Fiore in pseudoacacia; lo stelo è stato piegato in acqua e poi con dima e controdima.
Rondinella in Acero, colorata con acrilici.
C&C benvenuti


Ginepro77 ha scritto:Che bellezza Roberto! La base in acacia sembra quasi un pezzo di agata,...
Immagino anche questo ottenuto completamente per tornitura, sei diabbolico!![]()
Inoltre sarei curioso di saperne di più sulla tua tecnica di piegatura... in cambio se vuoi ti posso illustrare la mia!
mumu ha scritto:Trovo questa tornitura tra le più belle che tu abbia mai fatto, tecnicamente ed esteticamente. Semplicemente geniali le zampette!
Ma c'è una piccola cosa che mi "disturba": la piega che hai dato mi pare innaturale, come se l'uccellino stesse tirando il gambo anzichè appoggiarvisi... non so se mi sono spiegato.
Mortasa ha scritto:Cecco con il tornio sei un demonio, e quell'opera è sublime, bella, bella, bella!
Cecco ha scritto:Mortasa ha scritto:Cecco con il tornio sei un demonio, e quell'opera è sublime, bella, bella, bella!
Grazie![]()
Se analizzi la tornitura vedrai che, tutto sommato, non ci sono tecniche spaziali; una tornitura fra le punte per il fiore e un blando disassato per la rondinella.
Come dico spesso agli allievi : la tecnica può impararla chiunque ma usarla per far nascere un'emozione richiede molta più fatica e studio
Cecco ha scritto:Ginepro77 ha scritto:Che bellezza Roberto! La base in acacia sembra quasi un pezzo di agata,...
Immagino anche questo ottenuto completamente per tornitura, sei diabbolico!![]()
Inoltre sarei curioso di saperne di più sulla tua tecnica di piegatura... in cambio se vuoi ti posso illustrare la mia!
Grazie![]()
La Robinia o Pseudo acacia è un legno bellissimo e che ,se ben tagliato, da una finitura molto bella senza altre necessità. Consuma parecchio il filo delle sgorbie ma si fa perdonare.
Naturalmente tutto ottenuto per tornitura.
La mia tecnica di piegatura è basica: immersione in acqua tiepida per un'ora o due (dipende dal tipo di legno...ogni tanto provo a mano a saggiarne la resistenza) e quando lo reputo pronto lo metto fra dima e controdima precedentemente preparate e con calma, molta calma, serro le parti fino ad ottenere la curva voluta. Poi lascio asciugare naturalmente per un paio di giorni.
Tu illustrami il tuo modo: mi piace imparare
Ginepro77 ha scritto:
Grazie. Ancora due domande... cambi l'acqua ogn tanto per mantenerla tiepida, o come fai? E più o meno quali sono gli spessori massimi che puoi piegare?
La "mia" tecnica è quella usata in liuteria: ferro caldo e vapore. Mi sono costruito un piega fasce infilando una resistenza in un tubo di ferro e poggiandovi sopra una curva variabile in alluminio. Se dai un occhiata agli ultimi post sulla pagaia groenlandese, c'è una foto del mio accrocchio che spiega meglio delle parole...
Quando il ferro è ben caldo, ci metti sopra un piallaccio o un fazzoletto bagnato per sprigionare vapore ed evitare bruciature, e inizi a scaldare e flettere dolcemente la zona che devi piegare; dopo qualche decina di secondi si sente il legno diventare plastico e quello è il momento di insistere e piegare sino alla forma voluta, o anche un pochino di più che raffreddando torna un po indietro. Non è strettamente necessario lasciar asciugare o raffreddare su una dima. A mio vedere ci sono fondamentalmente due vantaggi: la rapidità e la possibilità di piegare a mano libera senza dime.
Torniosubito ha scritto:A me piacerebbe commentare tecnicamente i tuoi lavori ma per me quel che fai con il tornio è fantascienza non mi resta che farti i complimenti!
Ho trovato da poco un posto(dopo 10anni😡e ho ritirato fuori il tornio dopo averlo spolverato bene, ho provato qualche gole e tori e una trottola ma diciamo che la strada è lunga....... magari intanto riaffilo le sgorbie.
Peccato la distanza sennò mi piacerebbe venirti a trovare ....😬
Cecco ha scritto:Ginepro77 ha scritto:
Grazie. Ancora due domande... cambi l'acqua ogn tanto per mantenerla tiepida, o come fai? E più o meno quali sono gli spessori massimi che puoi piegare?
La "mia" tecnica è quella usata in liuteria: ferro caldo e vapore. Mi sono costruito un piega fasce infilando una resistenza in un tubo di ferro e poggiandovi sopra una curva variabile in alluminio. Se dai un occhiata agli ultimi post sulla pagaia groenlandese, c'è una foto del mio accrocchio che spiega meglio delle parole...
Quando il ferro è ben caldo, ci metti sopra un piallaccio o un fazzoletto bagnato per sprigionare vapore ed evitare bruciature, e inizi a scaldare e flettere dolcemente la zona che devi piegare; dopo qualche decina di secondi si sente il legno diventare plastico e quello è il momento di insistere e piegare sino alla forma voluta, o anche un pochino di più che raffreddando torna un po indietro. Non è strettamente necessario lasciar asciugare o raffreddare su una dima. A mio vedere ci sono fondamentalmente due vantaggi: la rapidità e la possibilità di piegare a mano libera senza dime.
Esatto: ogni tanto controllo la temperatura e cambio l'acqua; metodo molto spannometrico![]()
Con questo sistema sono arrivato a piegare un centimetro di Noce (legno facile); dopo tutto dipende solo dal tempo di immersione.
Il tuo sistema è sicuramente più affidabile e, prima o poi, mi attrezzerò ma per ora vado ancora allo stato brado