Orti Sovversivi?

Orti Sovversivi?

Messaggioda Edo » mar 10 gen, 2012 17:55

Questa volta devo devo dare atto a Beppe Grillo di aver postato un'argomento interessante, gli orti.
Se non avete voglia di leggervi il testo: http://www.beppegrillo.it/2012/01/orti_sovversivi/index.html?s=n2012-01-10
cliccate sul filmato, è davvero interessante.
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Re: Orti Sovversivi?

Messaggioda Nyagatwa » mar 10 gen, 2012 19:24

Verissimo,
niente è più sovversivo che coltivare il proprio orto,

costruire i propri mobili (o qualsiasi altra cosa) o restaurare quelli vecchi,

restaurare vecchie ghisone o qualsiasi altro genere di macchina utensile,

portare un paio di scarpe a risuolare invece che comprarle nuove,

usare oggetti di qualità che dureranno anni e anni invece che immondizia usa e getta poco adatta a svolgere il suo lavoro e destinata soltanto al rapido consumo e a un costoso smaltimento,

installare un piccolo generatore eolico sul tetto di casa,

camminare per un paio di chilometri invece che prendere la macchina,

scambiare quel che ci serve nel mercatino di un forum o in quello delle pulci invece che comprarlo al centro commerciale

niente è più sovversivo che sfilarsi ogni volta che si può dall'economia di mercato :roll:
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Re: Orti Sovversivi?

Messaggioda sbuccino » mar 10 gen, 2012 19:38

Mio figlio e la sua compagna ( è lei la brava ortolana ), riescono a coltivare ortaggi per il loro fabbisogno annuale.
Mio nipote ( 19 mesi ) sta crescendo in questo ambiente, e appena può andare con loro nell'orto è radioso.
Non so come funziona in altre città, ma per esperienza diretta so che nella città di Imola, da molti anni il comune ha messo a disposizione dei cittadini, diversi ettari di terreno trasformato in orticelli.
Credo che paghino una piccolissima cifra simbolica, giusto per giustificare il diritto a coltivarlo liberamente.
Sono vietate tassativamente costruzioni di baracche per attrezzi, di qualsiasi tipo.
L'ho sempre trovata una lodevole iniziativa.
Ciao,
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Re: Orti Sovversivi?

Messaggioda gwood » mar 10 gen, 2012 20:10

Avevo letto tempo fà il libro "la decrescita felice" mi era piaciuto tantissimo, spiegava un modo di vivere proprio come ha scritto nyagatwa.
Anch'io coltivo d'estate un piccolo orto, non mi fa' verdura per tutto l'anno però in quel periodo mi da' molta soddisfazione raccogliere le verdure che
io ho coltivato :wink:
ciao Giancarlo
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Re: Orti Sovversivi?

Messaggioda grimgor » mer 11 gen, 2012 01:11

Sono d'accordo sul principio, ossia coltivare da soli ciò che si mangia, evitando pesticidi e concimi pericolosi, imparando ad amare la terra e ottenendo prodotti di miglior qualità.

Sono assolutamente in disaccordo sul fatto che ci sia un significativo risparmio nel coltivarsi le verdure da soli. Se si ha fortuna, escluso il tempo perso dietro all'orto, con i prodotti vari si va all'incirca in pari rispetto al comprarsi volta volta le verdure al mercato. Si devono infatti considerare l'acquisto delle piante o semi, la concimazione, la trattazione contro gli insetti (non dico pesticidi, ma sicuramente la poltiglia bordolese) etc. Conti alla mano, se si escludono alcuni ortaggi come ad esempio i pomodori, si va addirittura in perdita, ma nel complesso si va circa in pari.
Questo, ovviamente, solo se si considera che chi coltiva l'orto sia in grado di farlo, quindi che tutte le piante portino buon frutto etc, altrimenti ci si perde e nemmeno poco... :roll:



Comunque sia, ritengo che coltivarsi da soli il cibo evitando di ingerire schifezze varie non ha assolutamente prezzo.
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Re: Orti Sovversivi?

Messaggioda donhald0 » mer 11 gen, 2012 09:03

L'autoproduzione, e altre azioni individuali (o collettive) volte a perseguire una circolo virtuoso di "decrescita", non dovrebbero essere valutate nei termini ristretti dell'economia di mercato (ci rimetto soldi, ci guadagno soldi), perché essi si pongono proprio in contrapposizione a questa.

