Sellers Su Pialle E Affilatura

Re: Sellers Su Pialle E Affilatura

Messaggioda Colombo » dom 10 nov, 2013 21:46

Andrea ha scritto:
Colombo ha scritto:
E' interessantissimo anche leggere il post collegato al video al link:
http://paulsellers.com/2013/11/sharpness-mean-real-terms/


Ma sbaglio o fa un po' di mescolanza con le grane?
Parla di carte vetrate, di piastre diamantate e di pietre ad acqua giapponesi, usando la dicitura nominale propria di ogni gruppo, ma queste non solo non si equivalgono ma inoltre agiscono in maniera differente.

La carta vetrata per esempio: quando i grani di abrasivo si rompono, diventa via via che si usa, di grana inferiore Al contrario le pietre ad acqua giapponesi, essendo abbastanza morbide espongono di continuo nuovi grani sempre delle stessa dimensione.

Poi ci sono varie tabelle per comparare le granulometrie secondo i siversi sistemi e standard (che tra l'altro, anche queste tabelle non sono tutte equivalenti) per cui una parta vetrata di grana P1200 corrisponde ad una pietra giapponese tra gli 800 e i 1000 ed ad una diamantata a mezza strada tra fine e extra-fine.

Però nell'articolo non specifica mai chiaramente a quali sistemi di misurazione si riferisce. O sono io che non ho compreso bene l'articolo in questione?


Effettivamente parla genericamente di carta abrasiva, pietre diamantate e giapponesi senza entrare nello specifico. Penso che il suo obiettivo non fosse quello di fare una comparazione tra le varie tipologie e fare una digressione su quali siano migliori o peggiori ma di far capire che, secondo il suo modo di pensare, a volte non occorre andare troppo su con l'affilatura, ma basta fermarsi ad un certo livello per ottenere comunque ottimi risultati. E' un pò il suo spirito di concepire questo lavoro cercando sempre di renderlo "alla portata di tutti". E' chiaro poi che le eccezioni ci sono sempre, i legni sono di diverse specie ecc. ecc.

Ciao

Giorgio
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Re: Sellers Su Pialle E Affilatura

Messaggioda Ignazio » lun 11 nov, 2013 11:21

Teoria e pratica differiscono sempre.
Certo è che quando sono stato nei laboratori di vecchi falegnami o ebanisti la situazione che ho trovato ti fa dimenticare tutta la scienza delle affilature:
- Per il rispristino di grosse usure o scheggiature affilatura su moletta semplica. Niente mole ad acqua, niente piani di regolazione dell'inclinazione, ecc. Così... mano libera, occhio e vaschetta dell'acqua per non stemperare l'acciaio;
- il filo fatto su due pietre: una grossolana e una fine, ma capire di che grana sono è quasi impossibile. Pietre scavate fino all'inverosimile. Lubrificazione ad olio, ad acqua, o più spesso a sputo (la saliva contiene meno calcare!!!).
-Guide? Sconosciute, non sanno neanche che esistono. Tutto a mano: avanti indietro, a cerchi o otto;
-qualche volta usano il cuoio per ridare il filo.
Il risultato?
Basta vedere i 500 anni di storia del mobile senza l'esistenza di internet.
Ciao
Ignazio
 
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Re: Sellers Su Pialle E Affilatura

Messaggioda grimgor » lun 11 nov, 2013 14:20

whybob71 ha scritto:
in che senso 12000-15000? non ho capito...... :oops: ti riferisci alla pasta abrasiva?



Si. Ho scritto così perchè in genere il range di grit che utilizzano i produttori delle paste abrasive è questo.


Ignazio ha scritto:Teoria e pratica differiscono sempre.
Certo è che quando sono stato nei laboratori di vecchi falegnami o ebanisti la situazione che ho trovato ti fa dimenticare tutta la scienza delle affilature:
- Per il rispristino di grosse usure o scheggiature affilatura su moletta semplica. Niente mole ad acqua, niente piani di regolazione dell'inclinazione, ecc. Così... mano libera, occhio e vaschetta dell'acqua per non stemperare l'acciaio;



Bisogna fare veramente molta attenzione quando si lavora con acciai temperati sulla mola a secco.
Il problema principale non è tanto il rischio di stemperare il metallo, che con un pò di buon senso è un evento raro. Il problema è che dopo la tempra di un acciaio si deve effettuare il rinvenimento ad una data temperatura, a seconda degli elementi che lo compongono e delle caratteristiche che si vogliono ottenere. Il punto importante è che queste temperature di rinvenimento si aggirano tra i 150 e i 250 gradi e quindi anche il solo avvicinarsi ai 100-120 gradi può portare ad un abbassamento delle qualità dell'acciaio. Ora, 120 gradi sembrano molti, ma in realtà sono temperature facilmente raggiungibili sul tagliente dello scalpello mentre lo si mola, quindi è molto facile cambiare la qualità dell'acciaio semplicemente smussandolo sulla mola a secco. Non è un caso che i maestri giapponesi o anche i più semplici coltellinai dopo la tempra utilizzino solo pietre o mole ad acqua per lavorare l'acciaio, dato che altrimenti si corre il forte rischio di perdere le caratteristiche che a fatica abbiamo donato al metallo.
L'unico metallo che si può lavorare a cuor leggero sulla mola a secco è l'HSS, dato che ha la non trascurabile caratteristica di essere autotemprante.
grimgor
 
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Re: Sellers Su Pialle E Affilatura

Messaggioda ac445ab » lun 11 nov, 2013 16:38

grimgor ha scritto:


