Peak Oil - Il Picco Del Petrolio

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Messaggioda Edo » lun 16 gen, 2012 13:59

Nel 1956, un certo Marion King Hubbert, propose una teoria scientifica in base alla quale predisse che il picco di produzione dei giacimenti di petrolio americani si sarebbe verificato nel 1970.
Nessuno gli credette all'inizio, ma nel 1970 le sue previsioni furono puntualmente confermate.

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Hubbert_US_high.svg

Pare che nel 2010 anche il picco di produzione mondiale sia stato raggiunto e che ora seguirà un rapido declino, come previsto da Hubbert.

http://en.wikipedia.org/wiki/File:Hubbert_world_2004.png

Voi pensate davvero che la crescita, sulla quale si fonda la nostra società consumistica, possa continuare all'infinito?
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Re: Peak Oil - Il Picco Del Petrolio

Messaggioda piekki » lun 16 gen, 2012 14:42

Edo, argomento superinteressante ... e angoscioso!
Sembra che il picco mondiale sia stato raggiunto nel 2008 (o nel 2005 - a seconda se si considera solo greggio o altrei "petroli secondari", come le sabbie bituminose)
Non ha la classica forma del picco come accaduto negli USA perche la curva di Hubbert si riferisce ad una dinamica
di libero mercato (e infatti sulla produzione USA ci ha preso).
Ma il succo rimane: la produzione e; piu o meno stabile da un bel po' e non aumenta, sembra properio che non ci si riesca...
Si interessano della questione quelli di ASPO, associazione per lo studio del picco del petrolio, qui il loro sito: www.aspo.it
Altrimenti The Oil Drum www.theolidrum.com che ha anche una pagina Europea: http://europe.theoildrum.com/
Infine www.peakoil.net
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Re: Peak Oil - Il Picco Del Petrolio

Messaggioda anonimo » lun 16 gen, 2012 14:50

Rispondo con un'altra domanda "provocatoria": il consumo a spanne si avvicina ai 100 milioni di barli al giorno, moltiplicato per 200 litri circa fanno 20 000 000 000 litri al giorno.
Circa 3 litri a persona al giorno come media di Trilussa nel senso che ci saranno quelli che ne bruciano 30 e chi niente. Per verificare grossolanamente, si può prendere il consumo di potenza procapite che è di circa 2 kW per 24h fanno 48 kWh circa 40000 Kcal ..... Stimato il potere calorifico in 10000 kCal/kg vuol dire che il conto regge come ordine di grandezza.

Quello che non può reggere è questo sistema, è evidente.

PS Auguri Pietro!!

EDIT mi rendo conto che mi sono già dato la risposta da solo..... La domanda era: può reggere? :roll:
Ultima modifica di anonimo il lun 16 gen, 2012 14:57, modificato 2 volte in totale.
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Re: Peak Oil - Il Picco Del Petrolio

Messaggioda donhald0 » lun 16 gen, 2012 14:58

Consiglio la lettura di QUESTO libro.

Il titolo non è tradotto correttamente, perché sarebbe "I nuovi limiti della crescita".


Nel 1972 tre giovani scienziati del celebre MIT di Boston pubblicarono un rapporto destinato a fare epoca. Si intitolava "I limiti dello sviluppo" e nel giro di poco tempo diventò un bestseller assoluto. In quel saggio gli autori, pionieri delle scienze informatiche, gettavano uno sguardo verso il futuro e, grazie a modelli di calcolo computerizzati, riuscivano per la prima volta a mostrare in modo inequivocabile le conseguenze della crescita incontrollata su un pianeta dalle risorse non infinite. Trent'anni dopo, armati di strumenti informatici ben più raffinati e di una mole enorme di dati statistici, quegli stessi autori si sono riuniti per lanciare ancora il loro grido d'allarme. Con uno stile semplice e piano e con rigore scientifico i tre scienziati non possono fare altro che confermare le previsioni di trent'anni fa, e metterci in guardia sui devastanti effetti dell'azione umana sul clima, la qualità delle acque, la biodiversità marina, le foreste e tutte le altre risorse naturali. Prima che sia troppo tardi.