Il valore aggiunto dell'autoproduzione si pone nella riduzione e nell'uso più razionale delle risorse limitate del nostro pianeta, riducendo gli sprechi, gli inutili trasporti di merci sulle lunghe distanze (con il relativo carico di ulteriori sprechi ed inquinamenti), nell'avere una qualità migliore della terra, dell'acqua, dell'aria e di ciò che mangiamo, nell'utilizzare le risorse energetiche in modo virtuoso, ecc.

Nell'introduzione del libro di Pallante, citato da Giancarlo, c'é un interessante e anche divertente esempio di come, semplicemente autoproducendosi lo yogurt, si possa innescare un processo virtuoso di uso razionale delle risorse. Ovvio che se lo fa uno solo non si innesca nulla, ma sono piccole azioni individuali e alla portata di tutti che, applicate globalmente, potrebbero ottenere, accumulando gli effetti, grossi benefici ambientali e di benessere collettivo.
Io comunque, che ogni mattina, a colazione, mangio uno yogurt, ho cominciato ad autoprodurmelo e ovviamente, in un anno, mi ritrovo a NON consumare (e quindi a non riversare nei rifiuti) 365 vasetti di plastica, 183 involti di cartone, 365 dischetti di foglio metallico.
Ci rimetto o ci guadagno? In termini monetari non ho fatto il conto e nemmeno mi importa: mi interessa aver ridotto la quantità di rifiuti prodotti e nel contempo poter avere un prodotto di qualità che scelgo io come fare, come aromatizzare, ecc.


Per chi è interessato a questi temi, consiglio anche la lettura, sempre nella collana delle edizioni per la decrescita felici, del libro di Filippo Schillaci, "Vivere la decrescita":

http://www.editoririunitiuniversitypress.it/libri/vivere_la_decrescita.php

nella quale viene raccontata una esperienza concreta di vita "decelerata", in "autoproduzione", volta a ridurre l'impronta ecologica individuale.

Ovviamente, i movimenti per la decrescita hanno i loro "teorici", come ad esempio Serge Latouche.

L'obiettivo è ambizioso e non privo di qualche lato che lascia perplessi circa la realizzabilità a livello globale, ma in ogni caso gli spunti di riflessione non mancano e nemmeno i suggerimenti per tenere un comportamento più consapevole e virtuoso circa i nostri consumi e l'impatto del nostro stile di vita, indotto dall'economia di mercato.

Non abbiamo un pianeta di ricambio, quindi dobbiamo sforzarci di salvaguardare quello che abbiamo, senza pensare che tale obiettivo debba sempre essere in carico alle classi dirigenti: ognuno di noi può contribuire in modo significativo.
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Re: Orti Sovversivi?

Messaggioda Nicola_66 » mer 11 gen, 2012 10:14

Roberto, non avevo mai fatto il conto di quanti rifiuti evito facendomi lo yogurt... adesso posso andarne fiero, grazie! :mryellow:
La vita è troppo breve per usare il multistrato! :mryellow:
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Re: Orti Sovversivi?

Messaggioda Edo » mer 11 gen, 2012 10:27

Allora spiegatemi come si fa lo yogurt in casa.
La macchinetta ce l'ho già ma ne viene fuori una porcheriola, rispetto a quello del caseificio.
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Re: Orti Sovversivi?

Messaggioda donhald0 » mer 11 gen, 2012 10:39

Nicola_66 ha scritto:Roberto, non avevo mai fatto il conto di quanti rifiuti evito facendomi lo yogurt... adesso posso andarne fiero, grazie! :mryellow:


Oltre a quelli che non fai tu, direttamente, in uno scenario più ampio che coinvolgesse più persone, ci sarebbe da mettere in conto il risparmio in prodotti petrolchimici (e relativo uso e risorse necessarie per la produzione ed il trasporto degli stessi) necessari per produrre i vasetti di plastica, per trasportarli alle industrie che ne fanno uso per confezionare lo yogurt e poi per trasportare lo yogurt confezionato alla distribuzione.

