POMI ha scritto:Per parlare di lavoro (cioè di reddito) dovremmo anche chiarire le priorità. Se la priorità è uno stipendio per ogni famiglia potremmo anche immaginare uno Stato/società che si ponga il problema in una certa maniera e dia delle soluzioni di un certo tipo. Se la priorità è uno stipendio per ogni individuo siamo in una prospettiva completamente diversa: vogliamo mettere assieme il diritto ad avere un lavoro con delle dinamiche sociali cadaveriche, vogliamo che tutti abbiano lavoro senza prevedere (lasciando perdere il discorso sulle competenze) un sistema dinamico che comprende anche la mobilità ed il licenziamento; in pratica vogliamo il massimo dei due sistemi, il posto fisso delle repubbliche popolari e lo stipendio adeguato degli stati capitalistici. E' sintomatico il fatto che i giovani precari soprattutto quelli del settore pubblico non protestano fuori dal ristorante perchè chi è dentro mangia a sbaffo e non paga il conto,ma vogliono entrare e sedersi a tavola anche loro. Quindi non c'è alcuna vera rivendicazione nel loro fare se non quella di passare dalla categoria dei non garantiti a quella dei garantiti. Giratela come volete, ma per ogni garantito ci deve essere qualcuno che garantito non è, specie ora che il sistema non cresce più. Ciò che Monti e C.vorrebbe fare è quello di rendere più dinamico il sistema come d'altronde avviene in molti altri paesi europei. Infine, pensare di fare lo stesso lavoro per tutta la vita indica indubbiamente una grave mancanza di fantasia cosiccome gridare allo scandolo per le parole di Monti o quelle di brunetta quando diceva che nel settore pubblico c'è una buona quota di fannulloni (nel settore sono compresi anche i deputati ed i senatori che svolgono un ufficio pubblico, portaborse, ecc.) Saluti Pierluigi
Mah, Pierluigi. Mi limito solo a commentare, nel mio piccolo, le frasi che ho evidenziato.
"Giratela come volete, ma per ogni garantito ci deve essere qualcuno che garantito non è, specie ora che il sistema non cresce più"
Quel "deve" cosa rappresenta? un teorema, una legge di natura, un qualcosa di imprescindibile come la morte? se così fosse, e per un X corrispondesse inevitabilmente un Y, cosa ce ne facciamo di un Governo?, di un parlamento? della Politica (con la p maiuscola) ?. Le regole sono scritte, il sistema è collaudato, un x% vive, un y% soccombe. Facile no? Chissà perchè, però, ho la sensazione, che un Amministratore, un politico
dovrebbero fare in modo che esistano garanzie per tutti e magari cercare di evitare che le persone vengano usate e gettate via come calzini sporchi alla prima occasione Camuffando questo modo vergognoso di procedere sotto le parole dinamicità e flessibilità. Perchè sappiamo tutti benissimo che in Italia, quelle parole, questo vogliono dire.
"Infine, pensare di fare lo stesso lavoro per tutta la vita indica indubbiamente una grave mancanza di fantasia"
Indubbiamente, cioè senza dubbi?.. complimenti, sul serio. Io invece, che ho cambiato fantasiosamente un paio di lavori, non sono d'accordo con quanto dici. A scanso di dubbi.
"cosiccome gridare allo scandolo per le parole di Monti" Beh... a me scandalizzano (o scandolezzano come avrebbe scritto Achille Campanile), soprattutto e l'ho spiegato in un altro post, per l'incompletezza del concetto (e questa si che è una "grave mancanza") pur essendo io , da 49 anni, sempre stato tacciato di eccessiva fantasia.
Ciao. Gianni
"Avevano sete li abbiamo dissetati, avevano fame li abbiamo diffamati" (R.Benigni)