e questa cosai, oltre al fatto di avere "qualche" coltello a petto inutilizzato in un cassetto, mi ha portato a reinterpretare un famoso jig per l'affilatura che si vende in rete.
Sottolineo qui che questa cosa è solo una pallida e relativa copia dell'originale, e che l'originale oltre ad essere fatto immensamente meglio funziona anche immensamente meglio, quindi vi suggerisco caldamente di comprare il jig originale.
Data questa premessa, ecco come ho fatto:
da un pezzetto di nocciolo della valtellina ho ricavato un parallelepipedo incollando due strati
poi, forando e filettando per due inserti, e forando al trapano a colonna per ottenere due scanalature passanti, si ottiene una cosa così
i blocchetti sono ricavati da una vecchia gamba di faggio trovata da qualche parte, forata in testa e filettata. I pezzetti di barra sono incollati con cianoacrilica.
Basta incollare dei pezzetti di carta abrasiva con il biadesivo e settare la distanza del blocchetto dai due perni per determinare l'angolo di affilatura
qui avevo sottomano per una prova solo della carta grana 120
Per provare, male che vada, ho tirato fuori dal cassetto il ferro più conciato che avevo
acciaio al carbonio senza compromessi, era parecchio che lo avevo in queste condizioni; pur avendo tentato di venderlo ad un po' di persone dicendo che era il ferro migliore che avessi, si sono tutti spaventati dalla ruggine presente. Peccato perchè è un Goldenberg di inizio secolo.
Guardando i dati exif delle foto, quella del dorso qui sopra l'ho scattata alla 11:02. Alle 11:06 ecco come si presentava
e dopo poco anche il bisello principale sembra in condizioni migliori
Appena ho un attimo mi ci metto d'impegno e capisco se si può ottenere un filo a rasoio, per il momento mi sento molto soddisfatto