A voler essere sinceri e completi, da questo punto in avanti il discorso si farebbe più complesso, perché occorrerebbe poi valutare il bilancio comparato (energetico, d'impatto ambientale) tra una produzione industriale di yogurt ed una autoproduzione diffusa.

Sicuramente si risparmiano plastica, e carburanti per il trasporto, però occorre fare i conti con una filiera di produzione e commerciale che si indebolirebbe, con tutto il carico di disagi sociali che questo comporterebbe.

Anche l'uso di energia andrebbe comparato, perché comunque anche nella autoproduzione individuale, che si usi o meno una yogurtiera, si ha un consumo energetico che, moltiplicato per n volte (con n molto grande nell'ipotesi di autoproduzione diffusa), potrebbe anche essere superiore a quello impiegato in un'industria che sfrutti delle economie di scala.

E' proprio su questo che, a mio avviso, i movimenti per la decrescita non hanno ancora trovato una risposta convincente: se si "scardina" l'economia di mercato, occorre poi trovare una soluzione complessiva a tutti i "vuoti" lasciati da tale "rivoluzione"...
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Re: Orti Sovversivi?

Messaggioda donhald0 » mer 11 gen, 2012 10:56

Edo ha scritto:Allora spiegatemi come si fa lo yogurt in casa.
La macchinetta ce l'ho già ma ne viene fuori una porcheriola, rispetto a quello del caseificio.


Intanto bisogna vedere che tipo di yogurt ti piace: se più o meno denso.

La macchinetta non è indispensabile: si può fare anche con un semplice thermos,
ma visto che ce l'hai già, usa quella.

Poi devi tenere in considerazione che non tutti i tipi di latte hanno la stessa resa,
quindi occorre fare delle prove e variare. Io ho trovato che il Granarolo Bio intero
(quello nella bottiglia di plastica - sich! - bianca, non trasparente, e l'etichetta verde)
mi produce uno yogurt della consistenza che mi aggrada (a me non piace liquido,
ma nemmeno troppo denso).

Anche lo "starter" iniziale è importante: se si usa uno yogurt preso al supermercato,
occorre che sia ricco di fermenti vivi, quindi è bene prenderlo con scadenza
la più lontata possibile e ovviamente deve essere yogurt naturale senza alcuna
aggiunta di aromi o altro.
Dalla seconda volta in poi, si riutilizza un po' del proprio yogurt autoprodotto
come "starter" e si può continuare così, per diversi mesi senza, senza dover
ripartire con uno "starter" industriale.

Ho letto, ma non ancora provato, che per ottenere uno yogurt più denso
può essere utile fare sobbollire un po' il latte prima della inoculazione
dei fermenti: questo al fine di "pastorizzare" ulteriormente ed eliminare
tutti i batteri residui che, seppur non dannosi per noi, potrebbero nuocere
alla proliferazione dei fermenti.
Ovviamente, se si fa sobbollire il latte, prima di inoculare i fermenti occorre
attendere che la temperatura scenda ai canonici 44-45 gradi, altrimenti
i fermenti muoiono!

E' anche importante che, una volta inocultati i fermenti e messi a riposare,
non ci siano movimenti o agitazioni brusche dei contenitori, perché anche
questo pare danneggi il processo di fermentazione (non ho ancora capito
il perché, però...).

In rete trovi molte pagine dedicate alla produzione di yogurt fatto in casa,
con o senza yogurtiera. Questo per uno yogurt molto compatto:

http://www.e-bio.it/ricette/ricetta.b.php?ricetta=yogurt/yogurt

Bisogna provare un po', ma poi viene!

Comunque, bisogna anche considerare che, caratteristica propria
della autoproduzione casalinga, lo yogurt non viene sempre uguale,
proprio per la variabilità delle materie prime ed ambientali che
invece in ambito industriale vengono mantenute meglio sotto controllo.

Questo non significa che la qualità ed il sapore siano peggiori: sulla
qualità non ho dubbi. Il sapore, certamente, è diverso, ma a me piace!
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Re: Orti Sovversivi?

Messaggioda Nyagatwa » mer 11 gen, 2012 11:02

Edo ha scritto:Allora spiegatemi come si fa lo yogurt in casa.
La macchinetta ce l'ho già ma ne viene fuori una porcheriola, rispetto a quello del caseificio.


