Alcuni lo conoscono già ma credo possa tornare utile ai nuovi arrivi. Un buon mazzuolo serve davvero a tutti
testa in bubinga, manico in ulivo.
le scelte dei materiali sono state dettate sia dalle qualità richieste che... da quello che avevo in casa
la testa del mazzuolo contiene due masse metalliche, che hanno sia la funzione di aumentare il peso senza avere un oggetto enorme,
sia a quella di smorzare il "rimbalzo elastico"
la scelta del materiale per tali masse è caduta sul rame, cioè sul metallo più smorzato di cui disponevo, ma l'ideale sarebbe il piombo.
Ecco una vista d'insieme di tutte le parti che compongono l'accrocchio.
Passiamo alla costruzione:
ecco il fondamentale momento della prova a secco.
Le fasi successive dell'incollaggio.
Il tempo di far asciugare per bene la colla - che come avrete notato è la Titebond II -
e si passa a dare al grezzo la sua forma definitiva.
Ecco il momento del taglio delle facce della testa, che sono angolate di 5°.
La guida è un bell'aiuto.
A questo punto mi è venuta un'idea,
l'aspetto sarebbe stato molto più aggraziato ed elegante con delle facce elegantemente bombate...
... e ancora migliore se invece di tagliare il manico a filo della testa ne avessi lasciato un paio di millimetri sporgenti.
... ma avevo dimenticato quanto è duro il bubinga!
Buone tre ore solo per dare la forma alla testa e levigarla a dovere
la peggiore è stata ovviamente la faccia superiore, complicata dalla sporgenza del manico.
Come finitura quattro mani di gomma lacca a distanza di 5-6 ore l'una dall'altra,
una spagliettata con lana di ferro 0000,
e per finire una passata di cera sulla sola testa,
(sul manico preferisco il "grip" della gomma lacca)
e questo è il risultato.
Un po' più pesante - quasi 1 Kg - di quel che avessi programmato (ca. 800 g) ma non sembra male.
Nell'uso si apprezzano soprattutto la ridottissima tendenza al rimbalzo
e la durezza delle facce che permettono impieghi realmente pesanti.
E ora giù a scolpire e fare mortase

