Quale differenza intercorre nella geometria (TPI, angoli di taglio, stradatura, spessore lama, dimensione generale dello strumento, tipo di impugnatura) tra le seguenti seghe (e quale uso ne fate voi, di conseguenza):
-Sega per tagli traverso vena
-Sega per tenoni
-Sega per incastri
-Sega per code di rondine
Nel mio pallido modo di intendere, le ho scritte a categorie decrescenti: ovvero sostanzialmente man mano che arrivo all'ultima citata (che la reputo di fatto identica alla penultima) c'è una tendenza ad aumentare la finezza del taglio e la precisione (quindi maggior TPI, dimensioni generali minori, ...).
Aggiungo anche, per vostra conferma:
-Quella per incastri mi sembra di capire abbiano il manico dritto, per miglior precisione e direzionalità. Sono tendenzialmente piu' compatte in dimensione. Possono anche avere la stradatura da un solo lato per essere a raso dall'altro (piani alla superficie di appoggio). Spesso questa caratteristica è associata ad un manico disassato dal tagliente (per tagli a raso appunto).
-Quelle per tenoni hanno l'impugnatura piu' grossa per gestire piu forza di taglio col polso/mano (e infatti ho scritto che le avevo elencate a categoria decrescente di "finezza").
-I segacci sono una grossa categoria, che talvolta include seghe per tagli veloci su tavolame ancora grezzo, che possono essere sia per traversovena che lungovena.
-Le seghe a telaio sono tipicamente sostituitive dei segacci, ovvero principalmente dedicati a tagli grossi (è vero che esistono anche segacci in qual modo per tagli "a copiare"...). Anche quelle a telaio sono ovviamente distinte in seghe per lungo e traverso vena.
Voi davvero usate seghe che rispettano sempre le categorie sopra citate? Io mi sono sempre limitato alla macro-differenza traversovena e lungovena. In queste due categorie poi, trovo seghe piu' grosse (segacci/telai) e seghe piu' piccole a seconda del lavoro da effettuarsi. Ma sinceramente non ho mai fatto forte distinzione tra quelle per incastri o tenoni.
ciao
Michele
