Altamente Consigliato: LegnoLab N. 54

Altamente Consigliato: LegnoLab N. 54

Messaggioda Andrea » mar 30 lug, 2013 23:59

Questo post poteva andare bene anche nella sezione degli Elogi o in quella delle Chiacchiere, l'ho postato qui solo perchè tra le altre cose contiene una domanda sugli utensili manuali che avevo intenzione di fare già da parecchio tempo.

Il numero di Luglio/Agosto contiene un sacco di cose interessanti a partire dall'articolo di Giuliano: otto pagine di informazioni dettagliate sulle pialle combinate. Un compendio da staccare e conservare che sarebbe bello se Legnolab, magari lasciando passare qualche mese, regalasse in qualche modo al pubblico dominio.
Proprio questo articolo mi porta alla domanda di cui parlavo all'inizio. Verso la fine, Giuliano fa notare che l'impugnatura metallica delle pialle tipo Stanley 50 non è molto comoda e confortevole. Siccome anch'io condivido questa cosa, è da parecchio tempo che penso di rivestirla con uno di quei nastri per impugnature che usano anche i tennisti, i golfisti o i giocatori di hokey.
Qualcuno di voi ci ha già provato? C'è un qualche prodotto migliore degli altri? Per esempio, i nastri per hokey, credo che abbiano anche delle nervature (li si vedono spesso sull'impugnatura di alcuni utensili di Rob Cosman), ma non sono sicuro che questo sia un pregio o un difetto.

Tornando all'attuale numero di LegnoLab, vi si trovano anche diversi articoli interessanti di Giacomo, che descrivono l'autocostruzione di alcuni accessori per il laboratorio e un simpatico timbro che negli anni 80 mi sarebbe stato molto utile. Gli invidio molto la capacità di affilare quelle piccole sgorbie, ma sopratutto la sua prolificità letteraria: come cavolo fai a scrivere così tanto?

Verso la fine della rivista c'è poi un ennesimo interessante articolo di Mattia Migliorati che riproduce molto bene una scatola porta oggetti di George Nakashima.
Si tratta di una scatola semplice ed elegante con delle inconsuete giunzioni agli angoli (che potete vedere anche qui), tra l'altro molto ben realizzate dall'autore con il quale condivido l'osservazione che si tratta di un buon progetto per chi si diletta con gli utensili manuali.

Infine c'è un interessante (potevo usare un'altro aggettivo?) articolo di Diego Carelli che filosofeggia sul dualismo tra hobbysti e professionisti. Trovo molto bello che una rivista includa anche questo tipo di articoli non prettamente tecnici.
Questo articolo mi porta ad un'altra domanda: possibile che non ci sia una bella parola per definire noi non professionisti, che non sia gli orrendi hobbysta, dilettante e bricoleur? Dilettante non sarebbe neanche male se non portasse con se anche una connotazione negativa.
Attenzione che non si tratta di una critica all'articolo, è solo che trovo frustrante non trovare un bel titolo quando per qualche ragione devo definirmi sinteticamente. Di solito dico che sono un semplice appassionato, ma anche questo termine non mi appaga in pieno.
Ciauz,
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Re: Altamente Consigliato: LegnoLab N. 54

Messaggioda proc » mer 31 lug, 2013 06:11

Io ho apprezzato molto l'articolo sul dualismo professionista vs hobbista...secondo me è scritto molto bene.

