gmgd ha scritto:
Rimane il rammarico di aver sprecato un cosi utile strumento nonchè risorse economiche ed umane e speriamo di no, il non aver potuto indirizzare qualche famiglia verso un percorso di eventuale riabilitazione.
Michele, permettimi un'osservazione, al di là dei numeri.
Se, come affermi, i risultati non paiono attendibili, ciò può essere basato o sulla mera
considerazione dello scostamento dalla distribuzione attesa oppure da altre valutazioni
di carattere generale e/o particolare su specifici casi noti.
Se così non fosse, il problema non ve lo sareste posti, no?
Ora, va bene il test, ma se nel corpo insegnanti (o in parte di esso) c'é la percezione
di qualche problema, a mio avviso dovrebbe essere il direttore, insieme agli insegnanti
stessi, a valutare se e come convocare i genitori coinvolti per esprimere le proprie
perplessita ed eventualmente suggerire una verifica ulteriore nelle sedi sanitarie appropriate.
Noi stessi, con il nostro primogenito, fummo convocati dagli insegnanti della scuola materna,
senza che vi fosse stato alcun test strutturato, e ci dissero che a loro modo di vedere sarebbe stato utile
un colloquio con un logopedista per verificare i motivi di un certo ritardo nell'articolazione della
parola.
Noi abbiamo seguito di buon grado il consiglio, per toglierci ogni dubbio e alla fine tutto
si è agevolmente risolto, visto che, per fortuna, quel ritardo non era in alcun modo
imputabile ad un disturbo dell'apprendimento.
Ovvio che ci vuole la collaborazione di tutti gli "attori" in gioco, ma una volta che la scuola
abbia svolto il suo compito d'informare adeguatamente i genitori, a quel punto ha adempiuto
correttamente alle sue funzioni.
Insomma, massima trasparenza ed onesta è la strada da perseguire.
Altre soluzioni che passino per una "sistemazione" dei dati rilevati dal test non sono
nemmeno da prendere in considerazione.
IMVHO, ovviamente