bafman ha scritto:avevo visto le pagine proposte da Mauro, un bellissimo libro e foriero giustamente di molte considerazioni; quelle che leggo a seguire si sono allontanate un po' dall'argomento.
Ne avrei da dire, anche riguardo alle classifiche OCSE (il fatto per come è stato riportato è un po' tranchant e sarei curioso di conoscere i parametri utilizzati).
Mi limito a una cosa sola: sono felice di avere studiato il latino con profitto e no, non per consentirmi citazioni roboanti nè per la solita motivazione che "ti apre la testa" (dicono che anche l'informatica lo faccia, in una certa misura) o per affinità al pensiero matematico, o perchè mi è servito all'università, nulla di tutto questo.
Sono contento di averlo studiato perchè è bello. Perchè discendo da quella tradizione, perchè mi garba interpretare quanto leggo sui monumenti o nelle chiese, perchè era divertente, perchè portava a conoscere il pensiero di molti autori che hanno gettato le fondamenta del pensiero moderno.
E nel prossimo futuro credo che proprio materie come il latino possano aiutare i ragazzi a "maneggiare con cura e flessibilità" l'intelligenza artificiale, oltre l'efficientismo spicciolo e l'applicazione pratica.
Bravo. Ti quoto in toto.
Io purtroppo dopo il liceo non l'ho più studiato,ma dopo trent'anni e più ancora qualche frase mi nasce in latino prima che in italiano, così come mi succede per l'inglese.
È bello, e sicuramente non cozza con l'apprezzare il creato e lo sporcarcisi le mani.
In ligno veritas.
Nicola