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Re: Altamente Consigliato: LegnoLab N. 54

Messaggioda corydoras » mer 31 lug, 2013 07:57

Ciao Andrea, corro i edicola perché ci sono delle cose che mi interessano. Ci tenevo a dirti (da ex giocatore) che le nervature sui manici da hockey sono fatte arrotolando il nastro stesso fino a crearne una corda, si crea la nervatura e poi si ripassa il nastro di piatto per nasconderla. ;-)

Per quanto riguarda il discorso hobbista/professionista rischi di scoperchiare il vaso di pandora. Ho visto oggetti torniti da professionisti che molti di noi hobbisti non faremmo neanche uscire dal proprio lab (sto parlando di tornitura da falegnameria, non artistica) e mi sono reso conto che molte delle cose che per noi sono fondamentali in molti ambiti non lo solo più, perché il cliente finale non è in grado di vederle. Quindi penso che a parte la 380 :-) e la PI quello che ci differenzia è il tempo a disposizione. Molti hobbisti con i contro#%$£¥ se dovessero lavorare alla tariffazione oraria per stare dentro i costi non riuscirebbero a realizzare il manufatto di quella qualità o viceversa, facendolo pagare onorario/tempo impiegato sarebbero fuori mercato.
Ciao
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Re: Altamente Consigliato: LegnoLab N. 54

Messaggioda Pirfy » mer 31 lug, 2013 09:00

è come il teatro...... la differenza tra amatoriale e professionista!
ci sono amatoriali che sono AVANTI anni luce rispetto ai professionisti che hanno avuto la loro gloria in passato ed oggi viaggiano solo per inierzia grazie al loro nome!

Tutto sta a vedere che peso si vuol dare...ma alla fine il Professionista è colui che svolge la propria attività (come unica attività) con il fine di procurarsi un UNICO tornaconto. e non come spesso si fa dando il titolo di professionista ad uno i cui manufatti sono di alta qualità.

Non c'è tanto da discutere; se sei un impiegato del comune, un medico, un avvocato etc etc....potrai essere anche un padreterno di bravura, ma in senso stretto, sei un Hobbista!

Se la tua attività è quella di falegname, intesa come unica attività svolta al fine diprocurarti l'unico reddito, allora sei un professionista (scarso o bravo poi è un altro discorso)

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Re: Altamente Consigliato: LegnoLab N. 54

Messaggioda Colombo » mer 31 lug, 2013 09:48

Andrea ha scritto:Questo post poteva andare bene anche nella sezione degli Elogi o in quella delle Chiacchiere, l'ho postato qui solo perchè tra le altre cose contiene una domanda sugli utensili manuali che avevo intenzione di fare già da parecchio tempo.

Il numero di Luglio/Agosto contiene un sacco di cose interessanti a partire dall'articolo di Giuliano: otto pagine di informazioni dettagliate sulle pialle combinate. Un compendio da staccare e conservare che sarebbe bello se Legnolab, magari lasciando passare qualche mese, regalasse in qualche modo al pubblico dominio.
Proprio questo articolo mi porta alla domanda di cui parlavo all'inizio. Verso la fine, Giuliano fa notare che l'impugnatura metallica delle pialle tipo Stanley 50 non è molto comoda e confortevole. Siccome anch'io condivido questa cosa, è da parecchio tempo che penso di rivestirla con uno di quei nastri per impugnature che usano anche i tennisti, i golfisti o i giocatori di hokey.
Qualcuno di voi ci ha già provato? C'è un qualche prodotto migliore degli altri? Per esempio, i nastri per hokey, credo che abbiano anche delle nervature (li si vedono spesso sull'impugnatura di alcuni utensili di Rob Cosman), ma non sono sicuro che questo sia un pregio o un difetto.

Tornando all'attuale numero di LegnoLab, vi si trovano anche diversi articoli interessanti di Giacomo, che descrivono l'autocostruzione di alcuni accessori per il laboratorio e un simpatico timbro che negli anni 80 mi sarebbe stato molto utile. Gli invidio molto la capacità di affilare quelle piccole sgorbie, ma sopratutto la sua prolificità letteraria: come cavolo fai a scrivere così tanto?

Verso la fine della rivista c'è poi un ennesimo interessante articolo di Mattia Migliorati che riproduce molto bene una scatola porta oggetti di George Nakashima.
Si tratta di una scatola semplice ed elegante con delle inconsuete giunzioni agli angoli (che potete vedere anche qui), tra l'altro molto ben realizzate dall'autore con il quale condivido l'osservazione che si tratta di un buon progetto per chi si diletta con gli utensili manuali.