I problemi che pone il nostro modello si "sviluppo" basato sulla crescita continua sono ben noti da molto tempo, e comunque una qualsiasi analisi razionale non può che portare alla conclusione che un modello a crescita infinita in un contesto a risorse limitate, arriva prima o poi alla saturazione.
Pare che nessuno se ne preoccupi e, anzi, vediamo che tutte le "ricette" parlano sempre e solo di "crescita", "rilanciare la crescita", "far riprendere i consumi"...
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Re: Peak Oil - Il Picco Del Petrolio

Messaggioda anonimo » lun 16 gen, 2012 15:20

Se addirittura si parla di fonti non rinnovabili come il petrolio qualsiasi "legge" di prelievo, anche fosse da domani in calo, porterebbe inevitabilmente all'esaurimento della risorsa
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Re: Peak Oil - Il Picco Del Petrolio

Messaggioda donhald0 » lun 16 gen, 2012 15:28

rolly_wood ha scritto:Se addirittura si parla di fonti non rinnovabili come il petrolio qualsiasi "legge" di prelievo, anche fosse da domani in calo, porterebbe inevitabilmente all'esaurimento della risorsa


Il nostro pianeta è un sistema sostanzialmente chiuso per quanto riguarda gli scambi di massa.

Possiamo sfruttare l'apporto energetico del Sole, ma la materia è quella e rimane tale, limitata, quindi
occorre farne un uso "rinnovabile".
La natura, con i suoi delicati equilibri, aveva "imparatato" a farlo, noi esseri umani no...
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Re: Peak Oil - Il Picco Del Petrolio

Messaggioda vincenzo-92 » lun 16 gen, 2012 15:31

a quanto costa la benzina oggi, l'idea che i giacimenti sono in calo e che il prezzo continuerà a salire mi angoscia ancora di più... Comunque di certo i giacimenti si stanno riducendo, e la crescita non può avvenire se i signori possessori delle aziende petrolifere non la smettono di rimpinzarsi con i nostri soldi. visto che il costo del greggio al barile non è proporzionato all aumento della benzina. Dovremmo crescere economicamente, ma se non ci so soldi e tutto costa più caro, a screscere sono i tagli e le tasse, cosa rimane per investire?
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Re: Peak Oil - Il Picco Del Petrolio

Messaggioda piekki » lun 16 gen, 2012 15:38

Rolly: grazie per gli auguri!

Questa cosa dell'esaurimento delle risorse ha anche risvolti psicologici particolari.
C'e' puzza di rimozione. Una volta ho provato a buttarla li sul picco del petrolio
con un po ' di persone attorno a me. Non sprovedduti, anzi! Le reazioni sono state del tipo (quasi testualmente):
"Ma gli Americani sai quanto ne hanno di petrolio nascosto che noi non sappiamo"
"Ma fino ad ora abbiamo trivellato solo vicino alle coste - sai quanto ce n'e' al largo! (ma alla BP lo sanno..)"
E cosi via...
Altro discorso interessante: "Il trasporto elettrico non e' proponibile perche'
non ci sara' mai abbastanza Litio e terre rare per garantirci la mobilita che abbiamo adesso".
Si ragiona come se si potesse ancora scegliere!
Che ci piaccia o no dovremo cambiare drasticamente il nostro stile di vita.
La scelta e' se si vuole governare la transizione, o se si preferisce subirla.
Per adesso si nega a tutto spiano..

