Che poi si chiamava Jeeg, ma in giapponese Jigu.
Comunque sia, anche se ora i jigu vanno di moda a me serviva solo tagliare decentemente a 45 gradi dei tubi a sezione quadra.
Mi era balenata l’idea di andare al brico a prendere una troncatrice col discone abrasivo ma poi ho pensato che unendo un frullino, due legni di scarto, una vecchia cerniera e un bullone e shakerando per un’oretta potevo cavarmela a costo zero... insomma un Jigu démodé in un mondo di jigS bauscia)
Dunque dicevamo:
Su questa tavola va l’ammirevole culla del frullino nata da un pezzo di multistrato che era già nel bidone dei rifiuti e da uno di boh? Era pure lui nel rusco, forse cedro.
Per non avere d’intralcio il bullone di serraggio gli faccio un recesso (questa foto è una scusa per farvi invidia con l’altro gìgg che “una tavoletta e due morsetti e i fori col trapano li allinei perfetti”)
...e insomma il bullone. Ce l’avevo troppo lungo e me lo sono tagliato
Quasi pronti. Incisione per prendere le misure su come posizionare la spondina per i pezzi
Ed eccolo all’opera
bravo figliolo sto Jeeg Robot taglia acciaio, fa tutto da solo
Ora ditemi che non gli assomiglia:






