La Superstizione

Re: La Superstizione

Messaggioda CavalloGoloso » gio 02 mag, 2013 15:36

forUHMer ha scritto:Tutto ruota attorno alla domanda: gli avvenimenti (futuri) sono frutto del destino o del caso?
Siccome non li possiamo "governare", e disporci a cercare di conseguire un benessere collettivo costa sacrifici, preferiamo "salvarci" ciascuno per se ed affidarci egoisticamente a superstizioni organizzate, come molte religioni, che danno assicurazioni al praticante circa il proprio futuro (destino) e al predicante controllo ed esercizio del potere.
Le superstizioni invece sono disorganizzate e anarchiche e suggeriscono che gli accadimenti futuri siano cagionati da eventi casuali come il gatto nero che attraversa la strada.
Ma a ben vedere le due credenze non sono tanto dissimili, hanno una matrice comune e qualcuno sostiene che le religioni spogliate del loro contenuto di superstizioni, sarebbero scatole vuote. C'è un termine che unisce le due visioni: la sorte. Se è buona è il destino, altrimenti se è cattiva il caso. Se ho fortuna è merito di dio (e mio che ho pregato quello giusto), se ho avuto sfiga è colpa del diavolo o di qualche accidenti di scala sotto la quale sarò sicuramente passato a mia insaputa

Logico quanto dire: io non sono superstizioso perchè .... porta sfortuna!


Non sono del tutto in accordo con te!! Le religioni sono qualcosa di ben più complesso che "superstizioni organizzate"!! Forse è vero il contrario!! È cioè che le superstizioni sono la superfetazione delle credenze religiose!!
Non è un dettaglio da poco!! Così come non è un dettaglio il fatto che l'etica sia anch'essa figlia della religione!!
La verità è che le religioni hanno generato cose buone (l'etica) e cose immonde come la superstizione ma quello che è importante è stabilire la giusta sequenza dei fenomeni di cui discutiamo!! Ci mancherebbe che qualcuno possa pensare che diciamo "bestialità"!!
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Re: La Superstizione

Messaggioda Edo » gio 02 mag, 2013 15:59

CavalloGoloso ha scritto:
forUHMer ha scritto:Tutto ruota attorno alla domanda: gli avvenimenti (futuri) sono frutto del destino o del caso?
Siccome non li possiamo "governare", e disporci a cercare di conseguire un benessere collettivo costa sacrifici, preferiamo "salvarci" ciascuno per se ed affidarci egoisticamente a superstizioni organizzate, come molte religioni, che danno assicurazioni al praticante circa il proprio futuro (destino) e al predicante controllo ed esercizio del potere.
Le superstizioni invece sono disorganizzate e anarchiche e suggeriscono che gli accadimenti futuri siano cagionati da eventi casuali come il gatto nero che attraversa la strada.
Ma a ben vedere le due credenze non sono tanto dissimili, hanno una matrice comune e qualcuno sostiene che le religioni spogliate del loro contenuto di superstizioni, sarebbero scatole vuote. C'è un termine che unisce le due visioni: la sorte. Se è buona è il destino, altrimenti se è cattiva il caso. Se ho fortuna è merito di dio (e mio che ho pregato quello giusto), se ho avuto sfiga è colpa del diavolo o di qualche accidenti di scala sotto la quale sarò sicuramente passato a mia insaputa

Logico quanto dire: io non sono superstizioso perchè .... porta sfortuna!


Non sono del tutto in accordo con te!! Le religioni sono qualcosa di ben più complesso che "superstizioni organizzate"!! Forse è vero il contrario!! È cioè che le superstizioni sono la superfetazione delle credenze religiose!!
Non è un dettaglio da poco!! Così come non è un dettaglio il fatto che l'etica sia anch'essa figlia della religione!!
La verità è che le religioni hanno generato cose buone (l'etica) e cose immonde come la superstizione ma quello che è importante è stabilire la giusta sequenza dei fenomeni di cui discutiamo!! Ci mancherebbe che qualcuno possa pensare che diciamo "bestialità"!!


