L'uomo Delle Sorelle Mute

Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda masterbeat » sab 16 apr, 2016 23:02

Stavo andando a letto presto stasera perché stanco per la giornata di lavori, molto pesanti per me, ma dopo aver dato uno sguardo al forum, non ho potuto farlo se prima non avessi letto quest'ultimo pezzo,.
Tony questi personaggi sembrano usciti da una storia dell,ottocento. Una fortuna per te che li hai conosciuto, ma anche nostra per averceli fatti conoscere. Il "libro", perché ormai per me è un libro, si fa sempre più ricco e interessante. :inchino:

Io nel frattempo rilego. :roll:
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » dom 17 apr, 2016 03:18

masterbeat ha scritto:Stavo andando a letto presto stasera perché stanco per la giornata di lavori, molto pesanti per me, ma dopo aver dato uno sguardo al forum, non ho potuto farlo se prima non avessi letto quest'ultimo pezzo,.
Tony questi personaggi sembrano usciti da una storia dell,ottocento. Una fortuna per te che li hai conosciuto, ma anche nostra per averceli fatti conoscere. Il "libro", perché ormai per me è un libro, si fa sempre più ricco e interessante. :inchino:

Io nel frattempo rilego. :roll:

inutile dire che sei diventato il mio mentore! Continuo a scrivere come se questa storia la raccontassi solo a te! Devi sempre concentrare l'attenzione su un interlocutore più o meno reale! E " l'uomo delle sorelle mute " ti appartiene, quasi quanto, appartenga a me!
O forse a nessuno!! Chissá! Grazie Vincenzo, non immagini nemmeno quanto mi stai aiutando!
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda Colombo » dom 17 apr, 2016 07:16

Bravo Tony!!
Ti seguo con attenzione!!
Bello ed intrigante..
..e poi e' gratis!! :inchino:
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » dom 17 apr, 2016 07:48

Colombo ha scritto:Bravo Tony!!
Ti seguo con attenzione!!
Bello ed intrigante..
..e poi e' gratis!! :inchino:


Grazie, Giorgio! Mi rendo conto che, così, a piccoli morsi, coi miei tempi biblici il racconto perde di fruibilità. Confido nel fatto che, quelli a cui è piaciuto, lo rileggano, alla fine!
Sul fatto che sia gratis, consentimi di minimizzare utilizzando gli argomenti con cui i detrattori della mia persona che sono soliti ridimensionare il mio ego: "Sono solo parole"
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda maepi » dom 17 apr, 2016 14:55

:inchino: :inchino: :inchino: :inchino: Sempre più interessante!!!!..................alla prossima pagina !!!
..tristo è quel discepolo che non avanza il suo Maestro.
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » dom 17 apr, 2016 15:45

Grazie, Pietro, spero di non deludere!
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Messaggioda zupippinu » dom 17 apr, 2016 17:44

:inchino:
il mondo è bello perchè e vario.
gira vota e furria,è sempri a stissa camurria.
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » dom 17 apr, 2016 18:16

Grazie Giuseppe!!
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda masterbeat » lun 18 apr, 2016 11:27

CavalloGoloso ha scritto:
masterbeat ha scritto:Stavo andando a letto presto stasera perché stanco per la giornata di lavori, molto pesanti per me, ma dopo aver dato uno sguardo al forum, non ho potuto farlo se prima non avessi letto quest'ultimo pezzo,.
Tony questi personaggi sembrano usciti da una storia dell,ottocento. Una fortuna per te che li hai conosciuto, ma anche nostra per averceli fatti conoscere. Il "libro", perché ormai per me è un libro, si fa sempre più ricco e interessante. :inchino:

Io nel frattempo rilego. :roll:

inutile dire che sei diventato il mio mentore! Continuo a scrivere come se questa storia la raccontassi solo a te! Devi sempre concentrare l'attenzione su un interlocutore più o meno reale! E " l'uomo delle sorelle mute " ti appartiene, quasi quanto, appartenga a me!
O forse a nessuno!! Chissá! Grazie Vincenzo, non immagini nemmeno quanto mi stai aiutando!



Non posso dirti che nessuno prima di te non mi abbia già assegnato l'onore di essere il suo mentore, perchè così non è.
Già un mio amico, scrittore anche lui, mi ha nominato il suo mentore, infatti mi conserva per ultimo nei controlli dei suoi libri.

