Sono stato un po’ distratto in questi ultimi mesi per completare un progetto in cui non c’entra il legno ma a cui tenevo davvero tanto e che dopo molti anni sono riuscito a completare.
Correva l’anno 1946. Mio padre Gustavo era rientrato dalla deportazione al lavoro coatto in Germania solo da alcuni mesi. Era stato catturato a Napoli pochi giorni prima delle “Quattro Giornate”, nel settembre del 1943, appena ventenne.
Al suo ritorno trovò una città devastata dalla guerra, oltremodo ferita dalle rappresaglie dei tedeschi e dai bombardamenti degli “alleati”.
Grazie ad un suo zio, funzionario del Banco di Napoli, ottenne la possibilità di lavorare come “alunno diurnista”, e non appena accumulò qualche soldino pensó di risolvere il problema degli spostamenti in uno dei pochi modi disponibili in quei tempi.
E fu così che acquistò la sua bicicletta Legnano, nuova di zecca, sportiva, superleggera, con cerchi, parafanghi, freni e carter in alluminio. Cambio Torpedo WA 3 marce, fanaleria e dinamo Aprilia Export.
Dopo la dipartita di papà, alla fine degli anni ‘80, decisi di smontarla per dargli una sistemata “appena possibile”. L’appena possibile in pratica si è protratto sino ai giorni nostri ma sono riuscito a conservare tutti i pezzi e a ridare finalmente nuova vita alla bici, per affetto e ricordo di mio padre.
Non certo un lavoro da professionista, ma ho cercato di conservare tutto più o meno come era in origine.
Allego qualche foto del prima (in pratica la bici smontata) e del ripristino completato.
Magari tra di Voi c’è qualche appassionato di bici d’epoca…..