Probabilmente il problema sono i fermenti da cui parti.
io non uso la yogurtiera nè la "madre" ma viene buono lo stesso (o almeno a me piace :mryellow: )
faccio come mi hanno insegnato in Etiopia:
scaldo un paio di litri di latte senza farli bollire, verso in una ciotola non metallica e li lascio raffreddare un po' finchè non scotta,
poi prendo uno yogurt commerciale che mi piace e ne aggiungo due vasetti e mescolo dolcemente,
a questo punto avvolgo in un asciugamano e lascio la ciotola nelle vicinanze di una fonte di calore (stufa, termosifone, etc)
quando in superficie si comincia a formare un po' di siero è pronto (tipicamente dopo almeno 24h).

Ne metti un po' da parte per ripetere l'operazione e ti pappi il resto :razz:

La prima volta non sempre viene bene, ma poi i fermenti riprendono vigore e vien bene per parecchie volte.
Quando la qualità comincia a scadere rinnovi i fermenti con altri due vasetti del tuo yogurt preferito.

Si perde un po' di tempo ma si mangia uno yogurt con fermenti più vitali, si producono meno rifiuti e si risparmia pure qualcosa :mryellow:
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Re: Orti Sovversivi?

Messaggioda donhald0 » mer 11 gen, 2012 11:10

Nyagatwa ha scritto:
a questo punto avvolgo in un asciugamano e lascio la ciotola nelle vicinanze di una fonte di calore (stufa, termosifone, etc)


Infatti, la fermentazione è un processo esotermico e per favorirla, se si parte dalla temperatura di inoculazione di 44-45 gradi, in teoria è solo necessario che non venga disperso il calore prodotto, quindi potrebbe essere sufficiente avvolgere in una coperta (di lana, un pile, ecc.) la pentola con il latte inoculato.

In alternativa, come ho scritto sopra, un thermos, oppure, se non si ha intenzione di usare il forno di casa, basta chiudere la pentola nel forno, spento, ma con la luce accesa: il calore prodotto dalla lampadina è sufficiente (uso lo stesso "espediente" per far lievitare la pasta della pizza o delle crescentine).
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Re: Orti Sovversivi?

Messaggioda ser gio » mer 11 gen, 2012 11:28

Anche noi facciamo lo Yogurt in casa, anzi lo fa mia moglie, in estate più che altro, è come dice Roberto bisogna sperimentare e trovare il latte con cui viene meglio, per le ragioni già dette per esempio con quello "crudo" non viene.

Come già detto meglio quello intero, sia per latte che yogurt iniziale tutto lontano da scadenza.

Come con tutto il resto si tratta d'imparare, mia moglie fa anche il pane, è partita con le "macchinette" oggi a 10 anni di distanza fa un pane spettacolare.

Quando ci si abitua a prodotti di qualità superiore ci si rende conto di quanto sia scadente la qualità dei prodotti soliti venduti naturalmente a prezzi esorbitanti.

Altro esempio lsignificativo che abbiaomo sperimentato sono le marmellate... :mryellow:

Si mangia sano, e con gusti ormai dimenticati, si risparmia e spesso si inquina meno.
Sergio

Aggiungi qui il tuo nome, così sapremo come chiamarti.

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Re: Orti Sovversivi?

Messaggioda Gianluca-MB » mer 11 gen, 2012 11:52

Lo yogurt mi manca.
Dovrò provare a farlo, visto che comunque ne consumo.
Però oramai in famiglia siamo campioni nella produzione di:
salsa di pomodoro / pelati
marmellata
pane
conserve varie di verdura (qualcuno ha apprezzato a Rovato :fischietta: )
torte per la colazione
acqua gasata :roll:

Ecco adesso ho fame!!!
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Re: Orti Sovversivi?

Messaggioda anonimo » mer 11 gen, 2012 12:46

Tutto condivisibile. Anche se sono pessimista si riesca a sovvertire la tendenza globale...

Quanto a sovvertire, se riuscirò a contribuire, tra qualche mese avrò da "sovvertire" un certo carico organico. :lol:

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E ancora su sovvertire: perchè se copio l'indirizzo di questa foto nel browser la vedo dritta e qui la vedo così?
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