giannipironi ha scritto:ma perchè ? Sostituire il motore è accanimento terapeutico , avrai (nella migliore delle ipotesi) un attrezzo che è ultra superato : un articolo più recente ha più potenza , è più leggero , più preciso , con batterie non esauste. Visto che ci sei affezionato , lo metti sopra una mensola ed ogni tanto te lo coccoli , ma usi un attrezzo come si deve.
.....perché se buttiamo via e sostituiamo tutte le cose funzionanti, o riparabili con poca spesa, solo perché oggi esistono versioni più performanti, possiamo intonare direttamente il de profundis anticipato al genere umano.
Mi chiedo che manufatti non si riuscissero a fare 10 anni fa per colpa dell’arretratezza tecnologica degli avvitatori, che invece si possono fare in scioltezza ora, ma solo con un avvitatore brushless da 300€. E quali reali vantaggi un hobbista possa avere da una tale sostituzione, oltre a quello di sfoggiare l’acquisto ed a ricevere complimenti circa le proprie “abilità” di acquirente.
L’affetto di cui si parla è un “legame” con l’attrezzo, che esula dal consumo ed è piuttosto legato alla conoscenza dei limiti dell’utensile, all’usura di quell’esemplare, ai punti di forza e di debolezza, alla/e riparazioni che ha subìto e a che ha contribuito ad effettuare. Un legame che tanto apprezziamo in certi vecchi filmati dove viene celebrato il rapporto tra l’artigiano e il suo strumento.
Il maestro giapponese che fa incastri perfetti con una vecchia sega, sarebbe ancora considerato tale con una fresa all’esafluoruro di uranio e relativa fresatrice ipersonica a sospensione magnetica?
Probabilmente no, ma un hobbista nostrano deve necessariamente averla.
Non per fare gli incastri, son capaci tutti con una macchina che li fa da sola. Ma per possederla come un oggetto di culto nella vetrinetta/tabernacolo. E aumentare conseguentemente il diossido di carbonio inerente lo smaltimento del vecchio e la produzione del nuovo dispositivo.