una trentina di anni fa o giu di li, di questa stagione, ebbi sul lavoro un ospite danese per una settimana. Andai a prenderlo alla stazione con la mia poderosa fiat Tipo

, lui, dopo i convenevoli ed i classici commenti sul paese d’o sole, che non mancava, in effetti, a bordo iniziò subito a giocare con i miei vetri elettrici. su e giu, giu un po’ poi su e ancora giu. Rimasi un po’ stupito. Sapevo che aveva uno stipendio da favola rapportato ai nostri e quindi chiesi ironicamente se avesse mai visto quel popo’ di tecnologia. Disse che loro non avevano una produzione automobilistica propria e quindi il governo aveva scelto di tassare drasticamente tutti quei gadget e optional non finalizzati alla sicurezza. E aggiunse che i produttori facevano dei modelli spartani appositamente per il loro mercato... magari 2000 cc ma senza fronzoli. E i vetri elettrici da buon ingegnere mi spiegò che in fondo sono peso in piu, consumi e costi aggiuntivi, rischi di bloccaggi per il gelo, problemi in caso di black out elettrico.. insomma in fondo aveva una quota di ragione, però pareva divertirsi un sacco con i pulsanti. In quel momento lo immaginai sulla sua volvo spigolosa con le lancette del quadro come il big ben illuminate da lumini giallognoli, le cinture larghe una spanna che ti pretensionavano impietosamente al sedile non appena ti allungavi due cm oltre la corsa della manovella del vetro. Che tanto non abbassava mai perchè entrava pioggia. Guardai il tachimetro: ero solo un 20 km/h oltre il limite, tirai giu un filino il vetro anch’io. Entrò il sole. Grande la Tipo!
