orbene, siccome hai la carta d'identità che gioca a tuo favore, ci terrei a metterti una pulce nell'orecchio.
sei proprio sicuro di voler avviare, di questi tempi, un'attività con questo tipo di investimenti?
mi spiego meglio: nel caso tu abbia già una certa quantità di lavoro avviato, allora stai facendo probabilmente la scelta corretta: macchinari prestanti, investimento "definitivo" e cercare di sfruttare le agevolazioni economiche messe a disposizione dalla regione (credo si tratti di regione, perchè per esempio in FVG in questo momento di agevolazioni non ce ne sono).
a tal proposito, per esperienza personale, sappi che le agevolazioni hanno spesso un rovescio della medaglia, ovvero li ti mettono in una tasca per toglierteli dall'altra... o peggio ancora le promettono, tu anticipi i soldi (in ogni caso dovrai sempre anticiparli), e alla fine salta fuori che i fondi sono esauriti e ti attacchi
al contrario, nel caso l'attività tu debba farla partire dal niente, se fossi in te sfrutterei per almeno qualche anno il regime dei minimi... questo comporta il dover fare un investimento molto ridotto (max €15000 ogni triennio, e con i macchinari di cui parli tu mi sa che sforiamo, anche perchè l'affitto per esempio conta come bene strumentale, quindi fa cumulo per il conteggio), ma per contro hai un casino di facilitazioni! pochissime tasse, niente iva in uscita, niente studi di settore, niente ammortamenti ecc... e non è poco, credimi! la maggior parte delle attività che conosco che hanno aperto "alla grande", hanno chiuso nel giro di due anni (ti ricordo, per esempio, che il secondo anno di attività paghi l'anticipo del 90% sulle tasse per l'anno dopo, quindi devi avere da parte un bel gruzzolo).
scrivo questo perchè siccome dici di aver lavorato in parecchie falegnamerie, so anch'io cosa dicono di norma i falegnami "vecchio stampo" con attività ben avviate nell'epoca d'oro della quantità... secondo loro se non hai 500mq di capannone non sei degno di fare neanche uno sgabello!
a mio avviso i tempi sono cambiati e vanno interpretati in modo diverso. conosco popò di falegnami che fanno produzioni anche grandine in spazi veramente risicati e con macchninari contenuti, con un minimo di organizzazione. Calcola anche che se lavori da solo certe dimensioni non potrai trattarle, quindi a che ti serve, a titolo di esempio, una sezionatrice verticale se tanto i pannelli non riesci a movimentarli?
inoltre di seguito alcune considerazioni random su alcune cose che ho viste scritte fin qui:
- al fisco non interessa niente se le tue macchine non sono CE, quello interessa all'ASL e all'INAIL
- per ottenere le agevolazioni puoi anche acquistare un usato, anche da un privato. basta che l'acquisto sia accompagnato da ricevuta con i dati tuoi e del venditore, anche su carta da formaggio. l'importante è poter certificare l'acquisto
- cos'era quella roba del leasing per non ammortizzare ai fini degli studi di settore? la macchina o ce l'hai o non ce l'hai, se ce l'hai fisicamente nel lab conta ai fini, altrimenti no. non oso pensare alle conseguenze di un malaugurato infortunio su una macchina che fiscalmente non risulta nel tuo lab. forse sbaglio, ma non credo
- dice bene Orso, se l'attività è agevolata, non si possono accumulare "sconti"...
insomma, in definitiva come diceva qualcun altro, secondo me prima di tutto dovresti chiarire il piano d'azione e il relativo meccanismo fiscale... le macchine le scegli di conseguenza.
sappi che, a spanne, regime dei minimi = puoi investire il tuo tempo e lavorare low cost, mentre regime ordinario = devi metterla sulla quantità e sulla velocità.
infine, tecnicamente, non so aiutarti sulla scelta di una macchina piuttosto dell'altra, non le conosco bene. per me conta solo che taglino dritto e che non perdano la regolazione.
ti auguro buona fortuna e ti raccomando caldamente ponderazione
