I Miei Esperimenti Di Liuteria

Re: I Miei Esperimenti Di Liuteria

Messaggioda Mortasa » sab 02 ago, 2025 14:13

Dal mio punto di vista la liuteria è il distillato nobile della falegnameria e come tutti i distillati non è roba per tutti gli stomaci. Per il mio no di sicuro.
Bravo Cosimo. Altro che facce di mamuthones!
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Re: I Miei Esperimenti Di Liuteria

Messaggioda Ginepro77 » sab 02 ago, 2025 14:25

Nyagatwa ha scritto:Molto interessante il tuo percorso Cosimo. Sei evidentemente un tipo tenace e sono convinto che presto vedremo strumenti veramente notevoli :wink:

Solo una nota, non fare troppo affidamento sui disegni del libro di Courtnall, soprattutto non fare affidamento sugli spessori.
Ho avuto modo di aver accesso alla Torres piccola delle due riportate da Courtnall e, tanto per fare un esempio, lo spessore del fondo e' ben lontano dall'essere tra 1,2 e 2,2mm.
In realtà ha uno spessore di compreso tra 3,1 e 3,4mm!
Se pensi che la rigidità varia proporzionalmente al cubo dello spessore stiamo parlando di due strumenti completamente differenti!
Anche altre 2 Torres misurate da amici affidabilissimi hanno fondi di spessore intorno ai 3mm

Discorso simile anche per gli altri liutai, i disegni sono sempre "corretti" ad uso degli allievi della sua scuola, in modo che ne vengano comunque fuori chitarre funzionanti ma mediocri :?

Invece la parte II e la III sono piuttosto buone e quei metodi di lavorazione sono un'opzione valida.

Un'ultima osservazione: il ponte con i fori passanti è "alla Schneider" poi adottato da tanti altri tra cui anche il sottoscritto.
In Italia il primo a usarlo mi risulta sia stato Ottavio Caiazzo nei primi anni '90 del secolo scorso

Buon proseguimento!


Ciao Ciro, grazie per le interessanti osservazioni...
In effetti mi ero già accorto che gli spessori riportati nel libro sono da prendere con le pinze. Dopo il primo lavoro mi sono settato su una media di 3-3,5 per il fondo, 1,8 per le fasce e 2-2,5 per la tavola.
Prendo nota del fatto che Giussani fosse solo uno dei vari liutai che sostengono la superiorità delle corde passanti (contate anche me...). Purtroppo mi manca una bel po di storia della materia, e anche il vocabolario è più orientato all'inglese visto che la maggior parte dei testi sui quali ho "studiato" erano in quella lingua.
In verità sono fermo da un pò con la liuteria, avevo costruito una terza chitarra tre o quattro anni fa e mi sono temporaneamente fermato, ma conto di riprendere prima o poi, ho anche un bellissimo set di pau ferro in attesa di essere sfruttato...
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Re: I Miei Esperimenti Di Liuteria

Messaggioda homofaber » sab 02 ago, 2025 15:10

Forse verrò fustigato..., magari a ragione, ma ritengo una incongruenza grossa come una casa rifarsi agli spessori di strumenti prodotti da altri liutai. Ma approfitto che il nostro grande Ciro ( :inchino: ) si sia riaffacciato!
Premetto non essere un liutaio, ma un artigiano del legno. Non leggo la musica anche se ho un discreto orecchio.
1) Parto dal presupposto che una tavola sfettata a metà per lo spessore non dia vita a due tavole identiche, quindi figuriamoci legni diversi, da alberi diversi, di centinaia di anni più vecchi e quindi caratteristiche fisiche e meccaniche assolutamente impossibili da riprodurre.
2) Ho i piani dei più famosi violini mai realizzati, sottoposti a T.A.C. o processo simile. Per risultato si ha una mappa precisissima di tutti gli spessori in ogni punto di tavola armonica o fondo. Ma che significato ha ricopiare quegli spessori? Io ritengo sia profondamente sbagliato l'approccio. Io dovrò ricavare gli spessori in base a le caratteristiche che mi forniranno una tavola che risuona dove desidero io.
Cosa c'è di sbagliato a ragionare così?!
Ultima modifica di homofaber il sab 02 ago, 2025 15:11, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Ginepro77 » sab 02 ago, 2025 15:35

Mortasa ha scritto:Dal mio punto di vista la liuteria è il distillato nobile della falegnameria e come tutti i distillati non è roba per tutti gli stomaci. Per il mio no di sicuro.
Bravo Cosimo. Altro che facce di mamuthones!