Non so ancora perchè, visto che grammaticalmente parlando sono l'ultimo chiodo della carrozza, ma siccome, a parer suo, è convinto che abbia una certa spiccatezza nel riconoscere gli errori temporali, discordanze ecc. Se prima non lo leggo io non lo pubblica. ;-)

Ma adesso essere "insignito" anche da te, di questa, per me onorificenza, mi coglie di sorpresa, meraviglia, ma mi onora moltissimo. :oops: :inchino:


Io però imperterrito continuo a rilegare, siamo già a circa trenta cartelle, e da racconto ormai si è entrati nella sfera del romanzo corto, se si arriva a superare le cento cartelle, meglio duecento, siamo già ad un bel romanzo. :lol:
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » lun 18 apr, 2016 14:20

masterbeat ha scritto:
CavalloGoloso ha scritto:
masterbeat ha scritto:Stavo andando a letto presto stasera perché stanco per la giornata di lavori, molto pesanti per me, ma dopo aver dato uno sguardo al forum, non ho potuto farlo se prima non avessi letto quest'ultimo pezzo,.
Tony questi personaggi sembrano usciti da una storia dell,ottocento. Una fortuna per te che li hai conosciuto, ma anche nostra per averceli fatti conoscere. Il "libro", perché ormai per me è un libro, si fa sempre più ricco e interessante. :inchino:

Io nel frattempo rilego. :roll:

inutile dire che sei diventato il mio mentore! Continuo a scrivere come se questa storia la raccontassi solo a te! Devi sempre concentrare l'attenzione su un interlocutore più o meno reale! E " l'uomo delle sorelle mute " ti appartiene, quasi quanto, appartenga a me!
O forse a nessuno!! Chissá! Grazie Vincenzo, non immagini nemmeno quanto mi stai aiutando!



Non posso dirti che nessuno prima di te non mi abbia già assegnato l'onore di essere il suo mentore, perchè così non è.
Già un mio amico, scrittore anche lui, mi ha nominato il suo mentore, infatti mi conserva per ultimo nei controlli dei suoi libri.

Non so ancora perchè, visto che grammaticalmente parlando sono l'ultimo chiodo della carrozza, ma siccome, a parer suo, è convinto che abbia una certa spiccatezza nel riconoscere gli errori temporali, discordanze ecc. Se prima non lo leggo io non lo pubblica. ;-)

Ma adesso essere "insignito" anche da te, di questa, per me onorificenza, mi coglie di sorpresa, meraviglia, ma mi onora moltissimo. :oops: :inchino:


Io però imperterrito continuo a rilegare, siamo già a circa trenta cartelle, e da racconto ormai si è entrati nella sfera del romanzo corto, se si arriva a superare le cento cartelle, meglio duecento, siamo già ad un bel romanzo. :lol:


No! non credo che arriverò a cento cartelle! la carrellata dei personaggi che hanno gravitato attorno alle Sorelle è finita, adesso dovrò parlare di un paio di fatti accaduti e, infine, dell'Uomo, mi accorgo, però, di non aver preparato opportunamente il lettore all'ingresso di questo soggetto irreale che, te ne renderai conto, se riesco a descrivere opportunamente la sua comparsa nell'esistenza delle sorelle, dovrebbe essere l'esplosione del "racconto" e dare "la caratterizzazione" ultima delle protagoniste, disvelarne l'anima ferita!.
E' piuttosto complicato farlo a dovere! e se avessi sparso qualche seme nei singoli paragrafi tutto sarebbe stato più semplice!! ma non avevo un progetto.. quindi! "comu veni si cunta"
Ciao Vincenzo!
Ultima modifica di CavalloGoloso il lun 18 apr, 2016 15:19, modificato 1 volta in totale.
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda pinella » lun 18 apr, 2016 15:07

Ci sono anch'io a seguirti, Tony. Il racconto si fà sempre più interessante e avvincente!
Quando hai parlato della tua mamma, mi hai fatto sentire in colpa. Anch'io pur avendola a pochi chilometri di distanza, la vado a trovare di rado. Oggi sono andata a trovarla, le ho portato un mazzo di roselline gialle, e una pedaliera che lei desiderava per tenersi in forma. A 87 anni :roll:

Un abbraccio,
Pinella
Ciao,
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » lun 18 apr, 2016 15:18

pinella ha scritto:Ci sono anch'io a seguirti, Tony. Il racconto si fà sempre più interessante e avvincente!
Quando hai parlato della tua mamma, mi hai fatto sentire in colpa. Anch'io pur avendola a pochi chilometri di distanza, la vado a trovare di rado. Oggi sono andata a trovarla, le ho portato un mazzo di roselline gialle, e una pedaliera che lei desiderava per tenersi in forma. A 87 anni :roll:

