sembra dunque, e non stento a crederlo, che, dal punto di vista della lubrificazione di parti meccaniche, una moltitudine di
micropalline d’acciaio sottolio o di plastiche fluorurate (ptfe) sempre in olio minerale, possano dare risultati eccellenti.
Io però, mi porrei la seguente..
D: dove vanno poi a finire tutte queste palline?
R: nel piatto, ce le mangiamo ( https://www.ehabitat.it/2018/07/09/microplastiche-nel-cibo/ ,
https://www.foodsafetymagazine.com/magazine-archive1/december-2018january-2019/microplastic-contamination-of-the-food-supply-chain/)
D: eh dai . non saranno mica 2 spruzzatine a fare la differenza? quante saranno mai?
R: nei lubrificanti è un po’ presto per dirlo ma nei cosmetici, dentifrici, e, ovviamente nella pasta lavamani per togliere le palline del lubrificante con altre palline in soluzione detergente, si stima almeno 500.000 tonnellate di palline di plastica nei prossimi ventanni, se continua così.
D: e l’Europa? non fa nulla?
R: sì, le microplastiche sono bandite dal 1 settembre 2020.
D: oh

e come si fa, adesso?
R: tranquillo, l’europa ha bandito le microplastiche ma non le nanoplastiche.
https://eeb.org/eu-microplastics-ban-set-to-make-a-growing-problem-worse/
D: 
come sono potuti cadere in un simile trabocchetto?
R: forse sono scivolati su un lubrificante ancora più potente....
Se volessimo riassumere la materia in una riga dovremo dire che..
il bando stesso erano palle e, come quelle nei prodotti, i consumatori se le sono bevute