Bella questa definizione della liuteria, mi piace proprio!
Riguardo al paragone coi miei brutti ceffi, grazie... ma anche grazie al c... :sguaiata: (scusa, non ho resistito ;-) ). Mi spiego meglio: le chitarre sono il frutto di diversi anni di esperienza e costante tensione verso il miglioramento: mille dime e accorgimenti per non rovinare il lavoro fatto, misurazioni ossessive e ripetute, insomma fare sempre tutto ciò che è nelle tue possibilità per tendere verso la perfezione. E in un certo senso lavorare "sotto stress" perché la posta in gioco è alta: settimane di lavoro. Un'ottima scuola che mi ha insegnato tanto e mi ha dato molta soddisfazione, ma che non è esattamente in linea col mio carattere...
All'estremo opposto sta, per quanto mi riguarda, la scultura a coltello: un passatempo puramente ludico; nessuna misurazione, pochi ragionamenti e tanto "lasciar fare all'occhio e alle mani"... forse perché sono ancora agli inizi e faccio cose da poco, magari più in là inizierò a pensarci due volte e sudare freddo prima di ritoccare un dettaglio di un'opera già avanzata! :lol:
Comunque sia al momento approccio le due attività con spirito molto diverso, nel bene e nel male...
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Re: I Miei Esperimenti Di Liuteria

Messaggioda Mortasa » sab 02 ago, 2025 15:51

Il paragone non era fra le chitarre e i brutti ceffi ma fra l' impegno e la precisione necessari per fare i brutti ceffi e le chitarre.
E comunque i brutti ceffi sono tutt'altro che brutti; sono come devono essere i mamuthones.
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Re: I Miei Esperimenti Di Liuteria

Messaggioda Ginepro77 » sab 02 ago, 2025 21:02

Mortasa ha scritto:Il paragone non era fra le chitarre e i brutti ceffi ma fra l' impegno e la precisione necessari per fare i brutti ceffi e le chitarre.
E comunque i brutti ceffi sono tutt'altro che brutti; sono come devono essere i mamuthones.


Scusa Serafino, ho voluto buttarla un pò in caciara... in realtà avevo capito cosa intendessi, e hai anche centrato il punto: proprio impegno e precisione richiesti fanno della liuteria un'attività che non in tutti i periodi mi sento, o anche semplicemente ho voglia, di affrontare...
Tra l'altro anche la mia passione per il fare musica segue un'andamento abbastanza ondivago, e le due cose si gasano o si deprimono a vicenda; in questi ultimi anni siamo un pò ai minimi storici, ma spero sia un toccare il fondo per darsi la spinta verso la superficie! ;-)
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Re: I Miei Esperimenti Di Liuteria

Messaggioda Ginepro77 » sab 02 ago, 2025 22:21

homofaber ha scritto:Forse verrò fustigato..., magari a ragione, ma ritengo una incongruenza grossa come una casa rifarsi agli spessori di strumenti prodotti da altri liutai. Ma approfitto che il nostro grande Ciro ( :inchino: ) si sia riaffacciato!
Premetto non essere un liutaio, ma un artigiano del legno. Non leggo la musica anche se ho un discreto orecchio.
1) Parto dal presupposto che una tavola sfettata a metà per lo spessore non dia vita a due tavole identiche, quindi figuriamoci legni diversi, da alberi diversi, di centinaia di anni più vecchi e quindi caratteristiche fisiche e meccaniche assolutamente impossibili da riprodurre.
2) Ho i piani dei più famosi violini mai realizzati, sottoposti a T.A.C. o processo simile. Per risultato si ha una mappa precisissima di tutti gli spessori in ogni punto di tavola armonica o fondo. Ma che significato ha ricopiare quegli spessori? Io ritengo sia profondamente sbagliato l'approccio. Io dovrò ricavare gli spessori in base a le caratteristiche che mi forniranno una tavola che risuona dove desidero io.
Cosa c'è di sbagliato a ragionare così?!


Anche io speravo (e ancora spero) in una risposta di Ciro sulle questioni che hai sollevato, annose in liuteria...
Nel mio piccolo, provo a dirti come la vedo io. Da una parte ti do ragione, due pezzi di legno non saranno mai identici... e avere la sensibilità per interpretare il legno e dargli le giuste forme e spessori è il traguardo verso il quale tendere.
Però nel frattempo da qualche parte bisogna pur cominciare, e ci sono buone probabilità che due pezzi dello stesso legno se non identici siano almeno abbastanza simili. Se per la tavola armonica anche io ho usato (non senza perplessità) il sistema di "bussarla" e andare a orecchio per sapere quando smettere di sfinarla, per fondo e fasce la cosa non funziona. Ma c'è di più, dico "non senza perplessità" perché al momento di decidere lo spessore la tavola è ancora nuda e senza rinforzi, e soprattutto perché la chitarra classica vibra come un unico sistema vincolato che fa interagire i singoli pezzi, ma verosimilmente ne modifica profondamente le "sonorità" originarie. Addirittura su certe frequenze anche il manico e la paletta contribuiscono sensibilmente alla produzione del suono.
Quindi forse un liutaio navigato riesce a prevedere almeno in parte queste misteriose interazioni, ma per chi comincia e come me ha solo una vaghissima idea di cosa sta cercando, avere degli spessori di riferimento è un grosso aiuto... fossero anche corretti sarebbe meglio! :evil:
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Re: I Miei Esperimenti Di Liuteria

