Edo ha scritto:
Avete mai provato a simulare cosa accadrebbe a casa vostra se ci fosse un black-out elettrico prolungato?
Quanto siete "resilienti" nei confronti di questo evento, per niente improbabile viste le prospettive derivanti dal peak-oil?
Ci penso spesso, e devo dire che le prospettive non sono confortanti...
Tengo sempre il serbatoio dell'automobile abbastanza pieno, in modo da consentirmi
il trasferimento in montagna, dove almeno fonti d'acqua ce ne sono (se piove) e
almeno una stanza con il camino ce l'abbiamo.
Abbiamo scorte di candele e di fiammiferi, ma non troppa legna, visto che non
abbiamo molto posto dove tenerla e allo stato attuale non ne usiamo tanta.
Comunque, la legna da ardere si può trovare, e pure terreno per l'orto, ma
passare un inverno intero sui monti, a 1100 m, sarebbe comunque dura,
perchè bisogna aver fatto scorte...
E non pensiamo che il solare sarebbe una soluzione al problema energetico: il
solare fotovoltaico non è fatto solo di pannelli, ma anche di tutta l'elettronica
di trasformazione: il pannello può anche durare vent'anni, ma se si rompe l'inverter
o qualche altro componente elettronico? Se il sistema non è ridondante
dove lo andiamo a prendere il ricambio? Tutta la produzione dipende dal petrolio!
E anche avendo l'energia solare a disposizione, gli elettrodomestici si possono
rompere! Dove li troveremmo i pezzi di ricambio?
Il frigorifero, ad esempio, proviamo a pensare di non averlo: abbiamo in gran
parte perso le competenze alla conservazione casalinga dei cibi senza il freddo...
Stiamo vivendo una follia collettiva in cui, come giustamente sostiene Pietro, agisce
un meccanismo di "rimozione" che non ci fa vedere quello che è palese!
Discorsi apocalittici? Non credo.
Se continuiamo di questo passo, dobbiamo essere pronti al peggio,
perché molte "variabili" legate al nostro sistema socio-economico stanno crescendo
in modo esponenziale... e la funzione esponenziale è fottutissimamente bastarda!...