Infine c'è un interessante (potevo usare un'altro aggettivo?) articolo di Diego Carelli che filosofeggia sul dualismo tra hobbysti e professionisti. Trovo molto bello che una rivista includa anche questo tipo di articoli non prettamente tecnici.
Questo articolo mi porta ad un'altra domanda: possibile che non ci sia una bella parola per definire noi non professionisti, che non sia gli orrendi hobbysta, dilettante e bricoleur? Dilettante non sarebbe neanche male se non portasse con se anche una connotazione negativa.
Attenzione che non si tratta di una critica all'articolo, è solo che trovo frustrante non trovare un bel titolo quando per qualche ragione devo definirmi sinteticamente. Di solito dico che sono un semplice appassionato, ma anche questo termine non mi appaga in pieno.


Ciao Andrea, condivido in pieno quello che hai detto in merito al dualismo hobbysti e professionisti.

Io penso che il professionista, nella maggioranza dei casi, abbia sostituito il tornaconto economico alla passione per quello che sta creando. L'hobbysta o bricoleur che dir si voglia, non essendo distolto da una visione prettamente finanziaria (e non facendone una professione), coltiva intonso l'amore per il legno, riuscendo a coglierne ancora l'aspetto più sincero, ovvero il creare qualcosa di bello e irripetibile con le proprie mani.

A me piace molto l'aggettivo VIRTUOSO. Suona bene e rimanda a qualità come bontà, generosità,rettitudine, ma anche e soprattutto abilità e maestria. Tutte cose che hanno un sapore di antico e di valori d'altritempi talvolta perduti ai giorni nostri.

I virtuosi del legno....

Ciao
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Re: Altamente Consigliato: LegnoLab N. 54

Messaggioda Cartouche » mer 31 lug, 2013 11:23

Colombo ha scritto:



Ciao Andrea, condivido in pieno quello che hai detto in merito al dualismo hobbysti e professionisti.

Io penso che il professionista, nella maggioranza dei casi, abbia sostituito il tornaconto economico alla passione per quello che sta creando. L'hobbysta o bricoleur che dir si voglia, non essendo distolto da una visione prettamente finanziaria (e non facendone una professione), coltiva intonso l'amore per il legno, riuscendo a coglierne ancora l'aspetto più sincero, ovvero il creare qualcosa di bello e irripetibile con le proprie mani.

A me piace molto l'aggettivo VIRTUOSO. Suona bene e rimanda a qualità come bontà, generosità,rettitudine, ma anche e soprattutto abilità e maestria. Tutte cose che hanno un sapore di antico e di valori d'altritempi talvolta perduti ai giorni nostri.

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Ciao
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Non ti sembra di generalizzare ?
Conosco molti professionisti, che come me, hanno saputo mantenere la passione per quello che creano, pur guadagnandosi la pagnotta ! Gente che crea qualcosa di bello e di irrepetibile tutto il giorno e tutti i giorni.

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Re: Altamente Consigliato: LegnoLab N. 54

Messaggioda Colombo » mer 31 lug, 2013 11:34

Scusami Aurelio, non volevo esagerare ne generalizzare o tantomeno urtare la sensibilità di nessuno, forse mi sono espresso male.
Io ipotizzavo il rischio che ci può essere che tra chi questo lavoro lo fa per mestiere, la passione si affievolisca di fronte al ritmo di lavoro imposto...

Ciao

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Re: Altamente Consigliato: LegnoLab N. 54

Messaggioda mastro stefano » mer 31 lug, 2013 11:56

Non ho Legnolab ma la settimana prossima Diego me ne regala una copia, il suo articolo l'ho letto ma prima di parlare me lo vado a rileggere.