Un abbraccio,
Pinella

Ciao, Pinella! Mia madre, quando mi ha lasciato ne avrebbe fatti 90 a ottobre! Era splendida! Rammento che iniziai a scrivere sul forum subito dopo la su morte! e debbo dire che ho trovato in questo una grande consolazione! Non la trascurare, non te ne saprai dare pace, specie se è l'ultimo genitore!
A proposito, ho saputo proprio adesso che il 15 maggio ci sarai anche tu, ottima occasione per conoscerci di persona!!!
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda masterbeat » lun 18 apr, 2016 15:20

CavalloGoloso ha scritto:

No! non credo che arriverò a cento cartelle! la carrellata dei personaggi che hanno gravitato attorno alle Sorelle è finita adesso dovrò parlare di un paio di fatti accaduti e, infine, dell'Uomo, mi accorgo, però, di non aver preparato opportunamente il lettore all'ingresso di questo soggetto irreale che, te ne renderai conto, se riesco a descrivere opportunamente la sua comparsa nell'esistenza delle sorelle, dovrebbe essere l'esplosione del "racconto" e dare "la caratterizzazione" ultima delle protagoniste, disvelarne l'anima ferita!.
E' piuttosto complicato farlo a dovere! e se avessi sparso qualche seme nei singoli paragrafi tutto sarebbe stato più semplice!! ma non avevo un progetto.. quindi! "comu veni si cunta"
Ciao Vincenzo!


Non aprire l'ombrello prima che si metta a piovere Tony, adesso viene il bello.

MA lo sai che quella di dare dei nomigloli ad oggetti come fossero persone, mi ricorda qualcosa della mia infanzia.
Non ricordo perfettamente, ma ci deve essere qualcosa che cerca di venire in superficie. Prima o poi spero di ricordare.



pinella ha scritto:Ci sono anch'io a seguirti, Tony. Il racconto si fà sempre più interessante e avvincente!
Quando hai parlato della tua mamma, mi hai fatto sentire in colpa. Anch'io pur avendola a pochi chilometri di distanza, la vado a trovare di rado. Oggi sono andata a trovarla, le ho portato un mazzo di roselline gialle, e una pedaliera che lei desiderava per tenersi in forma. A 87 anni :roll:

Un abbraccio,
Pinella


Pinella, complimenti a tua mamma, già per sentire il bisogno di un attrezzo per tenersi in forma, vuol dire che in forma c'è già. Arricomplimentoni. :inchino:
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Messaggioda pinella » lun 18 apr, 2016 15:40

masterbeat ha scritto:
CavalloGoloso ha scritto:

No! non credo che arriverò a cento cartelle! la carrellata dei personaggi che hanno gravitato attorno alle Sorelle è finita adesso dovrò parlare di un paio di fatti accaduti e, infine, dell'Uomo, mi accorgo, però, di non aver preparato opportunamente il lettore all'ingresso di questo soggetto irreale che, te ne renderai conto, se riesco a descrivere opportunamente la sua comparsa nell'esistenza delle sorelle, dovrebbe essere l'esplosione del "racconto" e dare "la caratterizzazione" ultima delle protagoniste, disvelarne l'anima ferita!.
E' piuttosto complicato farlo a dovere! e se avessi sparso qualche seme nei singoli paragrafi tutto sarebbe stato più semplice!! ma non avevo un progetto.. quindi! "comu veni si cunta"
Ciao Vincenzo!


Non aprire l'ombrello prima che si metta a piovere Tony, adesso viene il bello.

MA lo sai che quella di dare dei nomigloli ad oggetti come fossero persone, mi ricorda qualcosa della mia infanzia.
Non ricordo perfettamente, ma ci deve essere qualcosa che cerca di venire in superficie. Prima o poi spero di ricordare.



pinella ha scritto:Ci sono anch'io a seguirti, Tony. Il racconto si fà sempre più interessante e avvincente!
Quando hai parlato della tua mamma, mi hai fatto sentire in colpa. Anch'io pur avendola a pochi chilometri di distanza, la vado a trovare di rado. Oggi sono andata a trovarla, le ho portato un mazzo di roselline gialle, e una pedaliera che lei desiderava per tenersi in forma. A 87 anni :roll:

Un abbraccio,
Pinella


Pinella, complimenti a tua mamma, già per sentire il bisogno di un attrezzo per tenersi in forma, vuol dire che in forma c'è già. Arricomplimentoni. :inchino:



