Che thread interessante!
Tra i molti sviluppati (inclusa quella che quando ancora frequentavo i chitarristi chiamavamo GAS: Gear Acquisition Syndrome, sindrome da accumulazione di attrezzatura...), ne vedo due che mi paiono i più vicini al punto iniziale proposto da Michele:
Punto 1: dimenticare l'ubicazione degli oggetti. Bon, su questo penso abbiano scritto dei tomi tipo Guerra e Pace

- Volendo fare i fighetti si può forse poggiarsi al fatto che alcuni schemi motori sono codificati a livello neuronale, diciamo "sotto la coscienza". Vuol dire che il cevello, per certi pattern di movimento, non ha bisogno di guidare i muscoli passo-passo. Praticamente invia un comando e poi c'è uno strato di neuroni che esegue il resto senza impegnare altre risorse del cervello. Avete presente il discorso "imparare ad andare in bicicletta..."? Eh, la base è questa natura qui del sistema nervoso centrale. Anche camminare rientra tra questi schemi: per quello possiamo camminare e pensare/parlare senza problemi.
L'ipotesi del Dott. Prof. Lup. Mann. Anchees è che anche semplici movimenti tipo "prendi e metti al lato" o "getta nel cestino" o "poggia su mensola" siano di questo tipo. Quando siamo impegnati in un qualsiasi "progetto" (che può essere pure "mo' vado a casa ché ho finito il turno... Che preparo per cena?"), è automatico per il cervello di delegare questi movimenti accessori, mentre si sta "concentrati" sulla questione generale. Quindi quel particolare movimento ed il connesso "spostamento dell'oggetto X" semplicemente sfuggono alla registrazione cosciente.
Non so come sia la vostra esperienza, ma per quanto mi riguarda la mia testa non è un elemento unitario (tra l'altro, una cosa che mi ha dato molto da pensare, fino a che non me ne son fatto una ragione...): nello stato normale, c'è un numero N di pensieri o attività concorrenti. Un flusso è quello di "ricezione", quello che accade intorno. Altri N flussi sono varie riflessioni: cosa farò settimana che viene? Ah c'era quella bolletta da controllare. OK che si fa per pranzo? Dio mio le piante da bagnare!... Io credo che questa sia una caratteristica intrinseca del cervello. Quello che può accadere, e che si ricerca, è la "concentrazione", ossia quando riusciamo a spegnere tutti i flussi e a focalizzarci su una cosa sola. È uno stato "di grazia", anche su quello si son spese molte righe, e anche in quello stato io credo che possano passare in cavalleria molte "piccole cose". Quella più evidente è la sensazione del trascorrere del tempo, ma non vedo perché non annoverare tra queste anche lo spostamento occasionale dell'oggetto XY.
Tutto 'sto pippone flusso di coscienza per dire che secondo me è normale
Punto 2: l'accanimento. Ecco, qui potrei ripartire... Ma non lo farò
Dico solo che questa è una caratteristica più individuale, nel senso quanto sia pronunciata. Ce l'abbiamo tutti, io credo, ma in alcuni di noi è più forte.
Io sono tra quelli: mi accanisco parecchio, e molto spesso su attività o cose che hanno senso
solo per me. Chi mi guarda dall'esterno non si capacita.
Quindi, Michele, penso di poterti capire molto bene. Se la cosa sia giusta o meno non l'ho mai capito e ultimamente ho proprio rinunciato all'impresa. Magari rivisiterò la questione più avanti.