MikeAnblips ha scritto:Giuseppe55 ha scritto:MikeAnblips ha scritto:Mi piace Giuseppe, grazie per la condivisione
Non ho alcuna dimestichezza con le armi ed il loro mondo - ne son sempre stato abbastanza alla larga per mia idiosincrasia, per cui faccio fatica a capire il "funzionamento" di questo carrello.
Cioè, si, ho capito: lo carichi con le armi e le munizioni che intendi usare al poligono... Giusto?
Però mi piacerebbe - se potessi - vederlo "all'opera", carico degli elementi per cui è stato disegnato

Vedi, le armi non sono buone nè cattive, dipende solo da chi le usa. Non bisogna assolutamente averne paura, ma rispetto. Nel mondo delle armi ludico, bisogna osservare scrupolosamente diversi precetti imprenscindibili. E chi non lo fa viene immediatamente sanzionato com'è giusto. Insomma ci si diverte in piena sicurezza. Io sono un appassionato del West americano, di cui credo di avere una certa cultura e le mie armi ricalcano quel periodo. Nel Bresciano, specificatamente nella Val trompia, vi sono i leader mondiali delle repliche di armi storiche; tutte le armi che puoi vedere nei vari film storici sono appunto prodotte in Val Trompia.
Ho già in programma di fare foto a pieno carico solo che devo aspettare che il tutto sia finito. Un po' di pazienza ancora...

Bella, mi piace questa cosa delle armi western!
Avrò la pazienza necessaria

Se tu guardi un film western degli anni 40 o 50 vedrai che le armi sono essenzialmente due: il Winchester 1892 e la Colt 1873 2a generazione, questo perchè all'epoca non si poteva contare su nient'altro. Nel 1959 un imprenditore americano si mise in contatto con la Valtrompia dove aveva alcune conoscenze, per verificare se c'era qualche produttore Italiano in grado di riprodurre alcune copie della Colt Navy 1851. Questo perchè nel 1961 si sarebbe celebrato il centenario della guerra civile americana (1861-65) ed erano previste diverse rievocazioni storiche. Aldo Uberti, ex operaio Beretta che aveva appena lasciato per mettersi in società con l'amico Gregorelli e produrre componenti meccanici, lo seppe quasi per caso e fu folgorato sulla via di Damasco. Accettò l'incarico da parte dell'imprenditore americano e si mise al lavoro con un ordine di 5000 pezzi da produrre. In soli 6 mesi cominciò le consegne e gli Americani furono sorpresi dalla qualità messa in campo e ne ordinarono altri 5000. E così comuinciò, quasi per caso, la produzione delle repliche Valtrumpine. La parola "replica" fu coniata dallo stesso Uberti che non voleva sentir parlare di "copie" ed infatti oggi fa parte del vocabolario di diversi paesi tra i quali naturalmente gli USA. Piano piano la Uberti incrementò ed allargò la produzione delle repliche, seguita nel suo percorso da diverse altre ditte del Bresciano come Chiappa, San Marco, Davide Pedersoli, Palmetto, Pietta, IAB, etc. Oggi tante ditte sono sparite e sono rimaste solo la Uberti, Chiappa, Pedersoli, Pietta. Che però sono le leader indiscusse del settore e tutte le armi che puoi vedere nei film moderni sono state prodotte da loro.