Mi basta sapere che in nome della religione (cristiana e mussulmana in modo particolare) sono stati compiuti i peggiori massacri, genocidi, schiavizzazioni, deportazioni di massa, guerre.
Basta e avanza questo per tenermi lontano da qualsiasi credo religioso, a parte forse il buddismo, unica religione per la quale nutro un profondo rispetto.
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Re: La Superstizione

Messaggioda gmgd » gio 02 mag, 2013 17:46

Immaginare che un'entità superiore ci abbia creati mi risulta molto più
credibile rispetto al fatto che una particolare pianta possa avere influssi
negativi sulla mia vita,

fosse stata marjuana o papavero da oppio. :shock:



Nella stessa sessione di piantumazione ho messo anche
un fico della varietà "nera" e un fiorone "paradiso",
speriamo che portino fortuna. :fischietta:
Michele.
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Non piantare una grana, pianta un'albero.
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Re: La Superstizione

Messaggioda AlbertoA » gio 02 mag, 2013 18:10

Il gelso è un ottimo legno per costruire archi... sono anche degli alberi molto molto belli. Se pianti anche una maclura pomifera (stessa famiglia, ma fa dei frutti di circa 10-15 cm non commestibili) anche meglio! Poi i frutti tengono lontani gli insetti, non per superstizione ma perché gli sono sgraditi... Anche i bellissimi alberi di tasso, relegati ai cimiteri perché le bacche rosse erano velenose per gli animali.

L'abuso delle religioni non ha nulla a che vedere con la religione stessa, le stesse nefandezze sono state compiute anche in nome della politica o dell'etica dello Stato, questo non vuol dire che sia la politica in sé o la religione, lo stato o l'etica ed altre mille ad esserne colpevole, sono uomini che le usano come bandiere...
Il Cristianesimo è anzi contrario alle superstizioni nel primo comandamento, non avrai altro Dio al di fuori di me, qualsiasi idolo, quindi anche la superstizione... ricordate il vitello d'oro...
Ciao,
Alberto
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Re: La Superstizione

Messaggioda CavalloGoloso » gio 02 mag, 2013 20:13

AlbertoA ha scritto:Il gelso è un ottimo legno per costruire archi... sono anche degli alberi molto molto belli. Se pianti anche una maclura pomifera (stessa famiglia, ma fa dei frutti di circa 10-15 cm non commestibili) anche meglio! Poi i frutti tengono lontani gli insetti, non per superstizione ma perché gli sono sgraditi... Anche i bellissimi alberi di tasso, relegati ai cimiteri perché le bacche rosse erano velenose per gli animali.

L'abuso delle religioni non ha nulla a che vedere con la religione stessa, le stesse nefandezze sono state compiute anche in nome della politica o dell'etica dello Stato, questo non vuol dire che sia la politica in sé o la religione, lo stato o l'etica ed altre mille ad esserne colpevole, sono uomini che le usano come bandiere...
Il Cristianesimo è anzi contrario alle superstizioni nel primo comandamento, non avrai altro Dio al di fuori di me, qualsiasi idolo, quindi anche la superstizione... ricordate il vitello d'oro...