Messaggioda homofaber » dom 03 ago, 2025 20:47

Ginepro77 ha scritto:........per chi comincia e come me ha solo una vaghissima idea di cosa sta cercando, avere degli spessori di riferimento è un grosso aiuto... fossero anche corretti sarebbe meglio! :evil:


È quello che penso anche io: il San Tommaso della liuteria :lol:
Parlando con un amico, che se vuole si paleserà.... :cool: , tutti tendiamo un pò a mitizzare i vecchi liutai divenuti famosi, ma questi, tutti, i liutai non possono essere stati unti dal Signore. Magari erano semplici artigiani che hanno imboccato la via giusta a caso, alcuni, altri che invece hanno fatto degli studi matematici, geometrici o altro per arrivare a forme che hanno dato origine a strumenti eccezionali.
Conosco virtualmente un toscano , bannato da un forum di liuteria perchè ha messo in dubbio il o i dogma, ma costruisce violini suonati da professori del conservatorio di Praga.... :roll:
Tutto questo, comunque, mi fa pensare....
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Re: I Miei Esperimenti Di Liuteria

Messaggioda Alex83vr » dom 03 ago, 2025 21:38

Bellissimi lavori Cosimo, complimenti
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Re: I Miei Esperimenti Di Liuteria

Messaggioda ser gio » lun 04 ago, 2025 09:31

Ginepro77 ha scritto:Nella seconda chitarra i miei intenti documentaristici sono purtroppo decisamente calati, e della lavorazione non c'è traccia. Comunque ricalcava esattamente quella della prima: stesso progetto, legni diversi. In questo caso tutto acero per fasce, fondo e manico, e tavola in cedro.

In verità qualche variazione c'è rispetto alla precedente: paletta più piccola e di forma leggermente diversa, e ponte "alla Giussani" con corde passanti in stile acustica. Inoltre gli spessori sono diversi: fondo più spesso, fasce sottili e tavola a spessore variabile (più fina verso i bassi); anche l'incatenatura pur rispettando le stesse geometrie è fatta in cedro nella metà dei bassi e in abete per i cantini. Per ultimo in questa ho aggiunto i "bindings" (mai capito come si chiamino in italiano) ossia le modanature che coprono la giunzione tra fasce e fondo/tavola...


Da perfetto ignorante posso dire che è stupenda... bravissimo Cosimo! :inchino:
Sergio

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Re: I Miei Esperimenti Di Liuteria

Messaggioda Nyagatwa » lun 04 ago, 2025 12:43

homofaber ha scritto:Forse verrò fustigato..., magari a ragione, ma ritengo una incongruenza grossa come una casa rifarsi agli spessori di strumenti prodotti da altri liutai. Ma approfitto che il nostro grande Ciro ( :inchino: ) si sia riaffacciato!
Premetto non essere un liutaio, ma un artigiano del legno. Non leggo la musica anche se ho un discreto orecchio.
1) Parto dal presupposto che una tavola sfettata a metà per lo spessore non dia vita a due tavole identiche, quindi figuriamoci legni diversi, da alberi diversi, di centinaia di anni più vecchi e quindi caratteristiche fisiche e meccaniche assolutamente impossibili da riprodurre.
2) Ho i piani dei più famosi violini mai realizzati, sottoposti a T.A.C. o processo simile. Per risultato si ha una mappa precisissima di tutti gli spessori in ogni punto di tavola armonica o fondo. Ma che significato ha ricopiare quegli spessori? Io ritengo sia profondamente sbagliato l'approccio. Io dovrò ricavare gli spessori in base a le caratteristiche che mi forniranno una tavola che risuona dove desidero io.
Cosa c'è di sbagliato a ragionare così?!


