CavalloGoloso ha scritto:
Dico questo perchè sia chiaro qual'è l'angolo visuale da cui osservo il mondo della falegnameria.
La mia domanda è questa: Come mai trovo su internet un mondo sterminato di informazioni (siti) e di filmati fatti tutti in lingua inglese e pochissimi in italiano e, a parte qualche lodevole eccezione, scarsamente dettagliati sul piano delle informazioni offerte. Non credo che in Italia la falegnameria e l'ebanisteria occupino uno spazio marginale nella nostra cultura (tutt'altro), non è, piuttosto, che da noi ci sia una cultura eccessivamente protezionistica delle conoscenze. Secondo voi (mi rivolgo ai falegnami "veri" che, ovviamente, per il solo fatto di stare su questo forum hanno un atteggiamento assolutamente diverso) come stanno realmente le cose?
E' esattamente come dici, senza cambiare una virgola. Salvo rare eccezioni non c'è materiale italiano. (ma secondo me ci sarà

).
La risposta alla tua domanda è semplice e viene anche fuori in parte da questo topic: in Italia c'è stata sempre stata la cultura del custodire e del proteggere e del non diffondere se non con il contagocce e anche meno. Non ho nessun problema a dire che pur avendo trovato molte persone che amano condividere ho anche ricevuto (e penso anche altri) qualche appunto sul fatto di spiegare e diffondere troppo dettagliatamente certi aspetti. Personalmente, e fortunatamente non sono il solo a pensarlo, ritengo che condividere a prescindere (cioè senza preoccuparsi di fantomatiche conseguenze) valga metaforicamente il prezzo del biglietto. Noi non corriamo, è vero, il rischio che si corre in altre attività dove sono i "Baroni" ancora e tutt'ora a farla da padroni, anche perchè nel nostro settore, per le necessità, i clienti si possono rivolgere altrove. Corriamo invece un altro rischio e cioè quello che il nostro bel giardino alla fine si inaridisca perchè mancante di nuova linfa.
Sono molti modi di vedere e io rispetto assolutamente quelli diversi dal mio, anche perchè vengo da una famiglia di tradizione che comunque, in modo protezionistico, la pensava, e non sono certo dei malfattori.
Al tempo stesso però amo davvero tanto questo mestiere senza amarne l'aspetto del profitto (altrimenti potevo continuare a "profittare" molto di più con quello che facevo) e le logiche della concorrenza, dal muovermi in tutti i modi per vederlo vivere se non proprio crescere e prosperare. L'unica cosa che mi fa star meglio (nello specifico ovviamente) è che ce ne sono di veramente bravi che la pensano come me e qualcuno se ne aggiungerà.
E poi, mi si passi la digressione, la storia insegna che dove ci sono dei "segreti", ci sono sempre dei "problemi"
Gianni
"Avevano sete li abbiamo dissetati, avevano fame li abbiamo diffamati" (R.Benigni)