Aggiungo.....il legno è come una saldatura, tira sempre (non come un pelo di ....) ma tira e in più alla saldatura anche urta.
Cartouche ha scritto:Ma uso accorgimenti che mi assicurano un risultato che la teoria sopracitata non mi garantisce che sporadicamente.
La scelta del legname, è oltremodo importante.
Nicola_66 ha scritto:L'anta dell'armadietto verticale era quella che mi preoccupava di più a livello di movimenti stagionali per via delle dimensioni, subito avevo in mente di usare un suggerimento di Stefano, che mi disse che quando lavorava ai cantieri Riva mettevano tre strati di tavole (due incrociati a X, e uno di traverso) per far si che un pannello non si muovesse. Quindi avevo deciso di incollare dei traversi con queste inclinazioni dietro alle due tavole specchiate della porta. Poi la pigrizia ha preso il sopravvento e ho lasciato solo il telaio perimetrale e i due traversi centrali sotto il maniglione.
Il telaio serviva per aumentare lo spessore, dettato in questo caso dall'ingombro delle cerniere Hafele (grazie Giannone!) che aprono tenendo la porta entro il profilo del mobile. Se dovessi rifarla credo che terrei i traversi con la stessa vena delle due tavole principali... che ne dite???
AlbertoA ha scritto:Nicola, non potresti INCOLLARE dei traversi alle pannellature, proprio perché il legno si muove
mastro stefano ha scritto:Ciao Nicola, quel metodo lo si usava per costruire le fiancate della barca
Giannone ha scritto:Per come la vedo io, uno o due traversi come quelli della foto ma con vena concorde al pannello hanno un paio di problemi.
Il primo è che devi avere una tavola grezza larga più del traverso. Dato per scontato che la si abbia, la devi piallare tutta traverso vena e già non è poco.
Secondo punto è che hai quasi certamente il cuore o un punto debole nel centro, a meno che tu non usi tavole taglate da tronchi con diametro di un paio di metri e più, che però, non avendo il cuore allora presenterebbero una venatura tangenziale che su una tavoletta così piccola porta ad una "banana" certa.
C'è anche un terzo punto, e cioè che se il pannello principale decide di muoversi non è certo una tavoletta che a occhio sarà un centimetro di spessore a tenerlo fermo.
Giannone ha scritto:Il problema di un pannello così lungo quando mi capita io lo risolvo in parte con l'incollaggio a venatura contrapposta e poi aggiungo, invece dei due traversi centrali come hai messo tu, un solo traverso di sezione diciamo 30x50 sagomato agli estremi in modo che vada ad azzerarsi sul telaio. fai dei fori passanti con delle cieche di un paio di cm e lo blocchi con viti, poi nelle cieche ci metti delle spine della stessa specie. Le viti nel foro passante permettono il minimo di movimento laterale in modo che le giunzioni non si spacchino e il listello di quelle dimensioni impedisce al pannello di piegare. Un po' come le traverse intermedie dei tavoli. Se il listello lo fai cadere esattamente sotto al ripiano interno, non rubi nemmeno spazio al mobile.
Gianni
urano56 ha scritto:Scusate ma tagliare la tavola lungo l'anima e incollare non evita anche questo l'imbarcamento e lo strappo delle fibre?Nessuno nè ha parlato eppure mi sembra anche questa una buona regola per evitare l'imbarcamento delle tavole.
O questi piccoli segreti per lavorare il legno li dobbiamo tenere ben nascosti.
Ciao Urano.
urano56 ha scritto:Ciao Stefano,se devi fare un piano in legno le tavole che accoppierai le lasci intere o prima le dividi nel mezzo le incolli e poi le accoppi?
Ciao Urano.