Provo a rispondere contestualmente a Edo e ad Alberto

Io parlo della religione come costruzione intellettiva dell'uomo al pari della politica e di tutte quelle altre costruzioni della stessa specie (che cioè si rivolgono all'uomo in quanto aggregato sociale). Non metto in gioco Dio, la sua esistenza o altro che attiene, piuttosto alla fede ( intesa come categoria di atteggiamenti della psiche di fronte all'infinito che, sul piano squisitamente logico è innegabile)!!
La religione l'hanno inventata gli uomini e credo di non andare troppo lontano dalla verità se dico che è stata la prima forma di organizzazione del pensiero che l'essere umano ha effettuato!
Lo ha fatto perché ha sentito la necessità di darsi delle risposte di fronte al mistero di ciò che gli si parava innanzi!!
Nei millenni questo stupore è stato, via via, mitigato dalla ragione che ha condotto l'uomo verso la sapienza! alla religione (che nel frattempo ha costruito il suo organismo ideologico attraverso la redazione delle "scritture" (Bibbia, Corano, Talmud..ecc..) e di potere.
E' difficile in questa ricostruzione (necessariamente superficiale e antropologicamente non scevra da critiche) non dare ragione a Rolando se non per il fatto che la superstizione, per esser tale deve opporsi alla verità e questa deve essere codificata!! Nell'insipienza non esiste superstizione ma "stupore" e "ipotesi", concetti che divengono "religione" e tale restano fintantochè non spraggiunga un costrutto analitico deduttivo basato sul metodo scientifico che spieghi diversamente fenomeni prima inspiegabili. Esiste , quindi, uno spazio per la religione che non può essere negato ne dalla scienza ne dal materialismo gnoseologico ed esisterà fino a quando non saranno spiegati in maniera inconfutabile una serie di fenomeni che ancora oggi la scienza pretende di accreditare come accertati ma che, di fatto, implicano un dogmatismo analogo a quello di cui le religioni, forse con maggiore onestà intellettuale, impongono ai loro fedeli!!
L'ambito della superstizione è, invece, necessariamente correlato all'ingiuria della verità ed esiste tutte le volte in cui la verità è accertata scientificamente e si caratterizza per la sua portata suggestiva!
A chi giova la superstizione? la superstizione, culturalmente, è una puttana!! se ne servono tutti per perpetuare il potere che è una categoria filosofica trasversale alla religione, alla politica e alla scienza! il potere si serve della superstizione (da quella eclatante di talune religioni a quella più sottile di altre a quella bieca che ci sciorinano certi politici quando promettono "condoni per tutti") perché non c'è alcun dubbio che le religioni (questa volta intese come aggregati sociologici organizzati gerarchicamente) siano anche degli strumenti attraverso cui gli uomini esercitano il potere sua altri uomini! Insomma Religione e superstizione sono due concetti distinti e attengono a mondi intellettivi diversi e non vanno confusi!!!
Quindi, Edo, penso che il fatto di non volere abbracciare un determinato credo religioso non sia una cosa in se sbagliata! E' sbagliato il paradigma logico che usi per spiegare il perché delle tue scelte intime! Ritengo che sarebbe più giusto dire che la spiegazione che danno certe religioni di ciò che, per noi uomini, è rimasto misterioso, non ti convince!! le Aberrazioni delle religioni non sono aberrazioni del "pensiero religioso ma del "potere religioso. Cose profondamente diverse!! Il riscio (logico) insito nella tua affermazione è quello di " buttare via il bambino insieme all'acqua sporca"
Ad Alberto invece vorrei dire che che i primi comandamenti che hai citato mi convincono poco e non li trovo affatto dirimenti!! si espongono a una censura elementare da parte di non credenti: la lotta verso la superstizione è una lotta verso il potere delle altre religioni politeistiche che imperversavano nelle società del tempo!!
Una precisazione sulla mia persona voglio, comunque, farla perché siano chiare alcune cose e per evitare che altri taccino le mie idee ( che sono la cosa più preziosa che possiedo) di "bestialità"!!
Sono un Cattolico non praticante! educato da una madre fervente cattolica e istruito dai Salesiani! il clima religioso in cui sono cresciuto non mi ha mai impedito (anzi direi che i miei maestri di vita hanno sempre evitato d'imbrigliarmi) di cercare altrove le risposte che i dogmi non riuscivano a darmi!! non so quante consorterie politiche abbiano la stessa cura della libertà intellettuale dei loro accoliti!!
Come in tutte le cose, infine, " il condizionale è d'obbligo! e mi scuso con tutti se in qualche passaggio non l'ho utilizzato!!! si tratta solo di una sorta di licenza che mi concedo per scrivere più spedito! Io sono l'incertezza fatta persona!!!
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Re: La Superstizione

Messaggioda forUHMer » gio 02 mag, 2013 20:44

Tony, lo dico sempre: non essere dello stesso parere è una cosa produttiva e stimolante. Se il parere viene espresso con l'intento di aumentare la comprensione di ciascuno mi sta bene anche che si dica che sono bestialità ;-)
Del resto andando alla radice del termine, gli animali sono per certi versi molto più rispettosi e onorevoli di noi: non sprecano, non distruggono l'ambiente, non uccidono se non per cibarsi, non hanno bisogno dei soldi e si fronteggiano lealmente... cosa vuoi di più?

Ma temo che fino a questo punto rimango di posizioni diverse. Sia chiaro: la mia cultura umanistica/filosofica è scarsissima e brancolo a lume di sensazioni, ma tu sostieni che la religione sia alla radice dell'etica e delle superstizioni, questa centralità ... mi da delle perplessità. Io vedrei l'etica come derivante dallo studio del comportamento sociale dell'uomo, secondo la logica e per giungere a una pacifica convivenza, senza necessità di domande superiori.
Per giustificare quanto attribuito da Leo alla religione, non c'è nessun bisogno di sacralità a parer mio. Voglio che nessuno mi freghi? Mi pare evidente che siccome siamo tutti uguali (o meglio dovremo avere tutti gli stessi diritti, non perchè lo dice dio ma per questioni che i fisici direbbero di simmetria) lo posso richiedere solo se non lo faccio nemmeno io.
Alberto, e qui sono d'accordo con Tony, tu differenzi le superstizioni dalle religioni con i comandamenti: a mio avviso è una fallacia logica....
E come se si presentasse un lavoro scientifico compliativo (non sperimentale) e si volesse provare la veridicità di una tesi mediante un solo un collegamento all'articolo stesso (magari come submitted for publication :-D ). I comandamenti in particolare i primi sono autoreferenziali e dogmatici. Non è possibile dimostrare alcunchè a mio avviso... uno recita pure una cosa del genere: rispetterai i comandamenti
Se fossimo rigorosi uno applicandolo entrerebbe in un circolo chiuso senza uscita. Se togli la premessa e cioè che siano veritieri tutto diventa come la superstizione del salice. Credi nel salice e solo nel salice eccetera.

