zoidberg ha scritto:Gli scalpelli non si dovrebbero MAI affilare con la mola, decisamente troppo agressiva. Oltre al pericolo di riscaldare l'acciaio, e quindi di rovinare il trattamento termico, hai un consumo eccessivo di acciaio (accorci gli sclpelli) oltre a non avere un buon controllo sull'angolo di affilatura. Inoltre non pòuoi spianare il dorso
Con una dimetta e con carta abrasiva in pochissimi minuti li sgrossi e li ripristini perfettamente a mano. Io non trovo assolutamente bisogno di usare una mola.
Pur vero che molti falegnami, spesso in passato, usavano la mola, ma a mio avviso è una cattiva abitudine dettata più dall'incapacità di fare una buona affilatura a mano che da eisgenze oggettive.
Discorso diverso è la mola ad acqua (tipo tormek o simili) che hanno un regime di rotazione bassissimo, parliamo di pochi giri al minuto, e una granulometria dell'abrasivo di solito molto alta, che non riscalda ne consente asportazioni eccessive.
Con la mola ad acqua di solito affili a spingere e lucidi a tirare.
Con una mola a secco "da officina" mi sembra molto pericoloso affilare a spingere, c'è un considerevole rischio impuntamento.
Non vedo cattive abitudini o incapacità di affilare se uno adopera le mole. Nel lavoro gli attrezzi si usano in svariati modi, dettati dall'esigenza del momento, concetto che vale anche per gli scalpelli che non sempre in un laboratorio normale rimangono dei rasoi.
Le persone sono libere di affidarsi ad un metodo o all'altro ma senza farne del fondamentalismo. Mi da fastidio che si passi per incapaci, diventa lo stesso concetto delle fotografie, dove tendiamo a vedere la bella immagine, non come è stato costruito l'oggetto protagonista.
Stefano