Altro libro interessante - dall'esperto Italiano di Peak Oil:
La terra svuotata

(Don: come si fa ad appiccicare un link ad una parola di un post?)
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Re: Peak Oil - Il Picco Del Petrolio

Messaggioda donhald0 » lun 16 gen, 2012 15:40

vincenzo-92 ha scritto:a quanto costa la benzina oggi, l'idea che i giacimenti sono in calo e che il prezzo continuerà a salire mi angoscia ancora di più... Comunque di certo i giacimenti si stanno riducendo, e la crescita non può avvenire se i signori possessori delle aziende petrolifere non la smettono di rimpinzarsi con i nostri soldi. visto che il costo del greggio al barile non è proporzionato all aumento della benzina. Dovremmo crescere economicamente, ma se non ci so soldi e tutto costa più caro, a screscere sono i tagli e le tasse, cosa rimane per investire?


Vincenzo, il discorso è più a monte di questo: il problema è che NON si può continuare a sostenere un modello di sviluppo basato sulla crescita senza limite dei consumi, indipendentemente dal prezzo di mercato delle risorse primarie, sia questo più o meno gonfiato da tasse o rendite di oligopolio.

Non c'é trippa per gatti e il sistema è già al collasso, solo che facciamo tutti finta di non vederlo...
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Re: Peak Oil - Il Picco Del Petrolio

Messaggioda donhald0 » lun 16 gen, 2012 15:43

piekki ha scritto:(Don: come si fa ad appiccicare un link ad una parola di un post?)


Ti ho modificato il messaggio: se ci entri in modifica, puoi vedere come si devono comporre i tag dei link
per includervi un testo anziche' il link stesso.

PS. Auguri anche da parte mia! ;)
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Re: Peak Oil - Il Picco Del Petrolio

Messaggioda pontello » lun 16 gen, 2012 16:04

Tempo fa riflettevo su queste cose, in particolare sulla situazione italiana e la sua cronica dipendenza dal petrolio, pur essendo, se non ricordo male, il paese europeo con le maggior quantità di petrolio continentale.

Quanto è reale questa dipendenza? Possiamo farne a meno?

Dal basso della mia ignoranza, direi che il petrolio ci serve: ma per scopi ben più nobili che bruciarlo, penso soprattutto all'industria chimica.

Per tutto il resto però, direi che possiamo trovare qualche alternativa valida: la prima alternativa, la più rapida e sicura è... non sprecarlo.
Come ad esempio il buon Edo che ha aperto questo interessante topic, potremmo investire un po' di tempo e denaro per isolare meglio la nostra casa, ed ancora di più investire tempo ed intelligenza per cambiare i nostri comportamenti: la diffusione generalizzata di questa "coscienza ecologica" avrebbe un notevole impatto, secondo me, sui consumi dell'intera nazione ed avrebbe il vantaggio anche di essere immediatamente e concretamente misurabile nelle nostre tasche. Perché allora non viene fatto? Ci sarebbe molto da dire, ma poi andiamo un po' OT...

Tornando al discorso della dipendenza dal petrolio, ed escludendo volutamente il discorso autotrazione (su cui si potrebbe certamente intervenire per migliorare la situazione ma la cui completa risoluzione richiederebbe tempi e investimenti notevoli), una grossa fetta della nostra dipendenza si potrebbe tagliare con la diffusione capillare, a livello familiare o comunque a livelli estremamente ristretti, del solare termico e fotoelettrico, del microeolico, della cogenerazione, dell'utilizzo efficiente delle biomasse, ecc.
Perché non avviene?
A mio parere, non per questioni tecniche e neanche per i costi (che in uno scenario di reale diffusione sarebbero spinti verso il basso), ma perché questo modo di produrre energia comporta un cambio profondo della nostra società: un po' come per gli orti, di cui si parlava giorni fa, si taglierebbe una fetta sostanziale della nostra dipendenza diretta dalle famose multinazionali (o comunque grosse realtà industriali) togliendo loro un notevole potere. In ultima analisi, saremmo profondamente più indipendenti: provate ad immaginare uno scenario del genere... anche a quante guerre in meno ci sarebbero state, per dire.