Certamente hai ragione, legni provenienti da alberi diversi richiedono spessorature leggermente diverse. Tuttavia parliamo di decimi, non di millimetri.
Diciamo che partire dai lavori dei grandi del passato è cosa buona se si rispettano metodi di lavorazione, essenze usate, sagome, dimensioni e spessori.
Chiaro che il legno non sarà mai identico a quello dell'originale, ma se rispettiamo le scelte fatte in origine ci andremo ragionevolmente vicino.
Faccio un esempio pratico, se io volessi replicare una chitarra fatta da Torres, dovrei prima di tutto studiare il suo metodo di lavorazione e la struttura dei suoi strumenti (ottimo all'uopo il libro di Romanillos), poi scegliere uno strumento in particolare e studiare i legni utilizzati, la zona di provenienza, il taglio, la spaziatura delle venature, la densità (se la vostra replica pesa 200g in più o in meno rispetto all'originale qualcosa è evidentemente andato storto).

Restando su Torres, la prima volta che ho provato a replicare un suo strumento mi sono trovato con 150-160g di peso in meno rispetto all'originale. Stesse essenze lignee ma provenienze diverse e qualche dettaglio costruttivo interno differente.
Risultato: registro basso molto simile all'originale, ma registri alti chiaramente diversi, e non in meglio...

Alcuni tentativi dopo, affinata la scelta dei legni, delle colle, dei dettagli interni e delle procedure di costruzione, la chitarra risultante (che pesava 30g più dell'originale e aveva la stessa risonanza fondamentale) era talmente "Torres" da far sussurrare "al miracolo" uno dei maggiori esperti mondiali di Torres, la buonanima del Maestro Marlat.

Quando si è riusciti a fare repliche ragionevolmente simili agli originali, non solo nell'estetica ma anche nella tavolozza timbrica e nell'impasto sonoro, ci si può cominciare a divertire a fare cose personali con ottime possibilità di ottenere risultati soddisfacenti. A quel punto giocare con lo spessore, le curvature, le densità e le intonazioni diventa quasi istintivo.

Inutile dire che nel frattempo saranno passati una quindicina d'anni e alcune decine di strumenti 8)
Have a bright day

Ciro Marzio
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Re: I Miei Esperimenti Di Liuteria

Messaggioda Ginepro77 » mar 05 ago, 2025 11:29

Grazie a tutti, felice che le chitarre vi siano piaciute!
Riprendo il racconto che manca ancora uno strumento da presentare... ma andiamo con ordine.
La seconda chitarra è quella che considero un pò la mia opera maestra: vuoi per la bellezza dell'acero marezzato, ma soprattutto perché suona decisamente bene. Sarà la fortuna del principiante, ma è uscito uno strumento con un gran bel timbro, volume decisamente importante (riesce a stare alla pari di un'acustica), insomma una gran bella voce. Ho ricevuto notevoli apprezzamenti da amici e conoscenti diplomati al conservatorio, anche due concertisti, tutti abituati ad avere a che fare con chitarre di un certo livello. Ha però un difetto sulle note più acute degli ultimi due cantini, dove si percepisce in sottofondo una vibrazione "aliena" che non sono mai riuscito a localizzare...
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Re: I Miei Esperimenti Di Liuteria

Messaggioda Ginepro77 » mar 05 ago, 2025 11:48

Per la terza chitarra sono tornato ai miei vizi di raccattare legno a destra e manca... :oops:
Avevo preso da qualche tempo la combinata, e ho voluto metterla alla prova: avevo dei tavoloni di frassino che in diverse parti avevano una venatura perfettamente verticale, e mi sono lasciato tentare...
Visto il buon risultato della seconda, ho mantenuto esattamente lo stesso progetto e, più o meno, gli spessori. Cambiando però legni un'altra volta: frassino per fondo, fasce e manico, abete per la tavola.

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Diversamente dalle precedenti, ho usato macchine elettriche e una rosetta comprata invece che fatta in casa.
Le due "bretelle" in corbezzolo sul fondo servivano a nascondere un lieve difetto del legno di una delle metà del fondo.
Come si può notare non è del tutto terminata, manca la finitura e vari ritocchi, mi sono lasciato vincere dalla pigrizia... :oops:
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Re: I Miei Esperimenti Di Liuteria

Messaggioda Ginepro77 » mar 05 ago, 2025 12:00

La terza è stata un esperimento di una lavorazione un pò più meccanica, invece che quasi esclusivamente manuale.
Il risultato non del tutto deludente, ma neanche entusiasmante. Suona sicuramente meglio della prima, ma non regge il confronto con la seconda, pur non avendo difetti evidenti di suono. Oltre al frassino (legno poco quotato nella liuteria acustica) devo confessare che le mie preferenze vanno decisamente verso il cedro, che sembra dare un suono meno cristallino ma più caldo e melodioso.
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Re: I Miei Esperimenti Di Liuteria

Messaggioda Mortasa » mar 05 ago, 2025 19:52

Che belle! Peccato che ci lavori a singhiozzo, chissà quante altre belle cose faresti lavorandoci con maggiore continuità.
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