Bric ha scritto:Roland ha scritto:
È quanto viene ripetura, digerita, sedimentata nei secoli che rende una versione più credibile, non la plausibilità oggettiva. GC dice: “Prova a dire che un essere invisibile che sta nei cieli, ha creato tutto l’universo e molti ti crederanno; prova a dire che la vernice è fresca e ci sarà senzaltro qualcuno che per sincerarsene ci piazza un dito.
Proprio qui sta la potenza e la meravigliosità del trascendente: non è dimostrabile, basta crederci, e l'essere umano ne ha bisogno.
Ma la fede individuale non è altro che una opinione, se condivisa diventa una Verità.
se credere in qualcosa fa stare meglio qualcuno non ho certo nulla in contrario. Però credere per me è un processo in cui sono parte attiva, e non posso nè impormelo per convenienza in vista di un possibile benessere, nè nascondere a me stesso gli aspetti paradossali e illogici del credo o dei suoi riti.
Chi assume un placebo non deve essere a conoscenza del fatto che lo sia, altrimenti l’effetto viene meno.
Mi spaventa quella Verità maiuscola devo dire... una opinione condivisa resta una opinione, se diventa “Verità” in un certo ambito geografico o socio-culturale, ed è diversa, come casualmente è probabile visto che non ha bisogno di alcuna dimostrazione, da quella che può rivelarsi in un altra regione o comunità, io la vedo come una instabilità foriera di conflitti.

