Inutile negarlo: più prima che poi e chissà per quanto tempo ogni oggetto che acquisteremo sarà prodotto in Cina. Lo vuole la globalizzazione, lo vuole l'economia, lo vogliono i cinesi, i quali si sbellicano dalle risate sapendo di essere tanto vituperati quanto gettonati negli acquisti. Non che non siano capaci a produrre qualità, semplicemente producono quello che si vende al prezzo che si vende. Certo, a volte si tratta di semplice delocalizzazione di imprese straniere, ma spesso di prodotti, magari copiati (dove sono finiti i diritti di brevetto?) e di scarsa qualità ma di sicuro piazzamento sul mercato.
A completare l'opera ecco il marchio CE, China Export, da non confondere, anche se è facilissimo farlo. con il CE europeo, che i nostri burocrati stanziati a Bruxelles non sono capaci di far eliminare dai prodotti con gli occhi a mandorla in arrivo nel nostro continente. Non abbiamo saputo (o voluto) contrastare il fenomeno, né noi europei e nemmeno i giapponesi.
Ma oggi, nel nostro campo degli elettroutensili, se uno volesse un prodotto completamente italiano o tedesco, trova ancora qualcosa o è tutto finito?
