Interessante discussione.
Anche senza entrare nel merito della scienza delle costruzioni possiamo dire che la realizzazione di una 'struttura non spingente' di cui la capriata è uno dei più antichi rappresentanti si pone l'obbiettivo di trasformare e orientare le forze in maniera che possano essere supportate in sicurezza da un muro o addirittura da una colonna. Affinchè questo possa avvenire è necessario che le forze in gioco siano tutte assolutamente verticali.
A tal fine, in un caso teorico e perfetto, l'applicazione dei due puntoni e della catena orizzontale sono più che sufficenti allo scopo (la tesi di vito).
Scendendo invece nella realtà dei materiali (in questo caso il legno) incontriamo alcuni "nemici" del buon funzionamento del sistema. Questi nemici sono le deformazioni e le flessioni.
Il buon funzionamento della capriata prevede che la stessa si mantenga su un piano perfettamente verticale altrimenti gli sforzi sui giunti (incastri) potrebbero danneggiare gli stessi ed inficiarne la tenuta (ometto i casi estremi come il ribaltamento).
Altro problema sono le flessioni (date dal peso Es. la neve) a cui i puntoni sono soggetti. E' vero che un buon calcolo della freccia degli stessi potrebbe ovviare il problema ma probabilmente ci troveremmo con una struttura realizzata con travi estremamente grandi e quindi molto pesante e poco gestibile.
Al fine di alleggerire le dimensioni dei puntoni e rendere più rigida la struttura entra in gioco il monaco verticale. Esso è vincolato dai puntoni stessi nela loro sommità offrendo inoltre un incastro più sicuro e nello stesso tempo ha il compito di supportare due sottopuntoni (saettoni) che fungono da rompitratta per i puntoni. Questo sistema permette di irrigidire la struttura dei puntoni senza applicare ulteriore peso sulla catena che quindi non sarà soggetta a flessione. La flessione della catena comporterebbe una minore funzionalità della struttura non spingente in quanto realizzerebbe dei movimenti sui punti di appoggio.
Anche il monaco come il resto della struttura deve lavorare su un piano verticale quindi deve essere in tal senso vincolato. Il vincolo si realizza con la catena sottostante ma deve essere fatto in maniera da permettere gli spostamenti verticali, bloccare quelli orizzontali ed evitare che sulla stessa gravino forze verticali. La distanza tra monaco e catena deve essere calcolata in maniera che questo non poggi in nessun caso.
Tutte cose già dette qua e la, ho solo fatto un ripasso