Ciao Stefano
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Re: Altamente Consigliato: LegnoLab N. 54

Messaggioda ser gio » mer 31 lug, 2013 14:23

Andrea ha scritto:
Questo articolo mi porta ad un'altra domanda: possibile che non ci sia una bella parola per definire noi non professionisti, che non sia gli orrendi hobbysta, dilettante e bricoleur? Dilettante non sarebbe neanche male se non portasse con se anche una connotazione negativa.


Amatore ? Ti piace?

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Messaggioda Maurice » mer 31 lug, 2013 14:51

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Messaggioda gmgd » mer 31 lug, 2013 15:09

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Messaggioda mceolan » mer 31 lug, 2013 15:33

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Re: Altamente Consigliato: LegnoLab N. 54

Messaggioda ac445ab » mer 31 lug, 2013 16:22

Andrea ha scritto:...... Verso la fine, Giuliano fa notare che l'impugnatura metallica delle pialle tipo Stanley 50 non è molto comoda e confortevole. Siccome anch'io condivido questa cosa, è da parecchio tempo che penso di rivestirla con uno di quei nastri per impugnature che usano anche i tennisti, i golfisti o i giocatori di hokey......


In effetti a me quello che da più fastidio nella Stanley 50, ma anche nella Record 044, non è tanto l'impugnatura principale (quella sorta di maniglia ricavata nella guida parallela) ma piuttosto la vite anteriore a testa schiacciata (thumb screw) che serra la stessa sulle barre cilindriche e intorno alla quale sono portato a posizionare l'indice della mano sx. La soluzione che ho trovato è quella di rivestire temporaneamente la vite con abbondante nastro da carrozziere. Almeno mi evita il fastidio per un po'.

....possibile che non ci sia una bella parola per definire noi non professionisti, che non sia gli orrendi hobbysta, dilettante e bricoleur? Dilettante non sarebbe neanche male se non portasse con se anche una connotazione negativa.
Attenzione che non si tratta di una critica all'articolo, è solo che trovo frustrante non trovare un bel titolo quando per qualche ragione devo definirmi sinteticamente. Di solito dico che sono un semplice appassionato, ma anche questo termine non mi appaga in pieno.


Io mi definisco appassionato piallomane, senza possibilità di guarigione. :risata:
Ciao,
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Re: Altamente Consigliato: LegnoLab N. 54

Messaggioda Andrea » gio 01 ago, 2013 15:55

ac445ab ha scritto:
Io mi definisco appassionato piallomane, senza possibilità di guarigione. :risata:


Eh, tu la fai facile, ma per me è più complicato perchè dovrei definirmi segaiolo senza possibilità di guarigione. ;-)
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Re: Altamente Consigliato: LegnoLab N. 54

Messaggioda Andrea » gio 01 ago, 2013 16:00

corydoras ha scritto:Ci tenevo a dirti (da ex giocatore) che le nervature sui manici da hockey sono fatte arrotolando il nastro stesso fino a crearne una corda, si crea la nervatura e poi si ripassa il nastro di piatto per nasconderla. ;-)


Grazie.
E così scopriamo che sei un ex hockeysta. Le ginocchia stanno bene? :-p


Per quanto riguarda il discorso hobbista/professionista rischi di scoperchiare il vaso di pandora. Ho visto oggetti torniti da professionisti che molti di noi hobbisti non faremmo neanche uscire dal proprio lab (sto parlando di tornitura da falegnameria, non artistica) e mi sono reso conto che molte delle cose che per noi sono fondamentali in molti ambiti non lo solo più, perché il cliente finale non è in grado di vederle. Quindi penso che a parte la 380 :-) e la PI quello che ci differenzia è il tempo a disposizione. Molti hobbisti con i contro#%$£¥ se dovessero lavorare alla tariffazione oraria per stare dentro i costi non riuscirebbero a realizzare il manufatto di quella qualità o viceversa, facendolo pagare onorario/tempo impiegato sarebbero fuori mercato.


Si, direi che sono molto d'accordo, sopratutto su fatto che spesso il cliente non è in grado di giudicare o apprezzare certi particolari.
Ciauz,
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