Questo post poteva andare bene anche nella sezione degli Elogi o in quella delle Chiacchiere, l'ho postato qui solo perchè tra le altre cose contiene una domanda sugli utensili manuali che avevo intenzione di fare già da parecchio tempo.
Il numero di Luglio/Agosto contiene un sacco di cose interessanti a partire dall'articolo di Giuliano: otto pagine di informazioni dettagliate sulle pialle combinate. Un compendio da staccare e conservare che sarebbe bello se Legnolab, magari lasciando passare qualche mese, regalasse in qualche modo al pubblico dominio.
Proprio questo articolo mi porta alla domanda di cui parlavo all'inizio. Verso la fine, Giuliano fa notare che l'impugnatura metallica delle pialle tipo Stanley 50 non è molto comoda e confortevole. Siccome anch'io condivido questa cosa, è da parecchio tempo che penso di rivestirla con uno di quei nastri per impugnature che usano anche i tennisti, i golfisti o i giocatori di hokey.
Qualcuno di voi ci ha già provato? C'è un qualche prodotto migliore degli altri? Per esempio, i nastri per hokey, credo che abbiano anche delle nervature (li si vedono spesso sull'impugnatura di alcuni utensili di Rob Cosman), ma non sono sicuro che questo sia un pregio o un difetto.
Tornando all'attuale numero di LegnoLab, vi si trovano anche diversi articoli interessanti di Giacomo, che descrivono l'autocostruzione di alcuni accessori per il laboratorio e un simpatico timbro che negli anni 80 mi sarebbe stato molto utile. Gli invidio molto la capacità di affilare quelle piccole sgorbie, ma sopratutto la sua prolificità letteraria: come cavolo fai a scrivere così tanto?
Verso la fine della rivista c'è poi un ennesimo interessante articolo di Mattia Migliorati che riproduce molto bene una scatola porta oggetti di George Nakashima.
Si tratta di una scatola semplice ed elegante con delle inconsuete giunzioni agli angoli (che potete vedere anche qui), tra l'altro molto ben realizzate dall'autore con il quale condivido l'osservazione che si tratta di un buon progetto per chi si diletta con gli utensili manuali.
Infine c'è un interessante (potevo usare un'altro aggettivo?) articolo di Diego Carelli che filosofeggia sul dualismo tra hobbysti e professionisti. Trovo molto bello che una rivista includa anche questo tipo di articoli non prettamente tecnici.
Questo articolo mi porta ad un'altra domanda: possibile che non ci sia una bella parola per definire noi non professionisti, che non sia gli orrendi hobbysta, dilettante e bricoleur? Dilettante non sarebbe neanche male se non portasse con se anche una connotazione negativa.
Attenzione che non si tratta di una critica all'articolo, è solo che trovo frustrante non trovare un bel titolo quando per qualche ragione devo definirmi sinteticamente. Di solito dico che sono un semplice appassionato, ma anche questo termine non mi appaga in pieno.