Mia mamma è in gamba e indistruttibile. Fino a qualche anno fa, si recava in autobus, in centro, tirandosi dietro il suo carrellino, per fare la spesa al mercato. Poi è stata scippata, vicino casa, e spinta a terra dal suo assalitore. Per fortuna non si è fatta male, ma la paura di essere aggredita ed essere meno fortunata, l'ha convinta di non uscire di casa, e si è impigrita. Naturalmente la grinta non le manca, ma non essendo più allenata si affatica facilmente, ecco perchè desiderava una pedaliera!
Ciao,
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Re: L'uomo Delle Sorelle Mute

Messaggioda CavalloGoloso » dom 01 mag, 2016 19:39

“La Nera Moira”

Il legame che avevo con mia madre non era quello che si soleva definire un "cordone ombelicale", era, piuttosto, una "bava di lumaca" un filo sottile ma durevole, in alcuni tratti invisibile me sempre percepibile a chi guarda.
Indelebile alle ingiurie del tempo e all'insolenza degli uomini.
Guardando le sorelle mute percepivo, tra loro, il medesimo legame e, in ciascuna di loro, una forza simile a quella che coglievo in mia madre, e, in certa misura, ne comprendevo la natura! Una natura di cui non voglio parlare perché valicherei il confine che mi sono tracciato intorno.
Fatto é che Maria aveva un anima complessa e pensieri altrettanto complessi. Quasi quanto quelli di mia madre e questo m'induceva a vedere in lei la mitigazione della donna che m'aveva generato che, sebbene non muta, era forse, per me più incomprensibile.
Quella notte, però, il groviglio dei pensieri di Maria, dovette diventare fitto al punto da non fare passare l'aria che le avrebbe consentito di respirare.
Quello era il giorno in cui, io e mia moglie, festeggiavamo il nostro anniversario. Lei era gravida di una figlia che, da lì a qualche settimana avremmo perso, e quelle ore trascorse a fare il giro degli ospedali della città l'aveva stancata.
Maria ci aveva congedato con un sorriso appena accennato è uno sguardo che preferii non interpretare e noi eravamo tornati a casa che tanto era troppo tardi per lavorare.
Avevamo pensato di trascorrere la serata al ristorante per festeggiare; quel vorticoso primo pomeriggio, tutto sommato non ci aveva sopraffatto.
Poco prima che si facesse l'ora di andare, però, ricevemmo una telefonata.
Era già tardi, un'ora inconsueta per ricevere telefonate di lavoro e questo mi induceva a lasciare che il telefono squillasse. Ricominciò dopo una breve pausa, e tale insistenza mi fece desistere dall'intento di non rispondere.
Era l’ospedale. il medico di guardia del reparto in cui era ricoverata Maria voleva parlare con me.
Ascoltai attentamente ciò che mi disse, ma non compresi quasi nulla se non che era importante la nostra presenza al capezzale di Maria. Non rammento perché avessi la gola arsa e perché il mio cuore corresse fuori dal mio petto. Non rammento nulla di quello che pensai e che precedette il nostro ingrasso dalla sbarra di accesso dell'ospedale Garibaldi, quell’ingresso che c'è dal lato di piazza Santa Maria del Gesù.
Fu come se ci stessero aspettando.
La guardia giurata che c'era all'ingresso alzò la transenna e ci indicò uno spazio in cui avremmo potuto parcheggiare l'auto. Noi non dicemmo per quale motivo eravamo lì ed egli, che aveva un capo troppo piccolo rispetto al resto del corpo, non ci chiese nulla. Aveva gli occhi che parevano due fessure che ci scrutavano, ma senza lasciar trasparire nulla che non fosse la consapevolezza che ci stavamo per incontrare con la "Nera Moira".
Doveva essere avvezzo a questo genere di situazioni. Tutte le persone degli ospedali sono adusate alla "Nera Moira". La percepimmo anche noi in quella folata di vento che ci investì in quel tratto di strada che passa sotto il ponte che unisce il padiglione in cui é posto il pronto soccorso e quel plesso che si congiunge col reparto di medicina. Udimmo il latrare d'un cane randagio che mi parve di scorgere nella viuzza che s'incammina tra i reparti e gli edifici dell'amministrazione. Non erano ancora le 22,00 ma la notte era già fitta e il freddo di gennaio sembrava essere lo scudiero della "Nera Moira" che ci veniva incontro quasi ad avvertirci della presenza di lei.
