1) Oggi è il 14 marzo, scritto come usano gli anglosassoni 3,14 cioè ....π o pi. Infatti oggi è chiamato il pi-day
2) Oggi è il primo giorno del nuovo papa, per molti un pope-day, o abbreviando anch'esso P-day
3) Oggi è stata data notizia di una conferma sperimentale dell'osservazione del bosone di Higgs,
4) Oggi quindi si è tornati a far menzione del nomignolo che rocambolescamente è stato dato ad esso: particella di Dio.
Nonostante la curiosa coincidenza in particolare della seconda con la quarta, nessuna di queste circostanze mi ha stimolato dei collegamenti e quindi ho cercato supporto nei numeri
Il primo è evidentemente un numero reale e irrazionale, e.... forse lo è anche l'usanza di celebrarlo con tanto di pi-day
Il secondo è un fatto reale, importante per molti anche se forse esagerarne la portata o caricarlo di significati è irrazionale quanto credere ci siano connessioni con l'immaginario ....
Il terzo è un fatto reale, scientifico sperimentale - razionale
Il quarto è una attribuzione non gradita a Higgs stesso, dal contenuto diremo immaginario, con alla radice un errore
Il collegamento tra il secondo e il quarto quindi tra reale e immaginario può essere stabilito solo (in matematica) se si accetta una definizione/assioma che "condona un illecito". In termini generali l'errore è quello di aver trasformato il già irrazionale nomignolo della particella da maledetta in "benedetta" da Dio, un deciso cambio di segno. Un'operazione non consentita come fare la radice quadrata di - 1
Si può ovviare con una sorta di ridimensionamento dell'identità personale, io è maiuscolo in inglese I, declassato a i , minuscolo, e chiamato unità immaginaria.
In matematica sono i numeri "complessi" che formano uno spazio in cui sono definite delle operazioni tra reali e immaginari ed ogni elemento ha parte reale e parte immaginaria in una sorta di commistione sempre basata sull'assioma che esista la radice di -1. Sono eleganti e in fisica/ingegneria sono utili specialmente nei circuiti elettrici lineari in alternata, ma non bisogna mai dimenticare le premesse e alla fine, estrarre sempre la parte reale o il valore assoluto, o la fase ... ma insomma l'entità immaginaria alla fine sparisce perchè non ha riscontro nella realtà
In generale invece, nella vita, temo si confondano le cose in un minestrone reale/immaginario con addirittura la convinzione che la definizione che esista una "divinità", in quanto non dimostrabile e calata dall'alto sia più importante delle leggi degli elementi reali. Invece si fonda su una, seppur tollerata e circostanziata, "violazione", un salvacondotto per un operazione altrimenti impossibile. Se si dimenticano le premesse, si introduce l'immaginario ovunque e tutto trascende nel mistico, nelle profezie e finisce che alla fine per trovare le regole da applicare si eliminano i reali e si conservano gli immaginari.
Per questo non mi sono mai piaciuti i complessi, preferisco i reali a più dimensioni, magari più complicati da maneggiare, più ruvidi ma con i piedi a terra.
Ora, Scotty, mi teletrasporti pure su, che su questo pianeta ho detto abbastanza c@zzate