Non lo cito solo per portare acqua alle mie convinzioni e sono consapevole che si possono portare migliaia di documenti di studiosi che dicono il contrario, ma è suggestivo il parere recentemente emerso da una lettera di Albert Einstein http://www.lettersofnote.com/2009/1...n-weakness.html

"La parola Dio è per me nient'altro che l'espressione e il prodotto della debolezza umana, la Bibbia una collezione di onorevoli, ma pur sempre puramente primitive leggende, in ogni caso piuttosto infantili. Nessuna interpretazione, non importa quanto sottile, può cambiare questo mio punto di vista. Per me la religione ebraica, come tutte le altre religioni è l'incarnazione delle superstizioni più infantili."

Si noti che egli viene spesso tirato in ballo dai credenti per alcune sue affermazioni su dio, che lo vorrebbero vedere magari dalla loro parte, anche se questa ricerca all'endorsement su queste intime convinzioni mi disturba.
Il tasso di studiosi e di ricercatori non credenti è molto più alto che nella popolazione media. Cosa voglio dimostrare? Nulla, può essere pure che gli studiosi siano una casta di presuntuosi supponenti... però devo dire che quello che ha aumentato la qualità della vita e la sua durata mi sembra sia stato il metodo scientifico, malgrado gli ostacoli posti dalla religione e dai suoi sedicenti (usato qui non come millantatori ma semplicemente come 'dicenti di se') rappresentanti.
Tony non sono testimone del fatto che la scienza abbia dato come accertato una cosa che non lo è. Semmai queste sono le speculazioni delle persone al contorno. I ministri che inneggiano alle conquiste epocali non capendo una beata mazza e non avendo capito che un risultato da solo non fa una certezza, ad esempio. Chi interpreta e crede nel metodo scientifico non è mai sicuro di niente esattamente come dici tu delle tue convinzioni.
I fisici direbbero che ci sono probabilità molto alte, diremmo "è ragionevole pensare" che un gatto nero che ti attraversa la strada vuol dire .... che l'animale aveva qualche impegno dall'altra parte :lol:
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Re: La Superstizione

Messaggioda costantino » gio 02 mag, 2013 21:07

le vecchie credenze????????????'
se possibile si possono sempre restaurare :lol: :lol:
ciao

pasquale
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Re: La Superstizione

Messaggioda kraiskap » ven 03 mag, 2013 08:21

...i miei due soldi...la mia percezione è che si tratti di un ambito squisitamente personale e quindi se ne può parlare, ciascuno portando le proprie argomentazioni, suggestioni e anche passione senza approdare a nessun costrutto mentale che non sia già posseduto ab origine....non mi disturba affatto discutere con chi abbia opinione diversa dalla mia, a patto che non mi si voglia convincere ad ogni costo che sono io a non vedere la luce e che mi si opponga il dogma quando si arriva al punto topico della discussione...cioè, più o meno dopo dieci minuti dall'avvio...proprio perchè inevitabilmente si scontrano, quantomeno, due opposte metodologie di valutazione, la razionale e la fideistica....ecco, a quel punto un'etica della tolleranza unita ad un'etica del rispetto per l'altrui intelligenza e curiosità suggeriscono di chiudere con un sorriso...
ma qui non è questo il caso, visto che siamo già collaudati e sappiamo tenere sotto controllo queste discussioni....
poi, sulla superstizione, mi viene da fare una considerazione: per chi abbia superstizione, la reiterazione del gesto scaramantico, lo scongiuro per intenderci, vorrebbe circoscrivere se non annullare l'effetto nocivo della malasorte...quindi, si cerca, codificando e praticando un comportamento noto, di fronteggiare il caos e l'imponderabile...e non è, questa, una risposta razionale? in altri termini, si potrebbe considerare la superstizione come un salutare esercizio di logica applicata.....o no?
vabbùò, non ho ancora preso il caffè, magari dopo.... :mryellow:
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