospedale con la sua vecchia Station Wagon che aveva parcheggiato davanti all'ingresso del padiglione di cardiologia dove attese il mio sopraggiungere con Maria sottobraccio e quel poco bagaglio che, da quel bravo cialtrone quale era e, in futuro, si sarebbe meglio dimostrato, sebbene mi avesse notato attraverso la porta d'ingresso al reparto che era rimasta semiaperta, non fece alcun cenno per togliermela dalla mano e consentirmi così di sorregger meglio Maria. Ci guardammo, mentre egli prendeva in consegna Maria, dichiarandoci una, evidentemente reciproca, antipatia.
La bella infermiera del pomeriggio precedente, mi attendeva nella stanza della caposala che era posta quasi in prossimità dell'uscita, per darmi le ultime consegne e i farmaci che la sorella muta avrebbe dovuto assumere già da quel pomeriggio.
Appena appoggiata col gomito sinistro a una scaffalatura, la scorsi mentre, soprappensiero, con quella stessa mano si tormentava una ciocca del suo seducente carré di capelli castani che si fermava subito sopra la sua importante mandibola di cui faceva risaltare la sensuale armonia ; la tipica tuta blu con le maniche appena sopra il gomito che indossano i sanitari, mollemente adesa alle sue forme minute, lasciava, poi, immaginare un corpo non meno seducente di quel volto e di quegli occhi cerchiati d'un segno di matita nera, solo in apparenza, rozzamente tracciato, e che, invece, stava li bell'apposta per contrastare con un acceso bagliore che si sprigionava dall'angolo esterno di quello dei suoi occhi che veniva lambito, come in tale circostanza, dalla luce di quel tardo mattino d'inverno.
Si rivolse a me seria, ripetendomi la faccenda del "tripode nervoso" che il primario mi aveva già efficacemente spiegato la sera prima, ma decisi di lasciarla dire perché quella voce e e quello sguardo mi giungevano come una calda carezza di cui sentivo di avere un grande bisogno.
Immagino che l'infermiera debba essersi avveduta del mio stato d'animo perché il suo tono divenne, a un certo punto, più confidenziale e consolatorio. Era un triste verdetto quello che mi giungeva dalla bocca di Albarosa, così appresi si chiamasse dal cartellino che teneva, leziosamente, sul lembo della tasca bassa della sua tuta blu.
Un verdetto che mi era noto dalla sera prima e che aveva disturbato il mio sonno di quella notte.
Un verdetto che, scandito da quella donna, mi parve perfino accettabile quando ella mi disse che, conducendo Maria in ospedale per tempo, le avevamo regalato, comunque, un bel vantaggio sulla "Nera Moira" che, vigliacca come sempre, aveva preso a rincorrere la più vecchia delle sorelle mute già da molto tempo e all'insaputa di tutti.
Disse questo esprimendo anche parole di compiacimento per il fatto che le appariva del tutto inusuale che un "avvocato" si prendesse tanta è tale cura per una propria cliente.
Mi compiacqui a mia volta, anche se non riuscii mai a comprendere quanto quei complimenti fossero espressione di una sua, forse anche erronea, o peggio, ipocrita percezione della mia persona, o, piuttosto, volti a fornirmi quella buona scorta di quel particolare tipo di "amor proprio" di cui Albarosa certamente sapeva debbono essere dotati coloro che, per vocazione o mestiere, son chiamati a prendersi cura degli altri.
Probabilmente, pensava avrei dovuto averne bisogno per affrontare i difficili giorni che, ne era certa, sarebbero seguiti.
Mi salutò con un ultimo bellissimo sguardo e col tocco deciso della sua mano sul braccio che reggeva ancora la valigia di Maria.
Ultima modifica di CavalloGoloso il dom 29 mag, 2016 06:56, modificato 7 volte in totale.
S'hana satari centu piatti vacanti pi nni pigghiari unu chinu!
-Tony-
Avatar utente
CavalloGoloso
 
Messaggi: 4811
Iscritto il: mer 17 ago, 2011 21:01
Località: Randazzo (CT)

PrecedenteProssimo

Torna a Chiacchiere in libertà

cron