So che l'immagine è un po forte, ma penso che sia meglio vedere
cosa succede a distrarsi
alfredo bs ha scritto:ma l'impronta digitale poi si ricrea come prima?
CavalloGoloso ha scritto:Io credo che il siatema migliore, sia di rappresentarsi psicologicamente tutto ció che puó praticamente accadere. Farlo sempre, ogni volta.
gmgd ha scritto:Facile a dirsi per chi fa altro nella vita,
come dire, non sono nello stato mentale adeguato, vabbè lo faccio domani o quando
sarò nel pieno delle mie funzionalità psicofisiche.
Molto spesso sei pressato e sotto pressione e cio nonostante le cose le devi fare lo stesso.
Prendere in considerazione la peggiore.........quindi per uno che lo fa di professione equivale a
fare una vita di mme..........
bafman ha scritto:gmgd ha scritto:Facile a dirsi per chi fa altro nella vita,
come dire, non sono nello stato mentale adeguato, vabbè lo faccio domani o quando
sarò nel pieno delle mie funzionalità psicofisiche.
Molto spesso sei pressato e sotto pressione e cio nonostante le cose le devi fare lo stesso.
Prendere in considerazione la peggiore.........quindi per uno che lo fa di professione equivale a
fare una vita di mme..........
credo tu sia fuori strada. Chi fa altro nella vita non esclude che possa similmente essere sotto pressione in quello (altro) che fa ed essere consapevole in quello (altro) che fa dei rischi a cui va incontro.
Magari non saranno una sega che gira ma possono essere mille altre cose. Fisiche, psicologiche, economiche. Incidenti o danni, diretti o indiretti, o consequenziali, perdite di profitto eccetera.
Acquisire consapevolezza dei rischi, farne una analisi e arrivare a gestirli (gestione significa gestione, non necessariamente azzeramento) più che una "bravura del rilassato" è un dovere. Che si sia falegnami, baby sitter, capitani d'impresa, autisti, paracadutisti, dattilografi o chessoio.
E chiunque può ritrovarsi a essere due o più cose insieme, in momenti diversi della vita o della giornata, ma l'atteggiamento mentale non dovrebbe cambiare solo perché in un caso è lavoro e in un altro è impegno personale o diletto.
E questo non per il masochismo di "fare una vita di mme..." (cit.) ma per evitare di ritrovarsi in una situazione di mme...., sé stessi o gli altri.
gmgd ha scritto:
Prendere in considerazione la peggiore.........quindi per uno che lo fa di professione equivale a
fare una vita di mme..........