Alex83vr ha scritto:Ciao a tutti,
Lo scorso fine settimana sono stato ad un corso di tornitura alla scuola F. Ricchino, appena posso metto delle foto.
Per rifinire le ciotole l’insegnante ci ha fatto usare il raschio, definendole il “il migliore amico e il peggior nemico” del principiante.
Io continuo con gli esercizi sul legno parallelo però mi piacerebbe fare qualche ciotola da regalare per Natale, non ho chiesto consigli all’insegnante su che modello comprare, voi cosa ne dite?
Roberto, tempo fa ho visto un tuo video in cui dicevi che non possiedi raschi e non li uso, però me lo dovrei riguardare perché al tempo non ho capito un gran che.
Alla Ricchino hai lavorato con Lodovico Grippa?
Il raschio, per definizione, raschia
Sembra banale ma è ovvio che una superficie tagliata risulti migliore di una raschiata ed, inoltre, dietro un'apparente facilità d'uso possono celarsi dei disastri perchè quando un raschio "pianta" fa dei danni davvero importanti.
Nel video di cui parli descrivo appunto tutte le particolarità d'uso (ed abuso) dei raschi, compreso il tanto decantato "raschio alla francese" e la motivazione tecnica del suo successo.
Intendiamoci: non demonizzo il raschio come utensile, perchè utilizzato correttamente e con parsimonia risolve alcuni problemi. D'altronde una profilare e ,ancor di più, una scavo possono essere utilizzate brillantemente anche per "raschiare" e risolvere quelle righine insopprimibili... certo: poi servirà qualche passata in più di abrasivo e la fibra non regalerà tutto il suo splendore.
Se deciderai di munirti dell'utensile, consiglio di acquistare un raschio di pessima qualità, meglio se NON in HSS (acciaio al carbonio ha il filo più sottile e comunque un raschio va affilato ad ogni passata: non taglia ma raschia con la bava d'affilatura che dura ...niente) purchè con lama spessa almeno 8/10 mm. e larga almeno 25 mm. e poi affilarla "alla francese"