Bisogna fare veramente molta attenzione quando si lavora con acciai temperati sulla mola a secco.
Il problema principale non è tanto il rischio di stemperare il metallo, che con un pò di buon senso è un evento raro. Il problema è che dopo la tempra di un acciaio si deve effettuare il rinvenimento ad una data temperatura, a seconda degli elementi che lo compongono e delle caratteristiche che si vogliono ottenere. Il punto importante è che queste temperature di rinvenimento si aggirano tra i 150 e i 250 gradi e quindi anche il solo avvicinarsi ai 100-120 gradi può portare ad un abbassamento delle qualità dell'acciaio. Ora, 120 gradi sembrano molti, ma in realtà sono temperature facilmente raggiungibili sul tagliente dello scalpello mentre lo si mola, quindi è molto facile cambiare la qualità dell'acciaio semplicemente smussandolo sulla mola a secco. Non è un caso che i maestri giapponesi o anche i più semplici coltellinai dopo la tempra utilizzino solo pietre o mole ad acqua per lavorare l'acciaio, dato che altrimenti si corre il forte rischio di perdere le caratteristiche che a fatica abbiamo donato al metallo.
L'unico metallo che si può lavorare a cuor leggero sulla mola a secco è l'HSS, dato che ha la non trascurabile caratteristica di essere autotemprante.


Molto interessante questo discorso anche perchè credo capiti alla maggioranza di noi di utilizzare la mola a secco, vuoi per preparare un vecchio ferro malandato, vuoi per rimediare a sbeccature accidentali.

Immagine

Quando uso la mola a secco tengo il pollice poggiato sulla parte anteriore della lama in modo da avvertire presto l'innalzamento della temperatura che per riflesso mi costringe a sollevare la lama e ad immergerla in acqua fredda (nella foto comunque non sono io).
Io ho utilizzato la mola a secco su decine di ferri pialla ma non ho notato una scarsa capacitá di taglio di queste lame. Vero é che non ho termini di paragone, ovvero mi chiedo: come avrebbero tagliato quelle lame se trattate solo in umido? Fatto sta che sono molto soddisfatto di come tagliano e quindi due sono le possibilitá.
1) la mia tecnica alla mola a secco é corretta
2) la perdita di qualitá non é rilevante utilizzando questi accorgimenti.
Ciao,
Giuliano :-D
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Re: Sellers Su Pialle E Affilatura

Messaggioda whybob71 » lun 11 nov, 2013 17:18

grimgor ha scritto:
whybob71 ha scritto:
in che senso 12000-15000? non ho capito...... :oops: ti riferisci alla pasta abrasiva?



Si. Ho scritto così perchè in genere il range di grit che utilizzano i produttori delle paste abrasive è questo.




La pasta abrasiva che uso io è una di quelle bianche che si comprano nei negozi di ricambi auto, non ricordo la marca. Non deve essere tanto fine perchè tra i polpastrelli si riesce a sentire la percezione di un qualcosa di ruvidino, sembra uno stucco pronto come consistenza.
Ad ogni modo il passaggio che faccio con questa pasta è molto rapido, ci metto direi forse meno di un minuto, e lo riservo ai ferri delle pialle da finitura.
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Re: Sellers Su Pialle E Affilatura

Messaggioda grimgor » lun 11 nov, 2013 21:13

ac445ab ha scritto:

Quando uso la mola a secco tengo il pollice poggiato sulla parte anteriore della lama in modo da avvertire presto l'innalzamento della temperatura che per riflesso mi costringe a sollevare la lama e ad immergerla in acqua fredda (nella foto comunque non sono io).
Io ho utilizzato la mola a secco su decine di ferri pialla ma non ho notato una scarsa capacitá di taglio di queste lame. Vero é che non ho termini di paragone, ovvero mi chiedo: come avrebbero tagliato quelle lame se trattate solo in umido? Fatto sta che sono molto soddisfatto di come tagliano e quindi due sono le possibilitá.
1) la mia tecnica alla mola a secco é corretta
2) la perdita di qualitá non é rilevante utilizzando questi accorgimenti.




Credo che la tua tecnica sia ottima, sopratutto se tieni le dita molto vicine al tagliente che viene abraso. Per star sicuri io immegerei la lama in acqua già quando senti il calore che si è alzato troppo (senza arrivare a non riuscire più a tenerlo in mano, ma abbastanza prima) lo immegri subito in acqua.

Riguardo ai ferri per pialla, se sono classici ferri stanley o comunque lame vintage, le temperature di rinvenimento dovrebbero essere piuttosto alte, quindi il rischio si corre meno. Ma ad esempio già con l'O1 le temperature sono decisamente basse. Ho sottomano dei grafici per il trattamento termico di un acciaio suo parente stretto: dopo la tempra siamo a 65 HRC, con rinvenimento a 200 gradi siamo già a 62 HRC e a 250 siamo a 60. Quindi come vedete il calo della durezza degli acciai è repentino anche a temperature relativamente basse. Oltretutto acciai diversi hanno temperature di tempra e rinvenimento diversi, quindi almeno che non si sia certi del tipo di acciaio che si ha sottomano è bene non rischiare e raffreddare molto spesso il ferro durante la molatura.
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Re: Sellers Su Pialle E Affilatura

Messaggioda mceolan » mar 12 nov, 2013 11:42

molto interessante, un aspetto che non avevo mai considerato
adesso capisco meglio il perchè i ferri giap non vadano mai affilati con la mola
:wink:
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