Questo discorso ci porta al pensiero che mi girava per la testa tempo fa: l'Italia potrebbe invertire questa tendenza e rendersi sostanzialmente indipendente dall'estero per quanto riguarda il petrolio ma anche il gas naturale, ecc.? La mia risposta è: SI. Se ci fosse la reale volontà nazionale (non parlo solo di istituzioni, parlo in primis di volontà a livello di singoli cittadini), grazie alla nostra invidiabile posizione geografica e al nostro bella terra, potremmo molto autarchicamente renderci praticamente indipendenti o quasi, avendocene di che guadagnare su molti fronti.

Però una nota negativa mi è comunque venuta in mente: se tagliassimo i nostri consumi di petrolio e risorse naturali, la richiesta a livello mondiale scenderebbe e di conseguenza il prezzo.... quindi noi ci facciamo un mazzo tanto per fare questo, e gli altri paesi risolvono il problema (solo nell'immediato, in effetti) perché il prezzo cala e non hanno bisogno di fare la stessa cosa... anzi!

GP
Lunga vita e prosperità!

Se vorrai, ogni giorno con il tuo sudore, una pietra dopo l’altra in alto arriverai
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Re: Peak Oil - Il Picco Del Petrolio

Messaggioda piekki » lun 16 gen, 2012 16:09

donhaldo ha scritto:
Il nostro pianeta è un sistema sostanzialmente chiuso per quanto riguarda gli scambi di massa.


Ecco, agli economisti "crescisti" sembra un po' sfuggire il senso dei principi di conservazione..

Don, grazie per l'aiuto con il link .. e per gli auguri!
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Re: Peak Oil - Il Picco Del Petrolio

Messaggioda anonimo » lun 16 gen, 2012 18:31

Proprio così, nessuno pensa alle conseguenze un po' più lontano nel tempo .... I nativi americani questa coscienza della conservazione già l'avevano, poi siamo arrivati noi con la presunzione di governare la natura. e non capiamo la più banale delle leggi: quella dell'equilibrio (condizione necessaria per garantire la nostra sopravvivenza)
O ciascuna delle quantità di un sistema non varia in assoluto, diremo un equilibrio statico
Oppure variano ma nel senso che tanto entra nel sistema osservato, tanto esce, un cosiddetto equilibrio dinamico
Ora, come dice roberto il sistema e chiuso, petrolio non ne entra se non attendendo milioni di anni, e invece ne escono 20 miliardi di litri al giorno.
Gli indiani l'avevano capito con i bisonti, l'uomo bianco li chiamava selvaggi...
Loro?

Quando un aereo per trasportare merci che potrebbero tranquillamente essere trasportate per mare con un consumo CINQUANTA volte inferiore, brucia carburante nello strato più delicato dell'atmosfera per IL DOPPIO del peso del trasportato, possiamo dirci "furbi"?
Quando tutto il mondo chiederà di consumare come gli occidentali, del resto con pieno diritto, visto che (oltre ai principi di equità)  tutti i prodotti che non siano carte e finanza, li facciamo fare a loro, i consumi potranno crescere almeno CINQUE volte o più.... Cosa faremo?
Porteremo  loro la democrazia?
Poi qualche pazzo magari dopo che il suo paese è stato depredato penserà di poter rifarsi con le armi addirittura con quella atomica....  paesi canaglia! quella la possono usare solo i civilizzati, no?  In nome di Dio s'intende, come fanno i paesi canaglia, solo che evidentemente loro stanno dalla parte del dio sbagliato. 
Qui si aprirebbe un secondo discorso collegato: indipendentemente dall'etica, non vi pare che dovremo tendere a colmare le diseguaglianze per cercare di garantire l'equilibrio?
Invece il divario aumenta sempre più....
Ma adesso basta con le previsioni fosche, mandate la pubblicità e stasera tutti al finestrino a salutare un isola.... C'abbiamo giusto 100000 tonnellate di giocattolo con 2000 tonnellate di gasolio con cui sbizzarrirci, pare che il comandante ce ne farà vedere delle belle
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Re: Peak Oil - Il Picco Del Petrolio

