Lucio Musto ha scritto:
Il processo, possiamo sintetizzarlo con una parola consiste nelloscollamento fra materiale e spirituale dovuto al troppo rapido evolversi della "tecnologia" nel più ampio significato del termine,
con la cosiddetta "etica pubblica", anche qui considerando i significati più ampi.
Quando i valori collettivi e sociali (come quelli che per esempio trasmettevano i nonni ai nipoti) perdono significato per le troppo veloci modificazioni ambientali, e non vengono sostituiti da niente,
non sono solo quei singoli valori che vengono meno, ma è tutto l'edificio sociale che perdendo pezzi si indebolisce e diventa instabile.
E' invertibile il processo? Possiamo far qualcosa perché il tracollo sociale sia solo parziale e ci si assesti poi su nuovi equilibri, più stabili, da cui cominciare a ricostruire la civiltà dell'uomo?
Non te lo so dire, e nemmeno so ipotizzare una possibile via di uscita.
Rilevo che il problema è sentito da moltissime persone, ed innumerevoli sono le iniziative e le istituzioni nel mondo che cercano di trovare dei ripari ( fino all'altro ieri non c'era che la crocerossa,
e la arcaica opera nazionale maternità infanzia), ma sono tentativi, palliativi, patetiche iniziative scarse di mezzi e di poteri.
Io sono credente, ed il mio Dio ha garantito che alla fine il Bene trionferà. Io ci credo. Ma quando sarà questa fine? fra quante altre tribolazioni l'uomo dovrà ancora passare?
Lucio, a mia volta condivido ma da non credente. Non ne faccio una questione di male e di bene, osservo gli andamenti e constato che nessuno vuole far nulla che costi più fatica di separare l'immondizia, e talvolta neanche quello.
Per me, certe volte chi crede ha una motivazione per darsi da fare e questi sono degni di ogni stima, certe altre sono più passivi della media perchè rassegnati, aspettano le trombe del giudizio.
Quindi non distinguo quasi i gruppi di credenti e non credenti, di ideologia politica (che non esiste quasi più, e nominarla sembra di essere matusalemme o l'anziano comunista con il basco del che) o di pseudo liberismo, constato che tutti ci riempiamo la bocca e la panza e alimentiamo un sistema che è destinato ad esploderci in mano.
Per mille ragioni, ma le principali sono il consumo scellerato di risorse con conseguente immondezzaio planetario e l'aumento vertiginoso delle differenze tra ricchi e poveri che finirà per causare migrazioni di massa, speriamo non troppo violente, ma comunque destabilizzanti.
Io la vedo così: guardiamoci attorno e vediamo tra tutti gli oggetti e materie prime che maneggiamo ogni giorno e consumiamo ogni giorno, quante vengono da noi e quante costruiamo noi ...... 20%?
Sappiamo solo fare un sacco di carte di certificati per la banana a norma che curva deve fare, e servono solo a dare i guadagni a chi ha il bollino giusto.
Guardiamo in certi paesi del mondo, lavorano come i matti, noi portiamo via le loro risorse e li paghiamo con un tozzo di pane se non si ribellano altrimenti con qualche missile, e cosa resta a loro di quello che fanno? l'immondizia che noi riportiamo indietro a loro con le quale si avvelenano.
Allora diranno, immagino: Nel nord del mondo sono avanzati ed hanno i principi di equità più belli, andiamo da loro! Si indebitano per pagare gli scafisti collusi con la nostra malavita per venir qui e finiscono a morire soffocati sui barconi.
E' chiaro che io non approvo nessun tipo di violenza ma se qualcuno di loro da in escandescenze e salvini vuole applicare il raddoppio della pena perchè ha bruciato un materasso io mi chiedo: ma ci proviamo a metterci un minuto nei loro panni?
Tutto questo combinato al fatto che tra un po' una bomba termonucleare si potrà costriure in garage, e che siamo sempre di più, un botto lo faremo di sicuro. Io non credo che questo andazzo si possa più invertire. perchè come accenni tu e come dice, pensa te, un cantante:
Siamo sepolti da tonnellate di informazione che viene confusa con la conoscenza
la quantità viene confusa con l'abbondanza e il benessere con la felicità
Siamo ancora scimmie ma con i soldi e la pistola
Tom Waits