vito ha scritto:giacomo ha scritto:Spesso è l'economia a far girare i calli. E pure qualcos'altro!
Relativamente al prezzo di un buon manufatto che dire. Riconosco che non tutti se lo possono permettere e anche che un mobile, seppur bello, viene dopo tante altre cose. Il problema è che qua si sta disimparando la cultura del fare, del costruire. Quella stessa cultura nata artigiana e poi evolutasi nel design, nell'invenzione, nell'affermazione del cosidetto Made in Italy. Un paese che non vuole sporcarsi le mani con la materia bruta è un paese sulla strada dell'involuzione.
Sempre secondo il mio parere.....
credo che giacomo abbia capito il mio intervento, per tutti gli altri che si sono risentiti......... se uno ha la coscenza pulita, non ha motivo di risentirsi. come gia detto ci sono persone che si recano sul posto di lavoro e persone che lavorano... in italia quelli che lavorano sono sempre meno e meno male che ci sono gli exstracomuitari, che almeno tirano il carretto. ma il discorso è troppo ampio quindi l'ho riassunto in quella frase.
Vito, non è questione di risentirsi o meno. E' questione che continui a mancare di rispetto nei confronti delle persone.
La frase " in italia quelli che lavorano sono sempre meno e meno male che ci sono gli extracomunitari" riflette in modo molto chiaro il tuo pensiero.
Si tratta di distinguere tra lavori manuali e di concetto ed entrambi, sottolineo entrambi, hanno per me pari dignità e meritano pari rispetto.
Ci sono infatti persone più portate per certi temi della vista rispetto ad altre.
Io ho scelto la strada che credevo valorizzasse i miei talenti; non mi sporco le mani ma ho anche io il mio posticino nella catena del valore.
Proprio perchè di catena si tratta, ognuno di noi lavora perchè qualcuno lo mette in condizioni di farlo, banalmente acquistando il prodotto o servizio che sia.
Quindi, per chiudere, gli extracomunitari "tirano il carretto" come lo tirano TUTTI.
ciao