Messaggioda Edo » lun 16 gen, 2012 20:44

rolly_wood ha scritto: .... I nativi americani questa coscienza della conservazione già l'avevano, poi siamo arrivati noi con la presunzione di governare la natura. e non capiamo la più banale delle leggi: quella dell'equilibrio (condizione necessaria per garantire la nostra sopravvivenza)


Forse ce l'avevamo anche noi quel tipo di coscienza e l'abbiamo conservata fino agli albori degli anni '60, quando scoppiò il boom....

Avete mai provato a simulare cosa accadrebbe a casa vostra se ci fosse un black-out elettrico prolungato?
Quanto siete "resilienti" nei confronti di questo evento, per niente improbabile viste le prospettive derivanti dal peak-oil?

Per quel che mi riguarda sarebbe crisi nera ma l'acqua scorrerebbe ancora attraverso i rubinetti, visto che viene dalla riserva posta più in alto e il riscaldamento sarebbe ancora assicurato, visto che in cucina, soggiorno e studio-zona notte ci sono tre stufe a tiraggio naturale, che per fortuna non necessitano di energia esterna per funzionare, tranne la legna.

Il laboratorio invece dovrei abbandonarlo perchè senza corrente elettrica, oltre a non poter far funzionare le macchine e la stufa a pellet, praticamente non potrei lavorarci per mancanza di illuminazione......
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Re: Peak Oil - Il Picco Del Petrolio

Messaggioda donhald0 » lun 16 gen, 2012 22:32

Edo ha scritto:
Avete mai provato a simulare cosa accadrebbe a casa vostra se ci fosse un black-out elettrico prolungato?
Quanto siete "resilienti" nei confronti di questo evento, per niente improbabile viste le prospettive derivanti dal peak-oil?


Ci penso spesso, e devo dire che le prospettive non sono confortanti...

Tengo sempre il serbatoio dell'automobile abbastanza pieno, in modo da consentirmi
il trasferimento in montagna, dove almeno fonti d'acqua ce ne sono (se piove) e
almeno una stanza con il camino ce l'abbiamo.
Abbiamo scorte di candele e di fiammiferi, ma non troppa legna, visto che non
abbiamo molto posto dove tenerla e allo stato attuale non ne usiamo tanta.

Comunque, la legna da ardere si può trovare, e pure terreno per l'orto, ma
passare un inverno intero sui monti, a 1100 m, sarebbe comunque dura,
perchè bisogna aver fatto scorte...

E non pensiamo che il solare sarebbe una soluzione al problema energetico: il
solare fotovoltaico non è fatto solo di pannelli, ma anche di tutta l'elettronica
di trasformazione: il pannello può anche durare vent'anni, ma se si rompe l'inverter
o qualche altro componente elettronico? Se il sistema non è ridondante
dove lo andiamo a prendere il ricambio? Tutta la produzione dipende dal petrolio!

E anche avendo l'energia solare a disposizione, gli elettrodomestici si possono
rompere! Dove li troveremmo i pezzi di ricambio?
Il frigorifero, ad esempio, proviamo a pensare di non averlo: abbiamo in gran
parte perso le competenze alla conservazione casalinga dei cibi senza il freddo...

Stiamo vivendo una follia collettiva in cui, come giustamente sostiene Pietro, agisce
un meccanismo di "rimozione" che non ci fa vedere quello che è palese!

Discorsi apocalittici? Non credo.
Se continuiamo di questo passo, dobbiamo essere pronti al peggio,
perché molte "variabili" legate al nostro sistema socio-economico stanno crescendo
in modo esponenziale... e la funzione esponenziale è fottutissimamente bastarda!...
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