Salimmo il dosso in cui era ubicato il padiglione di cardiologia ed entrammo. Il dottore ci venne incontro. Fu visibilmente dispiaciuto quando comprese che noi non eravamo parenti di Maria, ma solo i suoi avvocati, che ne curavamo parte degli interessi e che lei e la sorella avevano una badante mauriziana che viveva in casa con loro assieme al marito e a un bambino di poche settimane.
Ci disse il dottore che aveva trovato il nostro numero in cartella e che non poteva immaginare.
Clissammo sul disagio per comprendere piuttosto quale fosse il problema, la ragione per cui eravamo stati chiamati. Il dottore ci rispose che Maria era in preda ad una crisi dissociativa detta “sindrome da ricovero”. Ci disse che si verifica spesso nei pazienti anziani e che non esisteva un metodo valido di sedazione dei sintomi se non il riconoscimento, da parte del paziente, di una figura cara, un familiare, qualcuno insomma che potesse essere facilmente riconosciuto dal paziente ancorché questi fosse in uno stato psichico alterato.
Spiegammo al medico che, per quanto conoscessimo le sorelle mute da qualche hanno, non eravamo “di casa” e che, al pari del fornaio o del salumiere, la nostra identità in quel preciso momento non avrebbe, certamente, colmato il vuoto che si era creato nell’anima di Maria.
Il dottore insistette, non c’erano valide alternative: Giovanna non avrebbe retto lo sconforto di vedere la sorella nello stato in cui si trovava, Nelson e la moglie erano certamente meno familiari a Maria di quanto lo fossimo io e mia moglie.
Fu così che indossammo il camice i calzari e la cuffia e facemmo ingresso nella stanza in cui si trovava la sorella muta. La luce era fioca e azzurrognola e quasi come uno spot illuminava il letto in cui era riversa Maria che veniva trattenuta per le braccia da due infermiere. Aveva cercato di lacerarsi il volto e tirarsi i capelli quando in preda allo sconforto s’era svegliata dal sonno in cui era caduta una volta allettata.
Sembrava essersi calmata, ci dissero le infermiere, ma forse si era solo stancata, le energie erano scemate e le due donne in tuta blu non facevano nessuno sforzo a trattenerla.
Così la lasciarono e alzarono le sponde del letto e fecero per allontanarsi. Il medico ci spiegò rapidamente che avremmo potuto suonare dall'interruttore che pendeva dalla sbarra delle flebo per chiamare aiuto, semmai ce ne fosse stato bisogno.
Restammo soli e sbigottiti. La situazione pareva paradossale ma Maria appariva molto provata perché potessimo darci pena del fatto che non dove a trovarci in quel posto quella sera.
Aveva gli occhi spalancati e con la bocca faceva sei movimenti "parlanti" mentre con le braccia sollevate pareva volesse prender qualcosa che le pendeva sul volto.
Ricordammo che era un fare molto simile a quello di nostro figlio quando alle prime settimane di vita si cimentava a raggiungere le api di cartone che gli pendevano dentro la culla. Ma nostro figlio sorrideva con gli occhi e con la bocca mentre le gambe stavano ben piantate coi talloni con cui faceva forza, Maria, invece guardava un posto fisso che non sembrava quello in cui si dirigevano le sue mani e la sua bocca non sorrideva al pari degli occhi che conservavano segni d'una paura lampeggiante.
I piedi, mollemente adagiati sulle lenzuola, non sembravano assecondare i movimenti delle cosce che finivano con lo scoprirsi mostrando una carne bianca e molle. Mia moglie gliele copriva con fare affettuoso.
Durò così per più di un'ora quando, a un tratto, Maria mi rivolse lo sguardo. Non fu un movimento rapido degli occhi, tutt'altro, sembrava avermi riconosciuto ma non era così. Lei era ancora dissociata e, come avevamo previsto, non riusciva a prendere il controllo di se stessa. Fu a questo punto che si fece severa in volto e, guardandomi arrabbiata, urlò una parola difettosa, come tutte le sue parole, ma che interpretammo chiaramente: L'UOMO.
Da quel momento i suoi movimenti si fecero convulsi, quasi avesse ingaggiato una lotta con la "Nera Moira" della cui presenza paziente nella stanza non avevamo saputo renderci conto. Aveva sferrato il suo attacco, ma Maria lottando come fa la martora col serpente, l'aveva respinta.
Entrò, a quel punto, la donna blu con una siringa e la mascherina. Il Dottore aveva deciso che Maria, a quel punto doveva essere sedata.
Ultima modifica di CavalloGoloso il dom 01 mag, 2016 20:22, modificato 3 volte in totale.
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