Tutto iniziò negli anni 70 quando Manfredo Massironi disegnò una intrigante scaffalatura con i ripiani ed i montanti che seguono il profilo di una calotta sferica. Da allora ne sono nate repliche e varianti con progressioni variabili della spaziatura tra ripiani (in genere più fitti agli estremi che al centro) versioni concave e convesse, con ripiani in numero dispari o pari, caratterizzati dalla ripetizione dei vani e/o degli elementi a partire dall’asse mediano. Affinche risulti piacevole la struttura e non sembri un deposito per piccoli oggetti della stanza dei bambini, deve essere di dimensioni generose; quella di Massironi ha un diametro importante (240 cm).
https://www.pamono.eu/manfredo-massironi-tyco-wall-bookshelf-for-nikol-international-in-white-lacquered-wood-1970-s
Non credo sia coperta da brevetto, anzi devo aver letto che ad esempio i mobili negli stati uniti non sono brevettabili; cito questo aspetto, non perchè sia rilevante nel nostro caso (la realizzazione semmai non eccederà qualche copia per “uso personale”), ma per sgombrare il campo da discussioni su pretesa originalità, che nessuno ha mai avanzato: dico anzi subito che per quanto mi riguarda, non ho fatto niente: Massironi ha avuto l’idea, io l’ho descritta all’utente misterioso
Questa struttura mi ha sempre affascinato anche perchè è relativamente semplice da realizzare, (non proprio, se si vogliono ottenere i bordi che seguono la curvatura sferica), solitamente non ha ante o pannelli dorsali di chiusura e l’incrocio di ripiani e montanti si sostiene con incastri a mezzo legno (half lap joint). In genere poi un elemento può essere presente più volte (fino a 4) nella struttura, identico (tranne la fessura di incastro)
Mi lascia però perplesso sia lo spazio notevole che occupa (una parete dal pavimento al soffitto) che lo sfruttamento poco efficiente dello spazio come contenitore. Ciò è dovuto principalmente alla curvatura dei ripiani che si restringono parecchio in profondità andando dal centro verso la periferia Per questo l’idea originale di massironi da alcuni è stata modificata basando il disegno sull’elissoide anzichè sulla sfera cosi da avere due misure di progetto, per adattare ottimamente le dimensioni allo spazio disponibile. Inoltre il solido era pensato molto schiacciato in modo da avere il piano di simmetria che lo divide in due parti uguali, coincidente con il piano del muro al quale è appesa, in modo da far spuntare metá elissoide e non solo una sua ridotta calotta. Questo permette ad ogni ripiano/montante di conservare a lungo la profondità fino a breve distanza dall’ellisse mediana, ottimizzando così la sua usabilità. Questo, credo che sia uno dei progetti irrealizzati che mi porto dietro da più tempo:
Il problema di queste varianti è che si sacrifica l’estetica a beneficio della funzionalità, perdendo così molto del fascino del Massironi design, la bolla di libri che protrude in una stanza, si perde, diventando simile ad un casellario da portierato di hotel.
Altra possibilitá era usare una parte della scaffalatura come mobile tv.
In una di queste ipotesi, la struttura che prendeva spunto da “lotus” una scatola puzzle, creazione del puzzlemaker kagen sound, una copertura a disco si apriva a diaframma con un movimento coordinato nel quale due rotazioni si combinavano per dare una traslazione dei 6 petali verso l’esterno del disco, scoprendo alla vista il pannello della tv.
Questo è stato un embrione di idea che mi ha attirato in diverse occasioni. Ne avevo parlato e scambiato schizzi con alcuni di voi, ma la realizzazione superava di molto le mie capacità. Per cui non se ne è fatto nulla.
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Infine vi era un mobile tv che aveva per sostegni verticali delle costole metalliche che parevano disposte come i meridiani della proiezione di mercatore. Ma una volta inserita la tv se ne sono dovuti sacrificare molti che, altrimenti, sarebbero finiti davanti allo schermo (che nel frattempo si era considerevolmente allargato).
E anche Mercatore fu accantonato.
Non ne sarebbe più venuto fuori nulla nemmeno di Massironi, se, come per il tavolo la Rotonda di Bellini, non si fosse fatto avanti Edo... ora ho capito l’acronimo del successo.. non è Do it yourself ma Edo Does It!






















